Droni 2021, ENAC pubblica il regolamento aggiuntivo UAS-IT

Droni 2021, ENAC pubblica il regolamento aggiuntivo UAS-IT. Allineato al regolamento europeo, dubbi sulla registrazione open category.



Con qualche giorno di ritardo rispetto al 31 dicembre 2020, giorno in cui è diventato applicabile il regolamento europeo droni composto dai regolamenti 2018/1139, 2019/945, 2019/947, ENAC poche ore fa ha pubblicato il regolamento integrativo UAS-IT per normare ciò che resta di competenza nazionale (leggi anche: I compiti dell'ENAC con il nuovo REGOLAMENTO EUROPEO DRONI ).

Curiosità: l' UAS-IT edizione 1 risulta retrodatato. Emanato il 4 gennaio 2021 decorre dal 31 dicembre 2020 come riporta l' art.31. Secondo quanto affermato da ENAC nel proprio sito, è stato adottato dal direttore generale ENAC in via d'urgenza perdurando la mancanza del Presidente dell' Ente. L'ex Presidente, Nicola Zaccheo, aveva rassegnato le dimissioni il 28 ottobre 2020.

Nessun requisito aggiuntivo per il pilota dei droni di oggi nelle Limited Open Category

Ricordiamo che fino al 1 gennaio 2023 i  droni di "oggi" senza marcatura di classe possono essere utilizzati nelle cosiddette Limited Open Category dove l'autorità nazionale ha la facoltà di richiedere requisiti aggiuntivi per il pilota.  Secondo quanto determinato dal regolamento UAS-IT, ENAC ha deciso di rimanere allineata alle open category del regolamento europeo senza richiedere ulteriori requisiti al pilota dei droni senza marcatura. Pertanto si applicano le seguenti regole:
  • I droni (UAS) con massa al decollo inferiore a 500g (e droni con marcatura C1) possono essere condotti da un pilota che ha conseguito l'attestato online A1/A3 presso il portale ENAC. Le operazioni devono essere effettuate in modo tale che il pilota non effettui sorvoli di assembramenti di persone e possa ragionevolmente prevedere di non effettuare sorvoli di persone non coinvolte. Nel caso in cui si verifichi un sorvolo imprevisto di persone non coinvolte, il pilota remoto deve ridurre il più possibile il tempo durante il quale l’aero­mobile senza equipaggio sorvola le persone in questione. Obbligo registrazione operatore.
    • droni < 250g (anche autocostruiti con velocità max 19 m/s): il pilota non è obbligato a conseguire l'attestato di pilotaggio. Le operazioni possono prevedere il sorvolo di persone non coinvolte ma mai di assembramenti. Obbligo registrazione operatore se drone con telecamera.
  •  I droni < 2 kg possono essere utilizzati mantenendo una distanza minima orizzontale di 50 metri dalle persone (i droni con marcatura C2 potranno avvicinarsi alle persone fino a 30m e a 5m se attivata la modalità di volo a bassa velocità ) ma i piloti devono avere conseguito l'attestato A1/A3 più il superamento di un'ulteriore esame scritto di teoria presso un centro di addestramento consistente in 30 domande a risposta multipla. Non è previsto l'esame di pratica, l'addestramento pratico può essere svolto autonomamente nelle condizioni operative A3. In via facoltativa, l'aspirante pilota può richiedere un corso pratico di pilotaggio al Centro di Addestramento con rilascio di relativo attestato. In alternativa, i droni < 2kg possono anche essere utilizzati nella fascia < 25 kg con le regole che spieghiamo nel punto successivo. Obbligo registrazione operatore. 
  • droni < 25 kg  (e i droni con marcatura C3 e C4 e anche autocostruiti) devono essere condotti in un’area in cui il pilota remoto possa ragionevolmente prevedere di non mettere in pericolo nessuna persona non coinvolta entro i limiti dell’area in cui fa volare il drone durante l’intero periodo dell’operazione. Ulteriore requisito la distanza di almeno 150m da zone residenziali, industriali, ricreative etc. Il pilota deve aver conseguito l'attestato online A1/A3 presso il portale ENAC. Obbligo registrazione operatore.

Assicurazione

Secondo l'Art. 27 comma 1 UAS-IT  "non è consentito condurre operazioni con un UAS se non è stata stipulata e in corso di validità un’assicurazione concernente la responsabilità verso terzi, adeguata allo scopo e con massimali non inferiori ai parametri minimi di cui alla tabella dell’art. 7 del Regolamento (CE) 785/2004. In conformità dell'art. 743 del Codice della Navigazione anche agli aeromobili oggetto del presente regolamento si applica l'art. 1015 del Codice della Navigazione."

Le polizze cumulative sono permesse alle associazioni di aeromodellismo riconosciute.

Spazi di volo

Le operazioni devono rispettare gli spazi di volo e relative altezze massime (zone geografiche UAS) riportate sulle AIP e sulle mappe del sito d-flight. Secondo  l'Art 28 comma 4: "gli operatori degli UAS sono responsabili di verificare l’esistenza di eventuali disposizioni di restrizione emanate dalla Autorità di Pubblica Sicurezza per le aree interessate dalle operazioni. Inoltre il comma 5 dispone che: "gli operatori degli UAS che intendano effettuare operazioni su aree per le quali è stato disposto il divieto di sorvolo ai sensi dell’art. 793 del Codice della Navigazione devono acquisire una espressa autorizzazione dell’ENAC sentito il proprietario/gestore o responsabile del sito/infrastruttura"

Registrazione

L'aspetto della registrazione a nostro avviso presenta possibili ambiguità in assenza di chiarimenti. Infatti l' Art 6. UAS-IT dispone che  "gli operatori di UAV hanno l’obbligo di registrarsi, anche ai fini dell’identificazione e dell’imputazione delle responsabilità civili e penali, sul portale D-Flight e di apporre il codice identificativo QR sull’UAV". Al momento non è chiaro se dovrà essere applicato un unico qr-code per tutti i droni dell'operatore (come prevede il regolamento europeo) o se in Italia continueranno ad esistere qr-code univoci per ogni drone. 

Il regolamento EU 947/2019 (art. 14 comma 5) per le open category prevede la registrazione operatore con applicazione di un'etichetta con lo stesso codice su tutti i droni dell'operatore permettendo la sostituzione dell'etichetta con un qr-code. Inoltre,  non permette la registrazione dello stesso operatore in più di uno Stato membro. Un operatore open category estero registrato presso il suo Stato di residenza potrebbe trovarsi in difficoltà in Italia se per far volare il suo drone dovrà nuovamente registrarsi come operatore per ottenere il QR-Code italiano ammesso che la piattaforma gli assegni un codice operatore EASA. Inoltre, un operatore open category italiano all'estero non sarà compliant con il regolamento europeo se il qr-code previsto da UAS-IT non sarà corrispondente al codice registrazione operatore previsto dal regolamento europeo. Per saperne di più non resta che attendere aggiornamenti del portale d-flight.

Leggi il regolamento ENAC UAS-IT (link)

Video - La tabella per pilotare un drone in regola


 

COMMENTI

BLOGGER: 62
  1. L'art. 18 prevede il patentino per la categoria A1-A3 ? Quindi per tutti i droni.. non capisco.

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    1. Ho spiegato la cosa nel video che allego. In sostanza le autorità nazionali possono introdurre requisiti aggiuntivi per il pilota SOLO per i droni limited open category per effetto dell'art 22. Ma l'articolo 22 dice "fatto salvo l'art.20" che appunto riguarda i < 250g e li esenta dall'attestato. Da 27:51 https://youtu.be/Eul15fnKHH0?t=1671

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    2. Scusami, ma l'art. 20 prevede che i droni sotto i 250grammi senza marcatura, vadano in A1 e quindi richiedano l'attestato. Io non riesco a trovare in quale articolo si dice che i droni sotto i 250 grammi possono volare senza alcun attestato

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    3. Ho spiegato la cosa nel video che allego, guardalo bene perchè mostro gli articoli che cerchi. In sostanza le autorità nazionali possono introdurre requisiti aggiuntivi per il pilota SOLO per i droni limited open category per effetto dell'art 22. Ma l'articolo 22 dice "fatto salvo l'art.20" che appunto riguarda i < 250g e li esenta dall'attestato. Da 27:51

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    4. Quindi la risposta di ENAC potrebbe essere: siccome i droni non hanno marcatura di classe, li dovete registrare con tanto di QR-code... Ma spunta ancora un "uso ricreativo" che non esiste più. Io temo che non ci libereremo dal QR-code per ancora un po' di tempo...

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  2. Danilo ma il fatto che continuino a non fare nessuna distinzione sotto i 500 gr non è che intendono che richiedono attestato A1-A3 per tutti? Anche per i <250 gr?

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    1. Prevedendo questo minestrone, ho spiegato la cosa nel video che allego. In sostanza le autorità nazionali possono introdurre requisiti aggiuntivi per il pilota SOLO per i droni limited open category per effetto dell'art 22. Ma l'articolo 22 dice "fatto salvo l'art.20" che appunto riguarda i < 250g e li esenta dall'attestato. Da 27:51 https://youtu.be/Eul15fnKHH0?t=1671

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  3. Purtroppo, il dettaglio che hai messo tu per i droni <250g enac non l'ha messo, e ti lascio immaginare i commenti sui social leggendo "droni A1 e A3 obbligo di attestato"....

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    1. Non l'ho messo io, lo dice il 947/2019. Prevedendo questo minestrone, ho spiegato la cosa nel video che allego. In sostanza le autorità nazionali possono introdurre requisiti aggiuntivi per il pilota SOLO per i droni limited open category per effetto dell'art 22. Ma l'articolo 22 dice "fatto salvo l'art.20" che appunto riguarda i < 250g e li esenta dall'attestato. https://youtu.be/Eul15fnKHH0?t=1671

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    2. Intendevo dire, che tu hai sottolineato il dettaglio del reg. 947, enac non l'ha fatto e come hai detto tu sta avvenendo "il minestrone". Come da tradizione enac. Già sono rimasto basito nel vedere un'intera sezione del regolamento (dall'art9 al 17) dedicata ad aeromobili militari, di polizia ecc che fino ad oggi erano stati esclusi dai vari regolamenti (anche dal basico easa) e adesso li norma enac.

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    3. Li norma ENAC perché è previsto così dal Regolamento Europeo...

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  4. Salve.
    Ho registrato il dji mini2 su d-flight, spuntando pure la voce "questo drone non e offensivo"..dopo la registrazione mi sono scaricato il codice QR (costo di 6 euro)..ho spuntato pure la voce " Sono operatore di questo drone"..ho visto che nel profilo risulta pure il codice EASA.. Quindi io non devo fare altro per il mio mini2?

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    1. Ciao, d-flight al momento è ancora basata sul vecchio regolamento. Bisogna attendere che si aggiorni.

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  5. Se ho capito bene il QR code va messo anche 'sulla stazione di controllo a terra'. Non lo dice nessuno. Sbaglio ?

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    1. Come al solito, enac si perde nei dettagli. Nella definizione di qrcode scrive che si applica all'uav ed alla ground control station, nell'articolo successivo(registrazione) scrive solamente sull'uav. La parola chiarezza non fa parte di enac.

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  6. Scusa Danilo, correggimi se mi fosse sfuggito qualcosa. Oltre ai problemi che hai indicato tu, come potrebbero realizzare un d-base interoperabile, se i codici assegnati da enac fossero differenti da quelli degli altri paesi? Non vedo scappatoie... però prevedo un sensibile aumento del costo di registrazione.

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    1. Beh no tecnicamente il Codice EASA è conforme alla normativa e valido in tutti i Paesi EASA, quindi questo problema non si pone. E la registrazione dell'operatore UAS è possibile già dall'acreditamento free senza abbonamento, nemmeno base.

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    2. Grazie della risposta... ma è ridondante. Il senso della domanda era appunto una doppia conferma di conformità.
      Non mi è chiaro quali siano le entrate di D-flight, ma dal momento che decade la distinzione tra operatori "ludici e professionali", qualora fosse solo il ricavo ottenuto dal rilescio del QR code, l'attuale prezzo minore è destinato scomprarire, o per meglio dire a lievitare.
      Dovendo comunque fornire a tutti le funzioni principali, se non hanno altre entrate, è improbabile che possano far lievitare solo il prezzo dei servizi opzionali.

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    3. In effetti la CAA inglese prevede che ognuno paghi il suo operator ID 9 sterline l'anno... Mentre in Italia te lo danno gratis. Quindi è abbastanza probabile che in futuro con U-SPACE sempre più implementato i costi possano lievitare. Per ora sappiamo che sono quelli, e temo che rimarranno quelli perché ENAC dirà che in un modo o nell'altro sto qr-code lo dobbiamo digerire, con buona pace di chi aveva brindato troppo presto... Mi auguro di no, ma comincio a temere di sì...

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    4. Partendo dal presupposto che quando si va dal notaio per creare una società, se ne indicano gli obiettivi, ma prima si sono valutate le entrate, altrimenti la società nemmeno si formava, d-flight è posseduta da enav e partecipata da Leonardo e Telespazio. Da dove ricavino le entrate enav, leonardo e telespazio è cosa nota, da cosa abbiano previsto di ricavare le entrate con d-flight è un argomento a me sconosciuto. Seguendo il buonsenso (che potrebbe indurre in errore, ma resta un metodo ragionevole) è probabile abbiano computato come entrate quelle derivanti dai codici dei droni, ludici e professionali. Dal momento che la distinzione ludico-professionale deve ora decadere per forza, ma che nulla vieta a d-flight di continuare a richiedere che ogni drone paghi per volare, la cosa più intuitiva sarebbe "rimodulare" il costo "per drone" così da ottenere una cifra analoga alla precedente. Così facendo, la categoria professionale ne ricaverebbe un beneficio notevole, mentre chi vola per altri motivi subirebbe un aggravio. Staremo a vedere.

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  7. Qualcuno faccia presente di togliere o modificare quel comma 4 dell art.28; è in contrasto col comma 5....

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  8. Buongiorno, e grazie dell’articolo. Ma se il codice/qrcode va applicato sul drone e sul radio controller, nel caso di radio controllor intercambiabili (es. mavic Air 2 e mini 2) come ci si comporta? Grazie

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    1. Il codice operatore EASA è unico per ogni operatore, quindi se applichi la targhetta con il codice operatore, essendo uguale a se stessa per tutti i mezzi, non c'è problema.

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  9. Danilo conviene fare una petizione se le cose stanno realmente cosi! Ne sai più tu che i dirigenti enac
    Che ci stiamo a fare in Europa se poi quattro sgangherati stravolgono il tutto per poter elemosinare il più possibile



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  10. Non mi riguarda personalmente, ma anche dando per buona l'interpretazione "codice dflight", ok far pagare un abbonamento per servizi evoluti del sito stesso, ma ha senso differenziare le tariffe per la generazione del codice in base alle attuali condizioni? Stante il fatto che non sono più previste operazioni "da diporto" e "professionali" come si potrebbe giustificare un codice differenziato?

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  11. Mi rimane sempre un dubbio: ammettiamo che un giorno un amico mi chieda di fare un video in città, non per lavoro me lo chiede come favore quindi non mi paga e io regalo a lui le mie riprese, in un luogo dove in quel momento non c'è nessuno a parte me e lui, lo spazio aereo permette il sorvolo in quella città, ho un mavic mini e rispetto il vlos, ho il QR code da 6 euro e l'assicurazione ( hobby o pro.), ho l'attestato online A1/A3. Posso utilizzare il mini senza nessuna autorizzazione quindi perché con peso inferiore ai 250g?
    Per uso professionale oltre ad avere l'assicurazione e il QR code pro ( anche se nella diretta avete detto che il pro ha solo servizi aggiuntivi) cosa dovrei fare?
    Non ho mai capito bene questa cosa.

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    1. Non esiste pià la distinzione uso professionale e uso ricreativo per i regolamenti. Se esiste per d-flight è legata alla possibilitò di ottenere servizi avanzati che tipicamente servono a chi usa un drone per lavoro. Dal punto di vista del regolamento un drone open category può essere usato per divertimento e per lavoro con le stesse regole. per quanto riguarda qr-code e d-flight meglio attendere aggiornamenti della piattaforma per avere certezze su come intendono procedere

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. Buongiorno, complimenti per l'articolo. Io sarei interessato a prendere il vecchio CRO, che mi pare di capire sia stato sostituito dall'A2. E' cosi? Ringrazio anticipatamente. Saluti.

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    1. Ciao Luca, il nuovo CRO dovrebbe essere la porta di accesso alle operazioni specific quindi in pratica un A2 + modulo aggiuntivo, probabilmente l'esame di pratica. Per deduzione logica chi ha un CRO vecchio o quello nuovo che sarà potrà condurre operazioni A2 ma chi ha un attestato A2 difficilmente potrà condurre operazioni specific senza conseguire modulo di formazione aggiuntivo.

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    2. Difficilmente? Direi NO: in A2 ti serve mezzo CRO (ovvero la teoria del CRO), in Specific ti serve il CRO (ovvero teoria+pratica). La cosa buona è che per pilotare un Phantom ti autocertifichi l'addestramento, oppure se vuoi ti addestri in un centro di addestramento.

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    3. Simone, se in A2 ti serve mezzo CRO significa che senza conseguire la parte mancante difficilmente potrai condurre operazioni specific. Altrimenti ci sarebbe disparità tra CRO e A2 a parità di operazione.

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    4. Infatti così è: la Categoria Open è una cosa, basso rischio; la Categoria Specific è altra cosa, medio rischio. Quindi per operazioni più complesse serve uno skill test su addestramento pratico, per quelle meno complesse serve solo che il pilota si sia allenato prima di fare il primo decollo chiamiamolo ufficiale. Mi sembra sensata. Non si può in alcun modo parlare di parità di operazione tra CRO e A2 perché il senso della norma le distingue in maniera chiara e netta.

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  13. Mi inserisco, riportando il testo di un commento che ho appena fatto su Facebook, di come mi aspetterei fosse gestita la cosa. In particolare credo che in questo momento d-flight agisca al di fuori della norma, per quello che capisco di diritto comunitario:

    La dico semplice.
    Mi aspetterei che, in linea a quanto vedo ad es. in Francia, ci sia
    1) una mappa visibile a chiunque con le zone di volo e le varie limitazioni.
    2) un'area dove inserire i dati richiesti agli operatori dall'art.14 del regolamento europeo, e magari altri dati richiesti per motivi di sicurezza, antiterrorismo o antimafia, e descritti in un emendamento al codice della navigazione.
    3) Nessuna richiesta di dati relativi agli attestati di pilotaggio o agli UAS legata come ora alla registrazione operatori.
    4) Un'area per ottenere gli attestati di pilotaggio e per verificarne la validità da parte delle autorità.
    5) Un'area per gestire dichiarazioni e autorizzazioni per le operazioni specific.

    Se, a parte il primo punto, il ministero o la sua agenzia ENAC decidono delle tariffe per registrazione operatore (NB: non vedo nel regolamento europeo differenza fra operatori open o specific "a priori", qualunque operatore può svolgere se necessario operazioni nelle 2 categorie quando vuole, e nel secondo caso se è autorizzato a farlo), per le dichiarazioni, autorizzazioni e attestati mi pare normale che possa farlo, ma le tariffe di un privato lasciano il tempo che trovano.

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    1. E aggiungo che si fa confusione fra pilota remoto, che può eseguire o meno operazioni a seconda degli attestati che possiede, e operatore, che è il responsabile in solido dei mezzi e della pianificazione delle missioni, e che non mi sembra abbia limitazioni, per lo meno nelle categorie open e specific, anzi può anche effettuare la formazione del pilota in certi casi.

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    2. Ciao Francesco, esatto Operatore e pilota sono da sempre figure distinte. Spesso sono la stessa persone ma di base sono distinte.

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  14. Ciao Danilo, ho appena fatto la diretta sul nuovo UAS-IT e ovviamente il problema emerso qual'è? Che il portale D-Flight parla ancora di QR-code associati a droni non ricreativi (MA BASTAAAAAAA!!!!) anche per l'uso in DOA (Open Category). Mi sembra impossibile, a meno che non si parli di QR-code riferito alla sola registrazione dell'operatore UAS e non anche alla registrazione del singolo drone, che dovrebbe rimanere unicamente per le operazioni in Specific. Vedo che la pensiamo uguale in assenza di specifiche ulteriori.

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    1. Ciao, andrò a vedere la tua diretta registrata

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    2. Ciao Danilo, dimmi se sei della stessa mia idea: il QR-code identificativo dell'UAV secondo le intenzioni di ENAC e secondo quanto dice D-Flight, si deve attivare per usare la DOA, la Drone Operation Area. Ma se io non voglio usare la DOA (che per inciso non è attivabile in zone rosse), non devo applicare il QR-code e quindi non devo registrarlo. Infatti per avere il codice EASA è sufficiente l'accreditamento e non già l'abbonamento base. Quindi con la DOA hanno fatto una cosa buona, ma ci stanno dicendo di non usarla.....
      Mentre il Regolamento UAS-IT per il BVLOS (art. 23) prescrive l'uso del DOP (Drone Operation Plan) e di conseguenza c'è l'obbligo di registrazione del QR-code da €96. Questo secondo la tabella delle tariffe. Ovviamente D-flight al 6 gennaio ancora non ha aggiornato i livelli informativi, che sono tutti al vecchio Regolamento ENAC.

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    3. La DOA non è obbligatoria, non è un requisito del regolamento. L'unica obbligatoria è la DOP per il BVLOS. Per il resto ENAC nell' UAS-IT dice che "l'operatore ha l’obbligo di registrarsi sul portale D-Flight nella sezione a loro dedicata e di apporre il codice identificativo QR sull’UAV." Non dice quale codice indentificavo debba contenere il qr-code. Già il fatto che richieda un qr-code e non un etichetta (eventualmente sostituibile con un QR-Code come dice il regolamento EU) è una cosa dubbia rispetto alla 947. Siccome ENAC non esplicità ulteriori dettagli per me continua ad applicarsi la 947 per quanto riguarda la registrazione operatore. A meno che ENAC non dica per filo e per segno cosa si deve fare di diverso rispetto alla 947, con adeguata motivazione per cui chiede di fare diversamente.

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    4. Pienamente d'accordo... ENAC rischia una procedura d'infrazione se non chiarisce come interpretare il suo Regolamento, perché il sito D-Flight parla ancora di operazioni ricreative (che non esistono più). In questo momento qualcuno mette persino in dubbio che forse anche chi lavora con il Mini 2 debba fare il patentino online, dal momento che l'Art. 18 parla genericamente delle operazioni ricadenti in Open (VLOS < 25 Kg) e la LIC15A che in Italia è ancora valida dice che tutti gli operatori professionali sono soggetti a patentino, senza fare menzione dell'A1 Legacy che riguarda i droni < 250 gr.

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    5. La LIC15A si riferisce ad un regolamento non più in essere perchè decaduto. Essendo stata scritta riferendosi al vecchio regolamento ovviamente non può contenere disposizioni per droni legacy etc. Le autorità nazionali possono disciplinare solo i requisiti del pilota per le categorie definite dall'art.22 (limited open category) ma lo stesso art.22 riconosce che i droni art.20 resta valido (infatti dice fatto salvo l'art 20). Le autorità nazionali non possono disciplinare i droni art20 e neppure introdurre requisiti aggiuntivi. L'art 20 riguarda i droni < 250 anche senza marcatura che possono volare oggi e per sempre sorvolando persone non informate senza richiedere attestato pilota. Quindi ricapitolando, le autorita nazionali possono stabilire requisiti per il pilota dei droni senza marcatura da >249 a 25kg fino al 2023. In questo video spiego tutto: https://www.youtube.com/watch?v=nnjR_0IRu-k

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  15. Possiedo da quattro mesi il Mavic Mini volevo ordinare il nuovo dji mini2 vedo che le cose non sono ben chiare (per me),meglio aspettare. Sono fiducioso...

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  16. Scusate ma ho la netta impressione che anziché facilitare le cose con l'entrata di EASA le cose si stiano complicando. Prima bene o male era chiaro cosa si poteva fare. Ora francamente non ci sto capendo più nulla. Ho un DJI Mavic Air e stavo pensando di venderlo per comprare il DJI Mavic Air 2 ma sto pensando sempre di più di vendere e abbandonare tutto. A meno che si riesca a fare chiarezza.

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    1. Parere personale, tieniti l'air1 ancora un po' perché hai molte meno restrizioni, quando sarà tutto più chiaro valuterai...

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  17. Ciao Danilo, io la vedo così, soprattutto alla luce dei cambi tariffe D-flight, che ne pensi? https://volaresponsabilmente.andx.it/emanato-regolamento-uas-it-e-aggiornate-tariffe-qrcode-d-flight-facciamo-il-punto/

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    1. Ciao Andrea, la luce verde lampeggiante non è ancora obbligatoria. Per quanto riguarda il qr-code ENAC nell' UAS-IT dice che "l'operatore ha l’obbligo di registrarsi sul portale D-Flight nella sezione a loro dedicata e di apporre il codice identificativo QR sull’UAV." Non dice quale codice indentificavo debba contenere il qr-code. Già il fatto che richieda un qr-code e non un etichetta (eventualmente sostituibile con un QR-Code come dice il regolamento EU) è una cosa dubbia rispetto alla 947. Siccome ENAC non esplicità ulteriori dettagli per me continua ad applicarsi la 947 per quanto riguarda la registrazione operatore. A meno che ENAC non dica per filo e per segno cosa si deve fare di diverso rispetto alla 947, con adeguata motivazione per cui chiede di fare diversamente.

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  18. Ok, vedremo... Intanto tariffe D-flight riporta questo: "A valle della pubblicazione da parte ENAC del regolamento attuativo UAS-IT, che conferma l’obbligo di dotare i propri mezzi APR e le relative GCS di QR code per l’identificazione, si ricorda che alcuni servizi d-flight sono accessibili solo tramite attivazione di abbonamento annuale e attivazione/associazione di QR code ai propri mezzi"

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    1. Dotare gli UAS dell'etichetta ( sostituibile da un qr-code) è anche quanto dispone il regolamento 947 con il codice registrazione operatore. Il codice registrazione operatore serve appunto per l'identificazione...dell'operatore del drone.

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    2. Il cavillo a cui credo si siano appellati è il punto 4.3 dell'allegato 9 del regolamento basico europeo, che parla di registrazione singola degli uas.

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    3. Andrea non cerchiamo giustificazioni inesistenti anche perchè 947 e 945 sono figli del 1139 e prevedono registrazione operatore. Secondo gli atti di esecuzione (art.57 dell'1139) in pratica la 947 richiamati dall' 4.3 dell'1139 la registrazione del singolo drone (immatricolazione) è necessaria per i droni certified o specific a rischio elevato. La stessa cosa dice ENAC nell' UAS-IT li chiama droni con rischio SAIL V o superiore. Sempre nell' UAS-IT ENAC dice che è l'operatore che deve essere registrato nelle open category. L'immatricolazione del singolo drone è prevista nell' Art. 12 immatricolazione Gli UAS utilizzati in operazioni con SAIL maggiore o uguale a V devono essere immatricolati
      mediante iscrizione nel Registro degli UAS messo a disposizione dall’ENAC, con
      l’apposizione di marche di registrazione dedicate; le medesime marche devono essere altresì
      apposte sulla stazione di controllo a terra.

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    4. :) figurati se cerco di giustificare Enac!
      Per come l'hanno messa però hanno fatto un bell'assit a D-Flight, che essendo la figura ufficiale per gestire iscrizione e identificazione sembra proprio aver recepito il fatto che il QR citato nel UAS-IT sia già il loro QR, del resto è quasi più semplice affermare che sia quello e non "altri" self-made dei quali non è stata data istruzione di "cosa" debbano realmente contenere... anche alla luce di controlli da parte degli organi di PS... (se usano il lettore "ufficiale" D-Flight un QR self-made non potrà restituire "codice valido" e come potrebbero controllare che un codice operatore sia reale oppure inventato?). Speriamo che rilascino presto FAQ o dichiarazioni scritte che chiariscano! E nel caso D-Flight dovrà (velocemente) adattare i propri sistemi, in quel caso D-Flight dovrà recuperare in altro modo gli introiti necessari per mantenere attiva la piattaforma (come detto anche da Baldoni durante la vostra intervista).

      Conforme o meno alle regole europee (delle queli risponderanno se han fatto cose inesatte) non vedo altrimenti perché invece di indicare di "apporre IL codice QR" non abbiano indicato di apporre semplicemente la stringa codice operatore!

      Ciao ;)

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    5. Non dico sia "giusto" ne tengo la parte ad Enac di D-Flight, ma fra le due cose, ora come ora, io non volerei senza QR Code D-Flight.

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    6. Andrea il fatto è che il codice operatore deve essere in chiaro in forma di etichetta oppure di qr-code sempre in chiaro, stando a quanto stabilisce la 947. Secondo la 947 l'operatore deve registrarsi presso l'autorità nazionale e applicare un etichetta con il suo codice operatore. cLa 947 ENAC la deve rispettare a meno che non dica che per la registrazione bisogna fare diversamente per motivi che vengono accettati dall' Europa. Se ENAC dicesse, " su ogni drone bisogna applicare un qr-code con il nostro sistema per questo e quell'altro motivo" Ma deve dirlo ENAC nelle forme consuete, circolare, regolamento etc. Ad oggi ENAC ha detto " registrazione operatore su d-flight, applicazione qr-code" lasciando il resto alla 947 quindi codice operatore sul drone. Se vuole fare diversamente no problem, ma deve scriverlo.

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    7. Danilo, cambiando leggermente discorso, ho appena provato: se vai su D-Flight e inserisci in FLOTTA un drone a caso (ho provato con un mio vecchio syma) e salvi i dati, ottieni a video un qrcode e a fianco il bottone "acquista D-Coin"... fin qui nulla di diverso da prima, se non che, scannerizzando il QR a video tramite l'app D-Flight ti restituisce CODICE VALIDO! (non si può stampare ma salvare comme immagine si)... MA COSA STANNO COMBINANDO?!?!

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    8. Non saprei, ma a quanto mi dici ci sono dei cambiamenti in corso. Grazie per l'info

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  19. Grazie per l'appunto sulla luce verde, correggo subito!

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  20. SULLA QUESTIONE REGISTRAZIONE, al primo commento del seguente video un visitatore ha espresso esattamente ciò che penso io dal punto di vista legale. https://www.youtube.com/watch?v=nnjR_0IRu-k

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  21. Una richiesta di precisazione: i titolari del vecchio attestato Non Critico (ma con corso presso scuola ed esami teorico e pratico) in che posizione sono?

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    1. Valido fino a scadenza, equivalente all'attestato online A1/A3

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  22. Vorrei togliermi alcuni dubbi.. se per piacere potrei avere una risposta ne sarei molto grato e ringrazio in anticipo.
    Ho appena acquistato un drone x8 se 2020 (765gr), a quanto ho capito oltre al patentino dovrò fare un esame ulteriore di 30 domande presso un centro abilitato, QR code e transponder, inoltre dal 2023 non potrò più utilizzarlo perchè non marcato CE ?
    Lo vendo....

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Quadricottero News: Droni 2021, ENAC pubblica il regolamento aggiuntivo UAS-IT
Droni 2021, ENAC pubblica il regolamento aggiuntivo UAS-IT
Droni 2021, ENAC pubblica il regolamento aggiuntivo UAS-IT. Allineato al regolamento europeo, dubbi sulla registrazione open category.
https://1.bp.blogspot.com/-YHkL4VvuMsg/X_NhXw5A9eI/AAAAAAAAimQ/yEaIbuv8nUcFzw7-ouu3ASF8psiSCes9wCLcBGAsYHQ/s16000/Droni%2BENAC%2Bpubblica%2Bil%2Bregolamento%2BUAS_IT.jpg
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