17 dicembre 2014

I Droni sono destinati a diventare uno strumento molto importante per le squadre di Ricerca e Soccorso


I mezzi aerei a pilotaggio remoto, in particolare i piccoli droni civili, ad ala fissa e multirotore, stanno dimostrando giorno dopo giorno di essere uno strumento essenziale per un certo numero di settori per le applicazioni commerciali, ma in particolare nel settore pubblico dove possono essere utilizzati per una serie di operazioni diverse, dall antincendio, registrando le evidenze di reato e, fattore forse più importante, dando aiuto nelle operazioni di ricerca e soccorso. Gli APR svolgono questi compiti attraverso l'utilizzo di apparecchiature installate a bordo, come le macchine fotografiche, la tecnologia a infrarossi e sensori vari.

Questa tipologia di mezzi sono l'ideale quando si tratta di accedere a zone difficoltose da raggiungere o relativamente lontane. Gli APR possono coprire grandi superfici in minor tempo rispetto a quanto possibile percorrere a piedi. Ciò contribuisce a migliorare il successo complessivo dell'operazione riducendo il tempo necessario per trovare la persone scomparse, rendendo più veloce per le squadre di emergenza fornire l'assistenza medica e le cure necessarie.

Caratteristiche particolarmente utili nei momenti successivi ad un disastro, dove gli APR possono essere impiegati per localizzare i sopravvissuti. Un esempio è stato l'uragano Katrina nel 2006, dove due UAV sono stati utilizzati sopra le aeree colpite alla ricerca di sopravvissuti.

Una termocamera a infrarossi, che è in grado di rilevare il calore del corpo, è particolarmente utile se ha una visione complessiva dall'alto e le ricerche si devono svolgere durante la notte in cui la visibilità è limitata. Inoltre, i droni possono utilizzare il GPS per geolocalizzare i dispersi fornendo le esatte coordinate della loro posizione per il team di ricerca sul campo. Un Drone può anche trasportare attrezzature importanti quali kit di pronto soccorso, defibrillatori, forniture mediche e altri presidi sanitari alle vittime prima che le squadre di emergenza riescano ad arrivare sul posto.

Maggiore è l'altezza del velivolo pilotato in remoto e più ampio è il campo visivo utile, ma la qualità delle immagini ottenute sul visibile o termografiche peggiora. Per contro, con una minore altezza di volo il campo visivo si restringe, ma le immagini rilevate hanno una definizione maggiore e sono più dettagliate aumentando le probabilità di individuare i dispersi. Tuttavia, i risultati di alcuni studi e sperimentazioni suggeriscono che se il Drone varia le altezze in modo alternato si ottengono risultati più efficaci unendo i benefici del campo visivo più ampio e delle immagini dettagliate .

Attualmente però ci sono ancora alcuni problemi con l'utilizzo dei mezzi aerei a pilotaggio remoto, come ad esempio il tempo di volo limitato e il comportamento non costante a seconda delle condizioni atmosferiche ( la velocità del vento può influire sull'assetto e diminuire l'autonomia ). I Droni hanno anche la necessità di evitare gli ostacoli incontrati durante il volo come come alberi, edifici, pareti delle montagne, ecc, oltre a trovare un metodo per occupare in modo sicuro lo spazio aereo evitando le collisioni con gli altri velivoli.

Sebbene i Droni possono essere estremamente utili nei casi di ricerca e soccorso, è improbabile che sostituiscano tutto ciò che viene attualmente implementato ed utilizzato, ma sono in grado di fornire un ausilio di vitale importanza per chi opera sul campo attraverso l'analisi dei dati che raccolgono e trasmettono terra. 

Il basso costo di esercizio sarà un elemento fondamentale per le organizzazioni e le associazioni senza scopo di lucro che svolgono ricerca e soccorso una volta che sul mercato saranno disponibili Droni professionali a costi ridotti costruiti in serie su scala industriale.

Per saperne di più sui possibili utilizzi dei Droni per la ricerca e soccorso è possibile visitare lo Sky Tech Event 2015, presso il Business Design Centre di Londra, un evento di cui Quadricottero News è mediapartner.

L'evento prevede una mostra gratuita e quattro conferenze, una delle quali sarà dedicata esclusivamente alle applicazioni dei droni nel settore pubblico. Saranno affrontati in modo approfondito gli utilizzi dei droni per la ricerca e soccorso, ma anche per le applicazioni antincendio, di polizia e di sicurezza.
L'ingresso per la zona espositiva è gratuito ma è necessario registrarsi sul sito www.skytechevent.com


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L'ITALIA DEI DRONI, il programma definitivo della conferenza romana sui mezzi aerei a pilotaggio remoto


Mancano ormai poche ore alla conferenza “L’Italia dei droni”, terzo appuntamento del ciclo “Roma Drone Conference”, che si svolgerà dopodomani venerdì 19 dicembre presso l’Atahotel Villa Pamphili (via della Nocetta 105, Roma). Di seguito il programma definitivo:

ROMA DRONE CONFERENCE 

 “L’Italia dei Droni. Sviluppo e prospettive del settore degli APR, ad un anno dalla pubblicazione del Regolamento ENAC” 
 Roma - Atahotel Villa Pamphili 19 dicembre 2014 

PROGRAMMA 
Ore 09.00: Arrivi e accrediti
Ore 09.30: Interventi introduttivi
  • · Luciano Castro, presidente Roma Drone Conference (moderatore) 
  • · Alessandro Cardi, direttore centrale Regolazione Tecnica ENAC 
  • · Costantino Senatore, Stato Maggiore Aeronautica Militare 
  • · Benedetto Squiccimarro, presidente Aero Club di Roma 
  • · Maurizio Madiai, coordinatore settore aerospaziale AIAD 
Ore 10.00: Un anno di Regolamento ENAC sugli APR: bilancio, problematiche e prospettive
  • · Carmine Cifaldi, direttore Regolazione Navigabilità ENAC
Ore 10.20: Gli altri droni: APR militari, APR tecnologici e dronimodelli
  • · Costantino Senatore, Stato Maggiore Aeronautica Militare 
  • · Ludovico Vecchione, aerospace vehicles division manager CIRA 
  • · Flavio Dolce, presidente HobbyHobby 
Ore 11.00: Il business degli APR: il parere delle associazioni di categoria
  • · Paolo Bellezza, presidente UASIT 
  • · Paolo Marras, presidente ASSORPAS 
  • · Claudio Canella, vice presidente AIDRONI 
  • · Roberto Navoni, presidente FIAPR 
  • · Marco Strano, vicepresidente EDPA 
Ore 12.00: Droni in volo: una sfida per il traffico aereo
  •  · Marco Candelori, safety expert ENAV 
Ore 12.15: Droni al lavoro: e le assicurazioni?
  • · Benito Pagnanelli, presidente PRS Ltd 
 Ore 12.30: Droni senza frontiere: l’Italia nel panorama internazionale
  •  · Filippo Tomasello, technical director EuroUSC-Italia 
Ore 12.45: Interventi e domande del pubblico
Ore 13.00: Pranzo
Ore 14.30: Fare impresa con gli APR: il parere di industrie e start-up
  •  · Matteo Sensini, marketing manager IDS Ingegneria dei Sistemi 
  •  · Federico Zacaglioni, managing director Skyrobotic 
  • · Gabriele Santiccioli, presidente Flytop 
  • · Tommaso Solfrini, sales manager & business development Italdron 
  • · Stefano Gennenzi, amministratore delegato Aibotix Italia 
  • · Pietro Graceffa, amministratore Cloud Cam by Nuovi Sistemi 
  • · Valerio Caroselli, direttore generale Iptsat 
  • · Carlo Facchetti, presidente GeoSkyLab 
Ore 16.00: Il boom dei corsi per piloti APR: il parere delle scuole di volo
  • · Giovanni Formosa, responsabile formazione Aeroclub Volere & Volare 
  • · Giorgio Baggiani, direttore Scuola SAPR Aeroclub di Cagliari 
  • · Benedetto Squiccimarro, presidente Aero Club di Roma 
  • · Claudio Becchetti, referente progetto “Making Drones”, Istituto Massimo di Roma 
Ore 16.45: Droni in prima pagina: il parere delle testate specializzate
  • · Luca Masali, direttore DronEzine e Annuario del Drone 
  • · Danilo Scarato, direttore Quadricottero News
  • · Stefano Silvestre, caporedattore Drone Magazine 
Ore 17.20: Interventi e domande del pubblico
Ore 17.30:Chiusura Lavori
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Polizia Municipale di Alghero con i Droni della Parrot per il controllo ambientale

Per combattere i reati ambientali, rilevare le discariche illegali di rifiuti, gli abusi edilizi e per il controllo del territorio, la Polizia Municipale di Alghero ha intenzione di dotarsi dei droni. Il progetto prevede una collaborazione con l' Università di Sassari - Dipartimento di Agraria, anche per tentare di combattere il punteruolo rosso, il parassita che distrugge le palme. Il Dipartimento attualmente dispone di tre mezzi a pilotaggio remoto che vengono impiegati nel controllo della distribuzione dei fitofarmaci in ambito viticolo.

Il mezzo scelto sarebbe il quadricottero Parrot, secondo quanto dichiarato dal comandante della Polizia Municipale, Guido Calzia, alla Nuova Sardegna: " Stiamo provvedendo all’acquisto di un drone tipo Parrot e dei relativi software per poterlo utilizzare. L’obiettivo di questo investimento è quello di favorire le azioni di controllo del territorio ". 

A nostro avviso, il nuovo Bebop Parrot potrebbe essere idoneo a questo tipo di attività di monitoraggio seppur con le limitazioni imposte dai 10 minuti di volo di autonomia, con gli opportuni adattamenti qualora l'attività ricadesse nell'ambito del regolamento ENAC, ed escludendo l'impiego nel rilevamento del punterolo rosso che, a quanto ci risulta, richiede ancora sperimentazioni sul tipo di sensore da utilizzare per ottenere risultati certi. Escludiamo l'efficacia di qualsiasi attività di monitoraggio del territorio nel caso il drone acquistato fosse un Parrot AR Drone 2.0

AEROPORTO PER I DRONI A POCHI KM DA ALGHERO
Sempre secondo quanto riporta la Nuova Sardegna, tra pochi mesi vicino ad Alghero, in località Surigheddu, dovrebbe sorgere un aeroporto per i mezzi aerei a pilotaggio remoto in un'aerea di 2500 metri quadri.Pare che le richieste all' ENAC per la necessarie autorizzazioni siano già state inoltrate
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16 dicembre 2014

Rapporto ENAC sul settore degli APR in Italia, al Roma Drone Conference del 19 Dicembre


Sono più di 100 le aziende in Italia in regola per condurre i droni professionali, i cosiddetti Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR). Una decina sono state autorizzate, seppur con ancora limitazioni e  vincoli,  dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) ad effettuare voli anche su aree critiche, come zone abitate o impianti industriali.

Oltre 40 sono invece le scuole di volo autorizzate per la formazione dei futuri piloti di APR in tutta la penisola. Questi sono alcuni dei dati del primo Rapporto sul settore degli APR in Italia, che sarà presentato dall’ENAC durante la “Roma Drone Conference”, che si svolgerà venerdì prossimo 19 dicembre presso l’Atahotel Villa Pamphili (via della Nocetta 105, ore 9-17.30).

Questo appuntamento, dal titolo “L’Italia dei droni”, si svolgerà ad un anno dalla pubblicazione del Regolamento ENAC per l’utilizzo di queste nuove macchine volanti. Vi parteciperanno i massimi esperti del settore in ambito istituzionale, scientifico, militare, imprenditoriale e dei mass media specializzati. Oltre alle aziende autorizzate dall’ENAC, in Italia vi sono ancora centinaia di piccole imprese e professionisti che utilizzano i droni pur non essendo in possesso dei documenti necessari. 


Il programma della conferenza, che ha ricevuto il patrocinio anche dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, prevede una trentina di interventi suddivisi in varie sessioni. Oltre alla presentazione del Rapporto ENAC, interverranno rappresentanti dell’Aeronautica Militare, del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), dell’ENAV e delle associazioni di categoria AIAD, UASIT, ASSORPAS, AIDRONI, FIAPR e EDPA. Altre relazioni saranno dedicate al tema delle assicurazioni e al confronto con il panorama internazionale. Seguiranno poi gli interventi di aziende e start-up attive nel settore dei droni, come IDS Ingegneria dei Sistemi, Skyrobotic, Flytop, Italdron, Aibotix Italia, Cloud Cam by Nuovi Sistemi, Iptsat, GeoSkyLab, Pagnanelli Risk Solutions, EuroUSC-Italia e Achrom.

Non mancherà una sessione dedicata alle scuole di volo per APR, che vedrà la presenza dei rappresentanti dell’Aeroclub Volere & Volare, Aeroclub di Cagliari, Aero Club di Roma e Istituto Massimo di Roma. Chiuderanno il programma gli interventi dei direttori delle tre testate specializzate Quadricottero News, DronEzine e Drone Magazine. 

Nell’ambito della conferenza è anche prevista un’area espositiva, in cui alcune aziende specializzate presenteranno i loro droni studiati per varie applicazioni professionali, dalle riprese video all’agricoltura, dal telerilevamento alla sicurezza.


Questa conferenza sarà una sorta di ‘stati generali’ della nascente drone community italiana e vi parteciperanno i rappresentanti degli Enti e delle aziende che stanno svolgendo un ruolo chiave nello sviluppo di questo nuovo settore in Italia”, ha dichiarato Luciano Castro, presidente di Roma Drone Conference. “Siamo lieti che l’ENAC abbia scelto questo nostro appuntamento per presentare il suo primo Rapporto sul mercato italiano degli APR, ad un anno esatto dalla pubblicazione del Regolamento che stabilisce le norme per il loro utilizzo. Il nostro obiettivo è di fare il punto, per la prima volta, sullo stato dell’arte e sullo sviluppo di questo settore in così rapida espansione, per valutarne anche le prospettive tecnologiche ed imprenditoriali per il futuro”.  
   
La partecipazione a “Roma Drone Conference” è gratuita, ma è richiesta la registrazione. Per iscriversi, inviare una mail alla Segreteria organizzativa, segreteria@romadrone.it. Ulteriori informazioni sono disponibili su www.romadrone.it.
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Previsto fatturato in crescita per i Droni in Italia. 35-44 anni la fascia d'età con maggior potere di acquisto


A circa un mese e mezzo dalla conclusione di Dronitaly, evento milanese dedicato al mondo delle applicazioni professionali con i mezzi aerei a pilotaggio remoto, l'organizzazione ha pubblicato i risultati di uno studio sugli espositori e sui visitatori.

Nell' indagine, che ha riguardato gli espositori e a cui hanno partecipato 25 aziende rappresentative del mercato, è risultato che quasi il 92% ritiene che il fatturato del 2015 aumenterà con ottime prospettive per quanto riguarda l'uso degli APR per i servizi di fotogrammetria, agricoltura e nella realizzazione di software per l'elaborazione dei dati.

Per quanto riguarda gli investimenti: nel 2015 il 62.5% delle aziende punterà a sviluppare sensori mentre il 54,2% svilupperà elettronica e software di volo. Curioso come gli investimenti dedicati alla partecipazione agli eventi ( 50% ) siano ritenuti più efficaci rispetto agli investimenti  pubblicitari, ( 45.8% ) probabilmente per la scarsità di media specializzati e qualificati su cui effettuare campagne pubblicitarie mirate.

Dai 35 ai 44 anni la fascia d'età con maggior potere d'acquisto e capacità decisionale ( 29.1% ) con il 71.5% dei visitatori che ha dichiarato essere un professionista.






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15 dicembre 2014

Natale: boom dei Droni ma anche dei furti


Mentre è iniziata la corsa all'acquisto dei regali di Natale, con i Droni che quest'anno rappresenteranno un genere molto presente sotto l'albero grazie alll'esistenza sul mercato di modelli per tutte le tasche: dai piccoli quadricotteri fino agli esemplari più evoluti e costosi, qualcuno ha scelto di giocare in anticipo e di evitare le code.

Stiamo parlando dell'escalation dei furti, che in queste ultime settimane sta avvenendo in tutto il mondo, in cui i ladri hanno preso di mira i velivoli a pilotaggio remoto. Se fino a poco tempo fa non c'era interesse a rubare un oggetto che spesso non si sapeva usare e non si riusciva piazzare, oggi esistono numerosissimi modelli pronti al volo facili da pilotare con anche un fiorente mercato dell'usato.

Basti pensare che un normale quadricottero Phantom 2 Vision arriva a costare un migliaio di euro, per non parlare dei multirotori più evoluti come gli esacotteri DJIS900 e gli ottocotteri DJI S1000 che completi di elettronica e gimbal sfiorano i 5000-6000 euro di valore.


Ecco così che a fine Novembre un malvivente ha pensato di sfondare la vetrina di un negozio specializzato a Corona, in California, per portare via letteralmente una cariolata di droni senza tralasciare gli esemplari piu grandi e piu costosi trasportati a mano in un secondo viaggio. Il furto, che ha causato una perdita di un valore equivalente a 500 mila dollari ai gestori del negozio, è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza ed è visibile a questo link

La finestra rotta di Drones Plus - Photo credit: Erik Ho/FOX5
Altro furto pochi giorni fa a Las Vegas dove ignoti hanno sfondato una finestra con vetro blindato del  negozio Drones Plus portando via merce per 10mila dollari di valore. Il colpo è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza e gli inquirenti sono sulle tracce dei malviventi che si sono anche tagliati lasciando del sangue sui vetri rotti della finestra.

IL VIDEO DEL FURTO DI LAS VEGAS
FOX5 Vegas - KVVU

FURTI DI DRONI ANCHE IN ITALIA
Naturalmente l'Italia non poteva rimanere immune da questo fenomeno. A fine Novembre i ladri hanno preso di mira un negozio specializzato a Perugia portando via droni e merce aeromodellistica per un valore di diverse migliaia di euro.

Pochi giorni fa, altri ladri hanno forzato la porta e la serranda di un negozio di modellismo in provincia di Macerata e tra la merce trafugata hanno portato via un drone del valore di 4000 euro. Fortunatamente gran parte della refurtiva è stata ritrovata dai carabinieri.

Questi sono soltanto alcuni degli episodi che purtroppo si stanno susseguendo. Dopo aver visto i droni vincolati in aria viene il sospetto che forse sarebbe bene legarli con un robusto cavo anche quando sono in negozio / a terra.

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La FAA riuscirà a scrivere le regole sui droni soltanto dal 2017 in poi



In America l'equivalente della nostra ENAC, la  FAA, non riuscirà a rispettare la scadenza del 2015 per normare i mezzi aerei a pilotaggio remoto lasciando in una situazione di estrema incertezza lo sviluppo del settore. Secondo il Washington Post il non rispetto di una scadenza fissata per Agosto, fondamentale per lo sviluppo delle norme per i piccoli droni ad uso civile, farà slittare il futuro regolamento al 2017, se tutto andrà bene. 

Questo fallimento ha fatto infuriare le aziende che vogliono testare e utilizzare droni per la consegna di merci, monitoraggio, agricoltura di precisione e altre applicazioni. Alcune società come Amazon, che ha intenzione di utilizzare gli APR per le consegne,  hanno persino minacciato di spostare i centri di sperimentazione per gli impieghi dei droni all'estero se non possono ottenere il permesso di operare negli Stati Uniti. 

Peggy Gilligan,  uno dei responsabili FAA per la sicurezza del volo,  ha dichiarato che esiste una bozza di regolamento in visione all'esecutivo ma che una volta resa pubblica si dovranno attendere le osservazioni e le proposte di modifica e che probabilmente ci vorranno anni prima di arrivare ad una versione definitiva. Nel frattempo l'evoluzione tecnologica procede spedita verso la miniaturizzazione di velivoli pilotati in remoto, sensori e telecamere. Nel 2017 potrebbero esserci mezzi talmente innovativi da rendere già vecchio il regolamento FAA.

L'Europa per una volta sembra essere più avanti rispetto agli USA. Oltre alla roadmap della commissione europea che si prefigge di creare un'unica normativa sui droni per tutti gli Stati dell'Unione, alcuni Paesi come l' Italia e la Francia hanno già un regolamento operativo anche se non mancano i problemi e le assurdità. In particolare per quanto riguarda il nostro regolamento ENAC, in riferimento sia ad alcune regole applicate agli operatori autorizzati / riconosciuti sia al mancato contrasto del crescente abusivismo.
[Photo credit: Mark Wilson / Getty Images ]
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14 dicembre 2014

Droni legati ad un cavo, un passo indietro degli operatori


Analizzando quanto è accaduto negli ultimi giorni dal punto di vista delle autorizzazioni ENAC per svolgere lavoro aereo con gli APR si evince che si sta assistendo alla nuova tendenza dei droni vincolati da un cavo. In verità non è una novità assoluta, fin da questa estate alcuni dei primi soggetti che hanno compiuto il percorso del riconoscimento per le operazioni non critiche avevano utilizzato il cavo per effettuare la sperimentazione iniziale bypassando in questo modo la necessità di richiedere un notam per segregare lo spazio aereo e/o di un utilizzare un dispositivo per la terminazione del volo. Un escamotage per semplificarsi la vita, che ha subito trovato molti altri emulatori, creando una sorta di vera e propria moda per fare la sperimentazione.

Il cavo infatti non è un diktat dell ENAC, come a prima vista potrebbe sembrare, ma un modo proposto dall'operatore per garantire all'ente che in caso di malfunzionamento l'APR non si allontani per i fatti suoi invadendo lo spazio aereo controllato oppure dirigendosi nelle zone critiche, industriali e/o popolate. 

Per risolvere questi problemi, qualora non si disponga di un APR certificato per le operazioni critiche ( attualmente inesistente ), la stessa ENAC tramite regolamento e circolari suggerisce l'impiego di un pulsante radiocomandato che una volta premuto faccia immediatamente precipitare l'APR: il dispositivo di terminazione del volo.

Questo dispositivo è associato ad un'area aggiuntiva di sicurezza, BUFFER, designata come cuscinetto tra l'area delle operazioni e le aree a criticità più elevata per dare ulteriore spazio all' APR e possibilità di precipitare nella zona "giusta" . Ovvero, la sicurezza che in caso di malfunzionamento sommato ai tempi di reazione dell'operatore nell'abortire il volo, l' APR non riesca a superare l'area di buffer. Per questo motivo l' area di Buffer è più o meno stretta a seconda delle caratteristiche del sistema. Il terminatore serve anche per assicurare che l' APR, impazzito, non raggiunga altezze pericolose per il traffico aereo, una sorta di cavo virtuale.

Un cavo virtuale, il terminatore, che è stato utilizzato per la sperimentazione effettuata dalle aziende con un determinato know how tecnologico, al posto di proporre il cavo, e poi adottato per effettuare le operazioni specializzate non critiche e parzialmente critiche.

Il terminatore del volo, l'area di buffer, l'eventuale presenza di un paracadute sono stati i sistemi di questi ultimi mesi per mitigare il rischio delle operazioni e far diventare non critica un operazione che presenta criticità dal punto di vista di fare male alle persone e di creare eventi catastrofici. Un concetto espresso più volte anche dall' Ing. Cifaldi in varie occasioni nei numerosi incontri divulgativi che lo vede continuamente impegnato, tra cui anche a noi rispondendo a questa domanda

E su questa strada tecnologica di mitigazione del rischio per abbassare la criticità delle operazioni si stava e si sta proseguendo puntando ad esempio all'uso del paracadute abbinato a terminatore ed elettronica ridondata, come accade sui grossi quadricotteri della Italdron, o su paracadute balistico ad apertura rapida installato su quadricotteri leggeri con terminatore, come nel caso del progetto che sta seguendo l' Ing. Andrea Torri: il SafePhantom della FlyingEye. 

Ma c'è anche chi ha puntato sullo sviluppo di un APR vincolato professionale per gli usi civili, derivato da applicazioni militari: la Ermes Technologies - Eurolink System con il COBRA ,presentato a Dronitaly, che si differenzia notevolemente rispetto agli APR normali legati con un semplice cavo multifibra di cui stiamo parlando.

Nel caso del semplice cavo si sta assistendo ad un passo indietro, piuttosto che proseguire nella ricerca e nell'evoluzione tecnologica alcuni operatori stanno ritornando a scegliere la strada del drone vincolato per essere autorizzati nelle operazioni critiche.

L'episodio che ha aperto la via all'uso del cavo per svolgere le operazioni critiche è avvenuto al primo appuntamento del Roma Drone Conference, l' 8 Ottobre scorso, quando Italdron e FlyTop per riuscire ad ottenere l'autorizzazione dall' ENAC a volare in una zona considerata critica per la presenza dell' aeroporto, sono ricorsi al cavo ottenendo la luce verde. Stessa strada scelta circa un mese dopo dalla Luxurymedia s.r.l. ( FlyCam ) che è ricorsa al cavo per farsi autorizzare due operazioni considerate critiche, sempre a Roma. 

A fine Novembre Aermatica taglia il cavo e riesce a farsi autorizzare 5 operazioni critiche per riprendere la parte esterna dello stadio di San Siro, immagini trasmesse da Sky per il derby Milan Inter. Per ottenere il permesso Aermatica ha impiegato un Anteos Mini e ha scelto di garantire la sicurezza limitando l'autonomia utilizzando una batteria da 2 minuti a volo e di contenere la velocità massima di traslazione a 0.5 m/s con altezza massima di 30 metri e con area delle operazioni sgombra da persone per un raggio di 80 metri.

E' notizia di questi giorni  dell'autorizzazione per svolgere operazioni critiche al MotorShow ottenuta dalla Dron-emotions vincolando un Phantom 2, e dell'autorizzazione, della durata di 6 mesi e sempre per operazioni critiche, ottenuta dalla Aibotix Italia vincolando con un cavo il suo APR X6.

I motivi di questo passo indietro risiedono sostanzialmente in due fattori: la necessità degli operatori di poter comunque lavorare anche negli scenari più critici e la complessità delle norme e dei requisiti di sicurezza richiesti dall' ENAC quando si tratta di volare in vicinanza delle persone. Se aziende del calibro di Aibotix hanno scelto la strada del cavo, le difficoltà insite nella normativa ENAC per realizzare un APR idoneo alle operazioni critiche sono evidenti e richiedono molto più tempo del previsto con relativi onerosi investimenti.

Il cavo presenta svantaggi tra cui due principali per come è usato attualmente con i normali APR: forte limitazione dei movimenti del mezzo che rende quasi inservibili le riprese aeree di eventi, con la necessità di porre molta attenzione a non far impigliare il cavo da qualche parte, e il fatto che una volta validato il cavo praticamente qualsiasi mezzo può essere utilizzato rendendo inutili terminatore, ridondanza elettronica e altri dispositivi. 

Quest'ultimo sembra un vantaggio perchè oggi consente all'operatore di lavorare, ma in realtà non lo è per un semplice motivo: invece di progredire nell'evoluzione tecnologica e nella contrattazione con l' ENAC per trovare nuove soluzioni e condizioni, si regredisce potendo utilizzare anche semplici autopilota da poche decine di euro con funzioni di volo basiche e magari con motori e componenti scarsi, tanto ci pensa il cavo a garantire la sicurezza assoluta.

Per questo motivo non si capisce come mai un drone vincolato da un cavo, con l'area delle operazioni che deve esssere sgombra da persone, debba essere pilotato da un soggetto che ha ottenuto l'abilitazione teorica e pratica al pilotaggio e passato la visita medica di classe 2. Se il cavo permette un downgrade sui requisiti tecnici dell' APR la stessa cosa deve avvenire anche sui requisiti del pilota, altrimenti non ha senso.

In conclusione, chi si arrende alla soluzione del cavo oltre a legare il drone lega il suo futuro in attesa che altri pensino a come risolvere il problema, a produrre macchine certificate per le operazioni critiche ( magari anche di piccole dimensioni e composti da materiale speciale ), a negoziare e pressare le autorità per ottenere condizioni più favorevoli di lavoro e a risolvere le assurdità come quella accaduta ieri al MotorShow.



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13 dicembre 2014

Droni al MotorShow 2014: situazione surreale tra autorizzati e non autorizzati ENAC


Una situazione  a dir poco surreale si è verificata oggi durante il Motor Show di Bologna. Ieri avevamo riferito dell'autorizzazione ENAC per svolgere riprese aeree alla manifestazione motoristica bolognese rilasciata alla Dron-emotions, azienda specializzata in riprese aeree con mezzi a pilotaggio remoto con sede a Zocca. 

Dal momento che l' ENAC considera l'operazione sul Motor Show come critica, data la presenza di persone a meno di 150 metri dal volo, per la vicinanza a meno di 8 Km dall'aeroporto e perchè ci si trova immediatamente sotto al sentiero aereo di avvicinamento, la Dron-emotions, già operatore riconosciuto per le operazioni non critiche, per svolgere questo lavoro ha dovuto richiedere un ulteriore permesso all'ente nazionale di aviazione civile, cosa che l'ha tenuta impegnata per una settimana a produrre la necessaria documentazione. 

Tommaso Codolo con il Phantom vincolato al Motor Show

Per far consentire le operazioni dall' ENAC il Phantom 2 utilizzato dall'azienda è stato vincolato con  un cavo lungo 15 metri. Questa mattina un nostro collaboratore mentre seguiva il pilota certificato della Dron-emotions, Tommaso Codolo, che svolgeva i suoi voli con il drone al guinzaglio, ( prima foto in alto ) si è accorto che nel cielo sopra al Motor Show erano presenti altri droni multirotori che allegramente scorazzavano liberi da qualsiasi vincolo per effettuare riprese aeree.


Mezzi di cui non c'è traccia nel registro pubblico degli operatori autorizzati pubblicato sul sito ENAC per le operazioni critiche e quindi non aventi titolo ad operare in questa zona. Nonostante la presenza delle forze dell'ordine, i voli non autorizzati ENAC sono proseguiti tranquillamente, mentre l'operatore autorizzato era relegato nel suo angolino con il Phantom legato ad un cavo, probabilmente pure deriso dal pubblico per l'insolita visione, quasi fosse stato messo in castigo.


Una situazione incredibile e ridicola, l'operatore autorizzato non solo ha dovuto investire tempo risorse e danari per farsi autorizzare, ma ha anche faticato per porre rimedio alle forti limitazioni operative determinate dal vincolo del cavo. E' chiaro che in queste situazioni dove di fatto, volenti o nolenti, attualmente non esistono controlli efficaci, l'operatore autorizzato è svantaggiato dalle limitazioni e dalla concorrenza sleale, con le tariffe decisamente inferiori che può praticare un operatore senza uno straccio di autorizzazione ENAC e che non ha dovuto adeguare mezzi ed organizzazione alla normativa.


Tuttavia, bisogna anche rilevare l'assurdità di un regolamento che impone il vincolo del cavo ad un mezzo di poco piu di un chilo con l'operatore in mezzo ad un piazzale pieno di terriccio, quasi fangoso, e con il pubblico decisamente a distanza. 

L' APR autorizzato Enac per il Motor Show

Su youtube e le piattaforme di video sharing ogni giorno si vedono voli di droni e riprese aeree di tutti i tipi anche sopra alle persone in pieno ambito cittadino con le forze dell'ordine spesso ignare dell'esistenza del regolamento ENAC.

A nostro avviso è assolutamente necessario un doppio cambio di rotta: una presa di coscienza dell' ENAC per ammorbidire i requisiti in modo da far lavorare le persone meritevoli e capaci per dare il via allo sviluppo del settore e contestualmente una presa di coscienza da parte degli utilizzatori generici che devono essere consci della pericolosità di questi velivoli se non sono operati correttamente e in rispetto dei regolamenti.

Certamente le cose non si risolveranno incrementando le restrizioni e/o i divieti. E' impensabile dedicare poliziotti ad ogni angolo di strada a vigilare, o chiamare una task force aerea per abbattere i droni illegali.

Per contrastare questo fenomeno, in crescita esponenziale perchè chiunque può disporre dei droni senza barriere d'accesso se non il prezzo d'acquisto, le authority dovranno semplificare le norme con regole chiare e semplici permettendo di adempiere a chi vuole svolgere seriamente lavoro aereo, disincentivando in questo modo l'abusivismo di " necessità " svolto da chi non riesce a capire regole troppo complesse.

Allo stesso tempo, bisognerà compiere un' opera di divulgazione e di educazione generalizzata, magari imponendo ai costruttori o ai venditori ad inserire nei prodotti pronti al volo le opportune avvertenze. Inoltre bisognerà evidenziare ai comittenti che per le leggi vigenti sul subappalto essi stessi sono co-responsabili dell'illecito commesso dall'operatore non autorizzato, in particolar modo in caso di incidenti.

Passi che in alcuni casi richiederanno apposite leggi dello Stato per normare a parte questi nuovi mini velivoli pilotati in remoto, e per creare un sistema sanzionatorio certo ed adeguato in grado di scoraggiare gli operatori abusivi e allo stesso tempo garantire lo sviluppo del settore in modo organico e senza distorsioni. Un sistema  basato sulla meritocrazia e non sulla " furberia "

Un'utopia? Probabilmente si, ma vogliamo essere ottimisti e credere che con il dialogo di operatori di settore, federazioni ed associazioni, con gli enti normatori e gli organi legislativi dello Stato, le cose possano col tempo  progressivamente raddrizzarsi.



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Droni, una risorsa per la gestione dell’agroecosistema, del territorio e del paesaggio


Si è svolto ieri al Dipartimento di Scienze Agrarie dell'università di Pisa l'incontro organizzato da Dronesense dedicato all'utilizzo dei droni per la gestione dell'agroecosistema. L'evento, a partecipazione libera, ha visto la presenza di oltre 60 persone tra studenti e professori. 


Sono stati affrontati argomenti quali i principali aspetti costruttivi e normativi dei SAPR, sia multirotori che ad ala fissa, con una disamina sui sensori per il rilevamenti come fotocamere iperspettrali e ad infrarosso e con casi pratici sul rilevamento la ricostruzione e la fotointerpretazione del territorio. Sono state eseguite anche brevi dimostrazioni pratiche all'esterno. 




Allo scopo la Dronesense si è avvalsa della collaborazione di Globi Srl, Geoinformatix di Alberto Antinori e English Time.


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12 dicembre 2014

Aibotix Italia e Dron-emotions autorizzati per le operazioni CRITICHE, ma con i droni vincolati da un cavo


Novità di fine anno per quanto riguarda le autorizzazioni ENAC per le operazioni critiche effettuate con i mezzi aerei a pilotaggio remoto.

Aibotix Italia è stata autorizzata ad effettuare fotogrammetria, mapping e ispezioni di infrastrutture con l' APR esacottero Aibotix X6 a patto che sia vincolato da un cavo lungo 70 metri e che voli di giorno e in assenza di pioggia. Inoltre l'area delle operazioni per un raggio pari alla lunghezza massima del cavo e per un ulteriore distanza di 50 metri non deve essere accessibile alle persone , con l ' esclusione del pilota e di un eventuale assistente alle operazioni. L'autorizzazione è valida fino al 9 giugno 2015.

Dron-emotions è stata autorizzata ad effettuare riprese aeree al MotorShow di Bologna i soli giorni 13 e 14 Dicembre con un Phantom 2 modificato, anche in questo caso vincolato da un cavo ma lungo 15 metri, con voli diurni e in assenza di pioggia. L'area delle operazioni avente raggio di 15metri + 5 metri dovrà essere sgombra da persone estranee all'attività.

A quasi un anno dall'entrata in vigore del regolamento sui mezzi aerei a pilotaggio remoto i droni devono ancora rimanere al guinzaglio per svolgere le operazioni critiche, indice della difficoltà ad adempiere alla normativa forse troppo stringente, ma anche delle difficoltà di un settore nato da poco ma già in preda all'abusivismo che non consente alle imprese di investire seriamente per realizzare mezzi idonei. 

Un potenziale costruttore, infatti, ha poco interesse a sviluppare un APR per le operazioni critiche del costo di qualche decina di migliaia di euro quando sul mercato chiunque può acquistare ed utilizzare droni " commerciali " a poche migliaia di euro per svolgere gli stessi compiti ma senza autorizzazione.
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Il Bebop va più lontano se si pilota fuori dall' Europa

Cresce anche in Italia l'attesa per acquistare il nuovo mini drone della Parrot caratterizzato da innovazioni come la telecamera  da 14 Megapixel stabilizzata elettronicamente grazie alla GPU quad core di bordo, con un risultato finale simile a quello ottenuto da un gimbal brushless ma senza gli ingombri e il peso.

Secondo le ultime indiscrezioni il Bebop si potrà acquistare da Mediaworld e da GameStop a partire dal 17 Dicembre a 499.99€ e a 899.99€ con lo Skycontroller, ma sullo shop francese ufficiale della Parrot viene indicata la disponibilità a partire dal 1 Gennaio 2015.

Il Bebop si può controllare con uno smartphone o un tablet in Wi-Fi a 2.4Ghz e a 5.8Ghz oppure con lo Skycontroller: un radiocomando con gli stick e pulsanti dedicati che all'interno contiene trasmettitori WI-FI potenziati e antenne ottimizzate in modalità diversity che aumentano di molto la distanza massima a cui il Bebop si può controllare.

Il controllo tramite wi-fi è infatti la maggior preoccupazione di chi vorrebbe utilizzare il Bebop. Per questioni legislative gli smartphone e i tablet venduti in Europa e in particolare in Italia hanno potenze di uscita limitate che alla fine si traducono in un centinaio di metri come distanza massima raggiungibile prima che il mini drone perda la ricezione del segnale radio.

Ci sono però dei canali in cui la potenza trasmissiva è maggiore, come il canale 6 sulla banda dei 2.4 Ghz e il canale 44 sui 5.8 Ghz. Secondo le ultime prove della Parrot, in Europa sul canale 6 si può arrivare a 90 metri se si usa un iPhone5S e fino a 350 metri utilizzando un Samsung Galaxy S4, un LG G3, un Goolge Nexus 5 o un Motorola Moto X V2.

Distanze leggermente inferiori sono raggiunte sul canale 44 dei 5.8 Ghz, una banda che permette di ottenere una migliore qualità trasmissiva delle immagini ma che soffre maggiormente degli ostacoli, comportandosi alla stregua di un raggio di luce.  Le cose migliorano molto con lo Skycontroller che segna 1200 metri come portata massima raggiunta.


Se si utilizza uno smartphone o un tablet bisogna trovare l'inclinazione ottimale e fare anche attenzione a dove si pongono le mani per non schermare le antenne trasmissive poste all'interno della scocca e ridurre uteriormente il range operativo.


POTENZE VARIABILI A SECONDA DEL SETTING
L'interfaccia di controllo del Bebop da la possibilità di controllare l'occupazione delle bande, tramite una specie di analizzatore di spettro, per scegliere i canali più liberi, e di  selezionare il posto in cui si vola per adeguare alle leggi vigenti locali la potenza trasmissiva dello Skycontroller e del Bebop.  Se si vola in USA, selezionando uno stato americano, le potenze aumentano arrivando ai 400mW sui 2.4 Ghz e ai 4 Watt sui 5.8Ghz con distanze raggiunte di 2000 metri usando lo Skycontroller.

Usando uno smartphone o un tablet il setting del Bebop ovviamente non influisce sulla potenza wi-fi del dispositivo che, se venduto in zona EU, deve rispettare i 100mW delle normative per le emissioni nelle zone ad aria aperta. Da segnalare le differenze tra il volo indoor e il volo outdoor: in zona EU le bande a 5.8Ghz a disposizione sul Bebop sono proibite, mentre ne è concessa una in caso di voli indoor con 200mW di potenza.

LA TABELLA DELLA PARROT SULLE DISTANZE MASSIME RAGGIUNTE


Per ulteriori approfondimenti: Parrot Bebop Wi-FI Range Test

VIDEO DAL BEBOP PER VALUTARE LA QUALITA' DELLA STABILIZZAZIONE E DELLE IMMAGINI

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11 dicembre 2014

Droni per controllare i viadotti dell' Autostrada


Grazie all' utilizzo di un drone esacottero Aibotix X6 V2, recentemente è stato ispezionato uno dei viadotti più alti dell'autostrada italiana. Si tratta del ponte del Salinello dell'Autostrada A14 tra le uscite di Giulianova-Mosciano Sant'Angelo e Val Vibrata in provincia di Teramo in Abruzzo, alto quasi 130 metri e tristemente famoso come il " ponte dei suicidi "per l'alto numero di persone che nel corso del tempo si sono buttate dalla sede stradale.


Lo scopo della missione, effettuata circa un mese fa, era di generare immagini complete ad alta risoluzione del ponte fornendo una panoramica dettagliata del suo stato. Le foto serviranno come base per interventi di manutenzione per garantire la stabilità complessiva e la sicurezza del traffico.


Oltre ad una semplice ispezione visiva da terra , un drone Aibotix X6 ha volato sotto le arcate e lungo il ponte ispezionando una 30ina di pilastri di sostegno acquisendo foto ad alta definizione grazie ad una Nikon D3200 da 24mpx posizionata su un gimbal installato anche sulla parte superiore del drone per poter fotografare la parte inferiore del ponte, come fosse il soffitto di una stanza. 

Ci sono voluti soltanto 70 minuti di voli per portare a termine il lavoro, elaborato successivamente da Aibotix Italia per trasformare le immagini in ortofoto, con vista dal basso verso l'alto, creando un rapporto di servizio con una precisa documentazione sui danni strutturali. 

Dal 2011 Aibotix Italia ha già ispezionato più di 800 ponti con il drone esacottero X6, un' alternativa all'uso delle tradizionali piattaforme aeree su autocarri che costringono a tenere chiusa almeno una corsia della carreggiata.
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10 dicembre 2014

In vigore il nuovo Regolamento ENAC ” Regole dell’aria ”


Diventa effettivo tra poche ore,  ( 11 Dicembre 2014 ) il nuovo regolamento ENAC sulle regole dell'aria che anche i piloti di SAPR dovranno dimostrare di conoscere e saper rispettare. La normativa, che sostituisce la precedente versione in vigore dal 2012, introduce nuove norme e modifiche dello spazio aereo compresa le modalità di presentazione dei piani di volo.

Di particolare interesse per i piloti dei cosidetti droni la seguente frase:  " la quota minima per l’attività VDS può essere ridotta a 300 piedi, determinata con riferimento all'ostacolo più elevato nel raggio di 150 metri " la quale implica che gli aerei per il volo da diporto sportivo possono scendere fino a circa 90 metri di quota.  

Il regolamento " Regole dell' Aria Italia " dell' ENAC è scaricabile in formato PDF a questo LINK 
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I Droni Aibotix X6 V2 per monitorare le frane di Genova


Sono stati utilizzati circa due settimane fa i droni X6 V2, gli esacotteri di Aibotix Italia condotti in collaborazione con AiviewGroup per monitorare le frane di Genova e il dissesto idrogeologico. Le attività di monitoraggio sono state svolte in corso Perrone e nella zona di Pegli per rilevare e valutare i danni dall’alluvione e dalle esondazioni delle scorse settimane. Gli interventi eseguiti in regime di volontariato in collaborazione con Autostrade e le Amministrazioni Locali sono stati:
  1. Ortofoto, DEM e curve di livello delle frane.
  2. Ispezione e misura di alcune frane verificatesi in Arenzano, vicino a Genova.
  3. Monitoraggio di muraglioni in sofferenza.
Per la prima volta questi strumenti sono stati utilizzati in maniera organizzata per dare un quadro realistico di uno scenario di emergenza,  superando l’impiego improvvisato che spesso li ha portati alla ribalta della cronaca.


Si tratta di fornire elementi realmente utilizzabili a chi deve gestire le fasi di emergenza e quelle successive di recupero,  e non semplici foto degli eventi. Si sviluppano mappe e modelli tridimensionali del territorio, si controlla lo stato di strade ed argini, nel rispetto delle norme  e delle regole in grado di garantire  la sicurezza degli operatori e della popolazione.

Per questo motivo è stato richiesto l’intervento di Aibotix Italia l’unico operatore italiano abilitato ad operare in tutte le condizioni di intervento, e con una delle maggiori esperienze mondiali nel monitoraggio del territorio e delle infrastrutture.

Il dissesto idrogeologico è l’insieme dei processi morfologici che hanno un’azione fortemente distruttiva in termini di degradazione del suolo e quindi indirettamente nei confronti dei manufatti. Esso comprende tutti quei processi a partire dall’erosione superficiale e sotto la superficie fino agli eventi più catastrofici quali frane e alluvioni.

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Droni: corso gratuito di pilotaggio con in palio un Phantom


Come pilotare un drone? Ora è possibile e pure gratis! L’originale iniziativa è di HobbyHobby, realtà romana che dal 2008 lavora con queste macchine volanti radiocomandate, anche in collaborazione con la Cina. E proprio in collaborazione con il colosso cinese DJI, la società ha creato il “DJI Official Training Center Italy”, l’accademia che curerà la formazione di nuovi piloti di droni. 

Sabato 13 dicembre, questa accademia svolgerà un corso gratuito sul quadricottero “Phantom Vision Plus V3”. Il corso si svolgerà (dalle ore 14 alle 18) presso la sede della Biofly, azienda con maturata esperienza nel settore aeronautico, situata ad Ardea, vicino a Roma (via Pontina Vecchia km 34). Tra tutti i partecipanti, HobbyHobby metterà anche in palio un modello “Phantom 5.8 GHz” ed un corso teorico per “pilota SAPR” (Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto). Per partecipare al training gratuito, è necessario iscriversi sul sito www.hobbyhobby.it.

Il programma del corso prevede due ore di lezioni teoriche sulle caratteristiche tecniche e sulle modalità di utilizzo del modello “Phantom 2 Vision Plus” e del nuovissimo “HH-Phantom 2 Term”, che sarà presentato per la prima volta in Italia in vista dell’autorizzazione ENAC per operazioni specializzate non critiche. 

Il training è destinato sia a coloro che non hanno alcuna esperienza, sia a quei piloti che vogliono approfondire le loro conoscenze. I partecipanti potranno porre domande e chiedere consigli agli istruttori ufficiali della DJI. Successivamente, all’interno di un apposito hangar, sarà possibile provare in un volo indoor il “Phantom 2 Vision Plus” per familiarizzare con il radiocomando e con le sue varie manovre. Al termine, saranno estratti i vincitori di un “Phantom 5.8 Ghz” e del corso completo da “pilota SAPR”. Inoltre, tutti i partecipanti riceveranno un buono-sconto del 5% su qualsiasi acquisto tra i prodotti presenti nel sito web di HobbyHobby.

“Il nostro scopo è quello di agevolare la formazione di nuovi piloti e favorire l’autorizzazione per l’utilizzo di SAPR ‘sicuri’, in modo che tutti gli interessati possano mettersi in regola ed avere un futuro certo e non restare nell’incertezza attuale”, ha dichiarato Flavio Dolce, titolare di HobbyHobby. “La nostra società opera nel settore dei droni dal 2008 e ha sempre lavorato per lo sviluppo tecnologico dei SAPR. A breve, prevediamo di offrire dei nuovi pacchetti formativi chiavi-in-mano, comprendenti il drone, il corso di pilotaggio teorico e pratico, la consulenza per l’autorizzazione ENAC e l’assicurazione. L’obiettivo è che gli acquirenti possano essere autorizzati per operazioni specializzate non critiche, come da regolamento ENAC”. 

IL VIDEO DELL'APPUNTAMENTO PRECEDENTE



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Skyrobotic delibera aumento di capitale in natura di quasi 1 milione di euro


L’Assemblea straordinaria degli Azionisti di Skyrobotic, società attiva nello sviluppo, progettazione, produzione in serie e commercializzazione di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (SAPR) nelle classi mini e micro per usi civili e commerciali, parte del gruppo Italeaf, riunitasi in data odierna in sede straordinaria sotto la presidenza di Stefano Neri, ha deliberato all’unanimità un aumento di capitale da sottoscrivere in natura per complessivi Euro 0,97 milioni.

In particolare, Italeaf S.p.A. ha sottoscritto l’aumento di capitale attraverso il conferimento di fabbricati industriali per una superficie complessiva di circa 1.200 mq circa per un valore di Euro 0,87 milioni, che costituiranno il più grande centro Italiano per lo sviluppo e produzione industriale di droni, mentre Siralab Robotics ha conferito il ramo d’azienda relativo all’attività di studio, progettazione, sviluppo, ingegnerizzazione e realizzazione del vascello robotizzato denominato TrasiBot Unmanned Surface Vessel (USV) per un valore di Euro 0,1 milioni. A seguito dell’operazione di Aumento di capitale, il capitale sociale di Skyrobotic è pari a Euro 2 milioni con la seguente composizione dell’azionariato: Italeaf S.p.A. 70%, Siralab Robotics S.r.l. 30%.

L’Aumento di capitale ha l’obiettivo di mettere Skyrobotic nelle migliori condizioni per crescere in maniera consistente e veloce nel promettente settore della produzione industriale di sistemi aerei a pilotaggio remoto per usi civili e commerciali e di entrare anche nel segmento tecnologico dei droni navali. Entro l’anno sarà convocata una nuova Assemblea straordinaria dei soci per deliberare un ulteriore aumento di capitale in denaro per un controvalore di Euro 0,5 milioni e la trasformazione in S.p.A..


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La Francia vuole semplificare la normativa sui Droni



A circa tre anni dall'entrata in vigore della normativa sui mezzi aerei a pilotaggio remoto, in Francia sono quasi 1000 gli operatori autorizzati a svolgere lavoro aereo confermando il forte trend in crescita dal momento che ad Aprile 2013 erano solo 160 ( leggi anche: Droni e Regolamentazione, in Francia più di 160 soggetti abilitati al Lavoro Aereo )

Le autorità francesi hanno recentemente annunciato l'intenzione di modificare alcune parti della normativa attuale. La DGAC si è consultata con la filiera  dell'industria in merito alle modifiche da introdurre alla legislazione francese. Le intenzioni principali sembrano essere quelle di rimuovere gli ostacoli amministrativi nella normativa esistente e facilitare l'uso di droni civili.

Una delle modifiche previste è relativa alla classificazione del drone. Attualmente è sufficiente avere a bordo una macchina fotografica o videocamera per classificare il drone come mezzo per lavoro aereo con tutte le conseguenze del caso. La modificà consentirà il libero uso di un cosiddetto drone per scattare fotografie o girare video, a condizione che questo non sia lo scopo principale del volo e che si tratti di un volo non-commerciale. 

Altre modifiche previste comprendono l'eliminazione delle autorizzazioni preventive per far volare alcune categorie di droni purchè le operazioni siano svolte durante le ore diurne e condotte a vista, nel raggio di 200 metri del pilota.

Per quanto riguarda l'uso dello spazio aereo francese, è stato proposto un nuovo insieme di principi generali, a seconda dell'altitudine e dell'uso. Ad esempio, droni civili sarebbero autorizzati ad utilizzare lo spazio aereo tra i 50 e i 150 metri da terra  ( lo spazio aereo principalmente usato dai militari, vigili del fuoco, forze dell'ordine e dai servizi di emergenza )  a condizione che venga data la priorità agli aeromobili. Tuttavia, ciò dipenderà dal peso del drone e dal  modo in cui verrà utilizzato. 

È stato anche suggerito di fare in modo che alcuni tipi di attività possano essere effettuate su aree popolate senza autorizzazione, a condizione che sia redatta  una dichiarazione preliminare. Il processo di consultazione della DGAC è ancora in corso, pertanto sono probabili ulteriori modifiche.
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