24 aprile 2014

Draganflyer e Tetracam per l'agricoltura di precisione e la raccolta di dati ambientali


Le immagini multispettrali sono utilizzate per rilevare le cose che ad occhio nudo non sono visibili. Fino ad oggi i dispositivi in grado di fornire tali immagini erano ingombranti e pesanti. Grazie alla Draganflyer che ha adattato la nuova camera multispettrale a dimensioni e peso ridotte,  Tetracam ADC Micro,  per essere ospitata sui propri multirotori è ora possibile impiegare tale tecnologia per valutare la salute delle colture e identificare i danni provocati da parassiti o la crescita di erbacce invasive e per molte altre applicazioni che prevedono la raccolta dei dati ambientali.
Per ulteriori informazioni: http://www.draganfly.com
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22 aprile 2014

Fuochi d'artificio visti dal Drone



Dopo aver filmato l'interno di un vulcano in eruzione sfidando i lapilli incadescenti,  esplorato gli abissi di ghiaccio, ripreso razzi sperimentali ad atterraggio verticale poteva mancare il volo del drone in mezzo ai fuochi d'artificio? Ovviamente no ed è quello che ha fatto l'utilizzatore di un quadricottero Phantom fornito di GoPro Hero 3.

Il video è spettacolare e d'effetto tuttavia sconsigliamo di imitare voli del genere senza essere in coordinamento con i responsabili dello spettacolo pirotecnico e con le autorità locali. Il drone potrebbe essere colpito da un razzo e vagare incontrollato con il rischio di precipitare sulle teste degli ignari spettatori che, seppur alle distanze di sicurezza previste per eventi di questo tipo, potrebbero essere comunque soggetti a questo rischio.

DJI PHANTOM FIREWORKS from Gasper C on Vimeo.
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20 aprile 2014

I Droni nella Produzione di Cartografia a Grande Scala


L'articolo valuta le potenzialità dell'utilizzo dei droni per rilievi aero-fotogrammetrici finalizzati alla restituzione di punti e alla generazione di DSM. 

a cura di: Marina Santise, il Team di STAF s.r.l. di Parma e Marco Ruffino.

L'aerofotogrammetria è la tecnica di rilievo più utilizzata nella produzione di cartografia tecnica, grazie all'elevata produttività e alla precisione di restituzione, uniforme su tutta l’area rilevata. A tal scopo, oggigiorno stanno avendo grande diffusione soluzioni alternative all'aeroplano: i droni. Essi sono velivoli telecomandati o pilotati manualmente, su cui è possibile montare sensori per l'acquisizione d'informazioni radiometriche o infrarosse. Ciò che li rende vantaggiosi rispetto all'aereo sono i minori costi fissi di gestione, la trasportabilità in sito, la grande flessibilità d'impiego. Al contrario hanno ridotta autonomia di volo (15÷20 minuti), limitata operatività in caso di vento e lo svantaggio di costare di più per unità di superficie da rilevare, ciò significa che non sono adatti a rilevare superfici estese. La diffusione di questi strumenti ha spinto ENAC a pubblicare, il 16 dicembre 2013, il regolamento "Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto", primo punto di riferimento in Italia sull'utilizzo a scopo civile dei droni, entrato in vigore il 14 febbraio 2014. ( ndr: entrata in vigore prorogata al 30 Aprile 2014 )

Le potenzialità ottenibili da questi strumenti a scopi cartografici hanno suscitato interesse tra gli addetti ai lavori, sia orientati alla ricerca sia alla produzione. Da ciò nasce la collaborazione tra il DICATeA (Dipartimento di Ingegneria Civile, dell'Ambiente e del Territorio e Architettura dell'Università di Parma) e Staf S.r.l., azienda che da decenni opera nel campo della produzione cartografica, per il caso di studio di questo lavoro: il rilievo del Campus Universitario. L'intento della collaborazione è valutare il livello di accuratezza della restituzione, e della generazione di DSM (Digital Surface Model), permessa dall'utilizzo dei droni in rilievi finalizzati alla produzione di cartografia a grande scala.

PROGETTO DEI RILIEVI
Il lavoro si sviluppa dall'elaborazione e analisi di due voli di ripresa condotti all'interno del Campus Universitario di Parma: il primo effettuato a una quota relativa di circa 140 m su un'area di oltre 23 ettari (indicata in giallo in Figura 1), il secondo ad una quota relativa di 70 m su un'area di 5 ettari (indicata in blu in Figura 1), contenuta nella prima.

Figura 1 - In giallo l'area oggetto del rilievo condotto a 140 m contenente l’area in blu oggetto del volo a 70m.

Il drone impiegato nel rilievo è un ASCTEC FALCON 8 (mostrato in Figura 2), un optacottero con sistema di navigazione basato sulla ricezione del segnale GPS. È stato pilotato seguendo i way points indicati nel piano di volo numerico progettato ad hoc. La fotocamera di cui è munito è una SONY NEX-5.

Figura 2 - Il drone ASCTEC FALCON 8, per gentile concessione di GEOGRAPHIKE S.r.l.

I piani di volo, per ogni rilievo, sono stati progettati secondo le regole dell'aerofotogrammetria tradizionale: i fotogrammi (di cui sono mostrati i punti di scatto nelle Figure 3 e 4) sono stati acquisiti in strisciate parallele al lato maggiore dell'area da rilevare, con ricoprimento longitudinale del 60% e trasversale del 40%.

Figura 3 – R1: Posizione dei centri di presa dei fotogrammi del volo a 140 m.

Figura 4 – R2: Posizione dei centri di presa dei fotogrammi del volo a 70 m.

Considerando la finalità dei rilievi volta alla produzione di cartografia tecnica in scala 1:1000, si è verificato che i piani di volo consentissero il rispetto delle relative tolleranze plano-altimetriche imposte da capitolato per una probabilità d'errore del 95%, riferita a due volte lo scarto quadratico medio, consistenti in 40 cm.

Tabelle 2 - Gli errori attesi nella restituzione e le tolleranze imposte da capitolato.
Si è definita la disposizione dei punti d'appoggio da materializzare nelle aree di rilievo secondo le imposizioni dei capitolati per rilievi di aerofotogrammetria tradizionale: uno ogni 3 modelli con ricoprimento longitudinale del 60%. Essi sono stati materializzati con marker appositamente costruiti. In totale si sono rilevati 40 punti d'appoggio (mostrati in Figura 5): 20 solo per il rilievo a 140 m, 12 solo per il volo a 70m, 8 in comune ai due. Ogni punto d'appoggio è stato misurato con un rilievo GPS statico, della durata di 15 minuti, compiuto due volte, per una maggiore precisione.

Figura 5 - Disposizione punti d'appoggio: in blu solo quelli del rilievo a 140 m, in rosso solo quelli del rilievo a 70 m, in giallo i punti in comune.

Per valutare l'accuratezza della restituzione, sono stati rilevati punti di controllo, materializzati sia da particolari naturali che da marker appositamente creati; sono stati rilevati 82 punti per studiare l'accuratezza di restituzione del primo rilievo, mentre 35 per valutare l'accuratezza di restituzione del secondo. Infine, per verificare l'accuratezza della generazione dei DSM delle aree oggetto di rilievo sono stati rilevati punti su diversi tipi di superficie, misurati con rilievo GPS cinematico: 1590 punti per collaudare il modello dell'area più estesa, 77 per collaudare il modello dell'area più piccola.

Figura 6 - Disposizione punti di controllo e tipologia della superficie su cui sono stati rilevati

Sono di seguito descritte le tipologie di superficie su cui sono stati rilevati i punti per valutarne l'accuratezza della restituzione e della generazione dei DSM.
  •  Particolari Naturali. Particolari riconoscibili, inequivocabilmente collimabili;
  •  Punti su Edifici. Punti sulla copertura di alcuni edifici, materializzati con marker;
  •  Pavimentazione. Punti misurati su superficie pavimentata;
  •  Rilevati in Terra. Punti misurati su rilevati in terra;
  •  Zone erbose. Punti rilevati su prati;
  •  Profili. Punti allineati in aree a marcata variazione altimetrica (dossi, rampe). 
  •  
ELABORAZIONI E RISULTATI 
Tutte le elaborazioni sono state condotte con Agisoft PhotoScan; la calibrazione della macchina fotografica è invece avvenuta secondo la procedura prevista dal software EOS Sistem PhotoModeler. L'accuratezza della restituzione, dei punti di controllo considerati, si è ottenuta analizzando i valori di Errore Quadratico Medio (EQM) delle differenze tra coordinate stimate dal software e coordinate ottenute da rilievo GPS. Riguardo il primo rilievo, le accuratezze delle coordinate dei punti restituiti sono migliori di quelle attese:
Tabelle 2 - Accuratezze dei punti restituiti nel rilievo condotto a quota 140 m.
Gli EQM delle coordinate mostrano valori bassi, compresi tra una e due volte la dimensione del pixel a terra, che è 4,5 cm per il volo condotto a 140 m e 2 cm per quello condotto a 70 m. Ciò perché la quota di volo, molto bassa rispetto a quella di un volo tradizionale, permette di acquisire immagini con alta risoluzione a terra e ciò ha effetti benefici sulla qualità della collimazione e della conseguente restituzione. Le analisi riguardanti il secondo rilievo confermano le valutazioni condotte col primo:
Tabelle 3 - Accuratezze dei punti restituiti nel rilievo condotto a quota 70 m.
Diminuendo la quota di volo, diminuiscono anche gli errori da cui sono affette le coordinate dei punti a terra. Da notare che, per entrambi i rilievi, gli errori in altimetria hanno sempre entità confrontabile a quelle in planimetria; ciò è dovuto all’approccio multimmagine del software che, utilizzando tutti i fotogrammi nella fase di orientamento, permette di ottenere un elevato numero di raggi d'intersezione dei punti. Infine, è stato generato un modello digitale di superficie per ognuna delle aree oggetto di rilievo; il modello dell'area più grande, R1, è stato interpolato da una maglia regolare con passo di 35 cm, il DSM dell'area più piccola R2 ha una maglia con passo di 15 cm.

Figura 7 - DSM dell'area oggetto del rilievo R1 a 140 m.
Il collaudo del DSM dell'area R1 (Tabella 4) ha mostrato accuratezze di ricostruzione migliori per punti corrispondenti a particolari o giacenti su superficie pavimentata, e accuratezze peggiori per zone erbose e rilevati in terra, dove, solitamente, interessa restituire punti e generare DSM con minore dettaglio. Il modello dell'area più piccola (Tabella 5), grazie all'elevata densità di punti con cui è stato generato, mostra accuratezze di restituzione ovunque elevate.


CONCLUSIONI
Questo lavoro rappresenta un'analisi metrica approfondita dei prodotti ottenibili da un rilievo fotogrammetrico con drone, e ha permesso di concludere che i droni possono rappresentare una valida alternativa all'aereo nella produzione di cartografia a grande scala.

Con un appoggio eseguito come nei blocchi tradizionali, le accuratezze della restituzione da UAV sono ben superiori alle tolleranze cartografiche in scala 1:1.000 e rispettano anche quelle della restituzione 1:500 in virtù dell’elevata risoluzione al suolo. Ai fini della produzione di DTM (Digital Terrain Model), le accuratezze sono compatibili anche con i capitolati per la realizzazione delle opere in terra d'infrastrutture stradali. Per gli edifici, il potenziale di precisione potrebbe consentire una restituzione vettoriale direttamente dal modello 3D.

A parità di superficie da rilevare, un rilievo con drone comporta l'acquisizione di molti più fotogrammi, e la materializzazione e misura di molti più punti d'appoggio di quelli necessari nel caso aero-fotogrammetrico tradizionale. Questo influenza il costo del rilievo e fa sì che, per superfici oltre una certa estensione, sia più economico l'utilizzo dell'aereo. È pertanto auspicabile, in un futuro prossimo, la definizione empirica di un valore di estensione-limite della superficie di rilievo, che rappresenti uno strumento di sostegno alla scelta dello strumento da utilizzare per condurre il rilievo.

ABSTRACT
Drones are replacing airplanes for aerial photogrammetric survey about surface of small extension. The article describes a work, result of a partnership between Department of Civil Engineering of University of Parma and STAF S.r.l., aims to study the restitution's accuracy of UAV-based survey. The work consists of two surveys, carried out at two different heights (140 and 70 meters) and on two areas of different extension (23 and 5 ha) both within the university campus. With geometry of photogrammetric block and check-point distribution designed in the same way of a traditional aerial survey, the accuracy of restitution shows a RMS of 6~7 cm for the highest survey, and 4~5 cm for the lowest one. These values are better than the expected ones, and it let to conclude that UAVs can be considered a viable alternative to airplanes in photogrammetric survey about surface of small extension.

AUTORI
Marina Santise DICATeA Università di Parma, Viale delle Scienze 181/a, 43124 Parma – marina.santise@studenti.unipr.it
Luca Ghiretti e Renato Finardi 
STAF S.r.l. - Studio Topografico AeroFotogrammetrico Via F.lli Bandiera 5,43125 Parma info@stafparma.it
Marco Ruffino marco.ruffino2@gmail.com

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19 aprile 2014

G-3D, Gimbal a 3 assi in arrivo dalla Walkera con altre novità


E' una vera e propria sfida quella lanciata dalla Walkera nei confronti della DJI nella fascia dei quadricotteri compatti pronti al volo e relativi accessori. Dopo aver presentato il QR X350 PRO FPV, antagonista del DJI Phantom 2 Vision, la Walkera ha pubblicato un rendering del G-3D, il futuro gimbal brushless, per la stabilizzazione sui 3 assi di una camera iLook o GoPro 3, che si pone in diretta concorrenza con il recente gimbal a 3 assi della DJI, l' H3-3D.

Nel video fa la comparsa anche la futura camera iLook+ che ha una risoluzione di 1080p contro i 720p della attuale iLook. Sempre nel video si può notare il quadricottero QR x800, anche lui prossimo all'arrivo, che promette un autonomia di volo di 40 minuti. Dalle immagini si nota la caratteristica principale che differenzierà il Walkera G-3D dall H3-3D, ovvero la possibilità di ruotare a 360 gradi. Il gimbal della DJI attualmente funziona in modalità "follow frame" e non può essere radiocomandato sul 3 asse, quello dello Yaw, cosa che sembra avvenire sul G-3D


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18 aprile 2014

La devastazione dell'incendio di Valparaiso vista dal Drone


Immagini aeree di ciò che è rimasto di Valparaiso cittadina, secondo porto del Cile, che conta 275.000 abitanti dopo che è stata colpita da un terribile incendio che ha provocato 16 vittime ed oltre 500 feriti. Nel video girato tramite l'ausilio di un drone multirotore, le conseguenze dei danni provocati dalle fiamme e i primi tentativi di mettere ordine tra le macerie e ricominciare


Video Aéreo realizado en Cerro Ramaditas Afectado por Incendio de Valparaíso. from Skyfilms on Vimeo.


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17 aprile 2014

Droni, pomodori e Agricoltura di Precisione


Anche in Italia si stanno moltiplicando gli utilizzi dei piccoli droni, multirotori e ad ala fissa, per l'agricoltura di precisione. In linea con le costanti attività di ricerca e sviluppo atte a migliorare la qualità e la sostenibilità delle colture,  il Consorzio Casalasco del Pomodoro in collaborazione con il CIO- Consorzio Interregionale Ortofrutticoli, ha avviato un progetto denominato ‘Pomì in quota’ .

La ricerca, in atto ormai da più di due anni, coinvolge diverse delle aziende agricole associate dislocate tra le province di Piacenza, Parma e Cremona e si basa sull’utilizzo di droni, vale a dire dispositivi ad elica telecomandati senza pilota in grado di volare fino ad un’altezza massima di 150 metri.

Su questi droni – già utilizzati con ottimi risultati nelle coltivazioni arboree come frutteti e vigneti – sono installate speciali fotocamere che consentono ai produttori e agli agronomi di monitorare gli appezzamenti attraverso rilevazioni aeree che evidenziano le disomogeneità del suolo in termini di sviluppo vegetativo delle colture, di dotazioni idriche e nutritive.

Dall’interpretazione delle immagini, a diverse lunghezza d’onda, catturate dai droni attraverso elaborazioni matematiche, si ottengono mappe di prescrizione sia idriche sia nutritive dell’appezzamento. In altre parole, attraverso questo innovativo monitoraggio aereo è possibile ottenere precise indicazioni sulle quantità di acqua e di sostanze nutritive da distribuire consentendo un utilizzo ancora più intelligente di tali preziose risorse.

Grazie infine alla tecnologia GPS, di cui le macchine operatrici (irrigatori e spandiconcime) sono dotate, e grazie a centraline elettroniche che controllano le quantità distribuite, le mappe di prescrizione consentono di ripartire in ogni area dell’appezzamento la corretta quantità di acqua e di sostanze nutritive per un equilibrato sviluppo vegetativo della coltura migliorando le caratteristiche qualitative del raccolto, preservando l’ambiente da inutili eccessi, limitando al contempo anche i costi superflui.

Il nostro obiettivo, insieme a Cio, – dichiara Costantino Vaia, Direttore Generale del Consorzio Casalasco del Pomodoro e Amministratore delegato di CIO – è quello di rendere la coltivazione del pomodoro sempre più sostenibile. Se i risultati di questa prima fase del progetto confermeranno le nostre aspettative, nei prossimi anni prevediamo di applicare ‘Pomì in Quota’, insieme alle tecnologie d’avanguardia già in uso in agricoltura di precisione e sviluppata, nella maggior parte delle aziende agricole associate fino a coprire interamente il nostro territorio di competenza.”

Questo ed altri importanti temi in termini di sostenibilità ambientale saranno discussi nel prossimo Congresso Mondiale del Pomodoro che si svolgerà a Giugno sul lago di Garda a Sirmione.
All’importante incontro internazionale interverranno i maggiori esperti in termini di coltivazione, trasformazione e distribuzione del pomodoro da industria di tutto il mondo.
Il Consorzio, attraverso il brand Pomì, sarà uno dei principali  sponsor.
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Walkera QR X350 PRO FPV, l'alternativa al Phantom 2 Vision



Sta diventando sempre più serrata la competizione sui quadricotteri venduti pronti al volo per le riprese aeree, utilizzati sia dall'hobbysta che dal videomaker che predilige le piccole dimensioni e la compattezza dell'insieme. La Walkera l'anno scorso aveva presentato il quadricottero QR X350 dimostratosi un degno concorrente della prima versione del Phantom. Quest'anno la Walkera ha sfornato la versione PRO del QR350 che si allinea alle caratteristiche del Phantom 2 soprattutto per quanto riguarda l'autonomia di volo, che ora raggiunge circa 25 minuti grazie ad un nuovo telaio che permette l'adozione di una batteria a 3 S da 5200 mAh. Con la versione FPV il QR X350 PRO concorre con il Phantom 2 Vision.

L'allestimento FPV della Walkera  è composto da un QR X350 PRO fornito di gimbal brushless G-2D per la stabilizzazione sui due assi, compatibile GoPro 3, da una videocamera iLook a 720p di risoluzione che integra al suo interno un trasmettitore video a 5.8 Ghz con 200mW di potenza, e da un radiocomando DEVO F7 la cui caratteristica principale è quella di ospitare un ricevitore video a 5.8 Ghz ed un monitor LCD su cui visualizzare le immagini di volo.

Disponibile sia in MODE 1 che in MODE 2, Il QR X350 PRO FPV della Walkera rappresenta un sistema completo e pronto al volo per effettuare riprese e fotografie aeree. Dispone del GPS e delle funzioni di controllo automatico dell' altezza,  GPS HOLD e RTH, il ritorno a casa automatico.
Il prezzo si aggira sugli 899 € nello store di HobbyKing
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16 aprile 2014

Droni per i selfies aerei


La moda del selfie, ovvero "l'antico" autoscatto per condividere i propri fotoritratti nei profili social come Facebook, Instagram, Twitter e altri, non poteva non contagiare i piccoli droni multirotori. Questi autoscatti con i droni sono effettuati in genere da utenti più o meno esperti in modo manuale con risultati non sempre ottimali.  Non è difficile prevedere che a breve, per cavalcare il trend modaiolo, possano uscire sul mercato dispositivi e funzioni ad hoc per effettuare i selfies con i droni in modo automatico.


Bernal Hill selfie from Amit Gupta on Vimeo


In realtà funzioni simili esistono da qualche tempo su alcune elettroniche di controllo dei droni multirotori, parliamo dei POI, coordinate GPS che rappresentano un particolare punto di interesse sul quale il drone può svolgere determinate attività come girarci attorno orientando continuamente  la telecamera / macchina fotografica di bordo in modo da mantenere l'inquadratura fissa sul punto per scattare fotografie in sequenza o fare un filmato.

[ Mikropter che gira attorno ad una pala eloica come target ]

MikroKopter - Wind turbine from Holger Buss on Vimeo.


Questa funzione viene chiamata "camera target" e può essere abbinata ad un ricevitore GPS da indossare che trasmette le coordinate del soggetto da inquadrare al drone che poi lo seguirà in volo. I principali riferimenti che hanno queste possibilità sono Mikrokopter e APM:COPTER, tuttavia quasi tutte le elettroniche autopilota stanno convergendo per svolgere questi compiti, portando avanti  e sviluppando l'idea del " drone personale ".

Renault KWID concept fornito di piccolo drone

E' il caso di alcune case automobilistiche che hanno presentato dei concept di auto dotate di un piccolo drone in grado di elevarsi per informare il conducente sulle condizioni del traffico e/o per anticipare l'autovettura nei percorsi tortuosi ed indentificare eventuali pericoli. Non è fantascienza, un impiego reale di anticipazione del mezzo di locomozione viene svolto dalla compagnia di navigazione Fednav che utilizza droni multirotori per esplorare il tratto di mare davanti alle proprie rompighiaccio.
Ne vedremo sicuramente delle belle

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14 aprile 2014

Droni, ad oggi non esistono operatori riconosciuti ENAC


Con un breve comunicato, l' ENAC ha reso noto che ad oggi non esistono operatori e/o organizzazioni riconosciute ufficialmente dall' Ente per quanto riguarda le operazioni con i droni. Ne consegue che attualmente non esistono entità che hanno avuto il riconoscimento ufficiale ENAC per fornire supporto ad operare con i mezzi aerei a pilotaggio remoto e/o formare piloti.
Il comunicato ufficiale:

Roma, 14 aprile 2014 - A seguito di una serie di informazioni diffuse su diversi siti web, l'ENAC informa che, per quanto riguarda l’attività svolta tramite Aeromobili a Pilotaggio Remoto (comunemente denominati droni), ad oggi non è stato emesso alcun riconoscimento ad operatori del settore e ad organizzazioni che forniscono supporto, incluse attività di formazione a piloti.
Tali riconoscimenti saranno pubblicati sul sito ENAC una volta conseguiti.
Attualmente l’attività di volo è stata autorizzata a soggetti in possesso di Permesso di Volo esclusivamente allo scopo di effettuazione di attività sperimentale, ricerca e sviluppo
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Mont de La Saxe, la frana monitorata dal drone


E' aumentata, raggiungendo un metro al giorno, la velocità di discesa del movimento franoso da 265.000 metri cubi sul Mont de la Saxe, nel comune di Courmayeur. Tutto è pronto per il crollo previsto come imminente, sono state evacuate 90 persone. Presenti 200 volontari con mezzi a disposizione per lo sgombero del materiale franato.

La situazione è sotto stretto controllo vengono effettuati rilievi continui anche tramite l'ausilio di un drone multirotore, un esacottero basato su elettronica DJI Innovations messo a disposizione dalla protezione civile, che potendosi avvicinare maggiormente al fronte di frana rispetto ad un elicottero è in grado di documentare con precisione la dinamica e l'evoluzione dei movimenti.
[ Photo & Video credit: LaStampa.it ]

La frana vista dal drone
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13 aprile 2014

MIkrokopter, nuovo firmware 2.06


La casa tedesca costruttrice di droni multirotori ha reso disponibile una nuova versione di firmware. Tra le novità della nuova versione 2.06 è presente un miglioramento delle funzioni di volo assistito dal GPS, in particolare la funzione position hold in presenza di vento. Possibile salvare e richiamare via radiocomando i  POI, punti di interesse. Inserita la funzione di calcolo dell'altezza tra due waypoint, mk calcola automaticamente la rotta in diagonale tra due altezze differenti. Aggiunta la gabbia virtuale, zona di volo che l' Mk non potrà superare.
Per ulteriori informazioni: http://www.mikrokopter.de/ucwiki/en/Firmware-2.06
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11 aprile 2014

Perde il drone in volo e lo ritrova all'aeroporto


Vicenda quasi surreale in Francia, venuta alla luce soltanto in questi giorni a distanza di qualche mese dallo svolgimento dei fatti. A Novembre, nella cittadina di Montpellier, un individuo stava mostrando ad alcuni potenziali clienti le qualità di un drone multirotore, un quadricottero basato su elettronica DJI Innovations. ( nella foto  )

Durante il volo dimostrativo il pilota ne ha perso il controllo ed il quadricottero si è allontanato velocemente perdendosi tra le nuvole. Dopo alcuni giorni, la Gendarmerie ha suonato alla porta del malcapitato pilota notificandogli un avviso a comparire davanti al tribunale. Gli è stato spiegato che il quadricottero durante il fly away si era diretto verso l'aeroporto di Montpellier per poi atterrare automaticamente su una pista secondaria di rullaggio proprio mentre stava transitando un aereo.

Questo è stato possibile perchè in caso di perdita del segnale radio l'elettronica DJI Innovations, in uso sul Naza, Phantom, Wookong, A2, prevede la procedura di ritorno a casa con relativo atterraggio automatico. Tuttavia non si spiega per quale motivo il drone si sia diretto all'aereoporto, probabilmente un errore del GPS o di calibrazione della bussola elettronica.

Davanti al giudice, l' accusa ha parlato di grave intrusione dello spazio aereo con l'aggravante che l'imputato non aveva alcuna formazione ne autorizzazione per l'uso dei droni ( In Francia vige dal 2012 una precisa regolamentazione sui droni ) Ha quindi chiesto una pena di 2 mesi di reclusione commutata in soggiorno obbligato e 38 euro di multa.

La difesa ha argomentato sul fatto che è difficile stabilire se la cosa ha costituito un effettivo pericolo per la sicurezza delle persone, sottolinenando che l'intento dell'imputato era quello di calvalcare l'onda commerciale dei droni e non di creare pericolo
Il giudice ha sposato la tesi dell'accusa ma ha magnanimanente restituito il drone al proprietario.
[Via | midilibre.fr ]


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Droni, a breve Circolare Attuativa e Linee Guida per richiedere autorizzazione ENAC



In occasione del workshop organizzato dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, tenutosi il 1° aprile presso l'Università Europea di Roma sul tema "Aeromobili a Pilotaggio Remoto, detti micro-droni. Opportunità, Prospettive, Regolamentazione" è stato intervistato l'Ing. Carmine Cifaldi, il direttore regolazione navigabilità dell' ENAC, che ha rilasciato alcune dichiarazioni molto interessanti per quanto riguarda il regolamento sui mezzi aerei a pilotaggio remoto, in vigore a partire dal prossimo 30 Aprile.

L' Enac in questi ultimi mesi ha ricevuto, e continua a ricevere, numerose richieste di chiarimenti a cui le limitate risorse dell'ente non riescono a far fronte in tempi accettabili, pur rispondendo ad ognuna di queste. Vi è finalmente la consapevolezza che la maggioranza dei richiedenti non provengono dal mondo aereonautico e che quindi hanno difficoltà nel seguire le procedure previste e nel compilare i relativi moduli per ottenere le autorizzazioni. L'ing. Cifaldi ha affermato che per venire incontro a questa tipologia di utenza a breve saranno pubblicate sul sito ENAC la circolare attuativa e le linee guida.

La circolare attuativa spiegherà articolo per articolo cosa è necessario fare per essere conformi agli stessi. Sia nel caso di autocertificazione, prevista per le operazioni non critiche, che nel caso di autorizzazione per le operazioni critiche la circolare indicherà come effettuare la serie di accertamenti richiesti.  (assicurazione, mezzo identificato con una targhetta ed altro )

La linea guida oltre a fornire esempi concreti su come redigere i moduli,  guiderà il richiedente a presentare le informazioni richieste dall' ENAC in modo corretto anche dal punto di vista formale.
In particolare la linea guida, combinata alla circolare attuativa, illustrerà il percorso da compiere per determinare il grado di criticità delle operazioni, se critiche o non critiche, come valutare la propria organizzazione, se adeguata o meno, come qualificare il pilota. Inoltre fornirà le informazioni su come redigere il manuale delle operazioni, su come condurre l'attività sperimentale e su altri aspetti.

Per quanto riguarda i costruttori di droni, potranno fare domanda per il certificato di tipo per la costruzione in serie. ENAC auspica che vi siano organizzazioni terze, entità ed associazioni qualificate e riconosciute dall'ente stesso, che possano fornire un ausilio ad operatori e costruttori sui vari punti del regolamento, dal redigere i vari moduli ed i tre manuali previsti, all assisterli nelle operazioni di volo e negli accertamenti necessari.

Considerato che siamo ad una ventina di giorni dall'entrata in vigore del regolamento, riuscirà l'ENAC a pubblicare quanto promesso in tempo utile?

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10 aprile 2014

Droni doganieri a Dubai



Mentre in Europa i vari Stati si stanno affrettando per regolamentarne l'uso, a Dubai il governo ha annunciato l'impiego dei droni multirotori in ambito doganale-portuale. I droni, in pratica alcuni quadricotteri Phantom 2 Vision, saranno utilizzati per monitorare le navi sospette durante l'arrivo, la permanenza e la partenza dal porto di Jabal Ali e dall'insenatura di Dubai Crew.

Falah Al Samma, direttore tecnico della Dogana di Dubai, ha spiegato che se durante un ispezione di una nave, qualcuno si nasconde o getta fuori bordo qualcosa, grazie alle immagini trasmesse dal drone sullo smartphone, sarà facilmente individuato.
[Photo credit | Atiq-Ur-Rehman/Gulf News ]

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Vietato volare con i Droni, in Spagna


Con un comunicato di 5 pagine, l'agenzia statale per la sicurezza aerea spagnola, AESA, ha ribadito che nei cieli della nazione non è permesso, e non lo è mai stato,  l'uso dei mezzi aerei a pilotaggio remoto a scopo commerciale o professionale per realizzare attività considerate lavoro aereo come fotogrammetria, applicazioni in agricoltura, controllo di linee aeree, video e fotografie etc.

Al contrario, è permesso l'uso ludico sportivo a non più di 100 metri di altezza, rigorosamente lontano dai centri urbani e dalle zone congenstionate. I Phantom 2, i Walkera QR X350 e tutti gli altri multirotori potranno volare solo nei campi volo abilitati all'aeromodellismo.

L' AESA chiarisce che chiunque intenda svolgere lavoro aereo con i droni deve prima chiedere l'autorizzazione all'agenzia che valuterà caso per caso. Un regime transitorio, in attesa del nuovo regolamento in preparazione che prevede droni certificati con tanto di numero di matricola e norme simili a quelle del regolamento italiano ENAC che entrerà in vigore il 30 Aprile
Sempre l' AESA specifica che la credenza che vuole che fino a 400 piedi di altezza lo spazio aereo sia libero e che di conseguenza si possa volare senza restrizioni, è falsa. La competenza dell' agenzia riguarda lo spazio aereo a partire dal suolo.

Ironicamente, questa comunicazione arriva poco dopo che il governo andaluso ha speso 4,5 milioni di euro per aprire il centro ATLAS, un centro per la sperimentazione sui droni civili con tanto di mini aereoporto inaugurato a Marzo.
La comunicazione integrale dell' AESA in formato PDF a questo link
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09 aprile 2014

Se sai disegnare puoi vincere un Phantom 2 Vision+



La DJI ha lanciato un concorso che premierà le migliori 5 personalizzazioni della scocca del Phantom. La sfida consiste nel disegnare e colorare a piacere un template di un Phantom fornito in pdf e scaricabile dal sito. Si possono inviare fino a 3 disegni diversi. Se non si rientra nei primi 5 vincitori, chi rientra nei primi 20 si aggiudicherà un buono sconto del 20% per l'acquisto di un  Vision+ e altri premi secondari tra cui un capellino e dei pennarelli ( ndr: forse per dipingere i muri a casa ;-) )

Quindi forza con la fantasia, partecipare non costa nulla. Il concorso " Phantom Shell Contest " è iniziato ieri e terminerà il 6 Giugno.
Per ulteriori informazioni: Phantom Shell Contest
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eBee Ag, il drone per l'agricoltura di precisione


La senseFly ha annunciato oggi il nuovo eBee Ag, un drone espressamente dedicato all'agricoltura di precisione. Si tratta di un aereo monoala molto resistente, disponibile con un ampia scelta di sensori, in grado di volare in modo autonomo su percorsi pianificati. Grazie all'intelligenza artificiale e alla costruzione leggera ma allo stesso tempo robusta, l' eBee Ag è abbastanza resistente per sopravvivere a numerosi voli (e atterraggi).

Viene fornito di serie con due pacchetti software avanzati : eMotion 2 per la pianificazione e il controllo di volo e Postflight Terra 3D software di fotogrammetria per l'elaborazione delle immagini post-volo e di analisi.
eBee Ag pesa 700 grammi ed ha un apertura alare di 90 cm. L'autonomia di volo può arrivare fino a 45 minuti e la definizione dell' Ortomosaico ottenibile è inferiore ai 3 cm.
Per ulteriori informazioni:eBeeAg


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Il Benfica regala le t-shirt ai tifosi con il drone



I droni nel mondo del calcio non sono una novità. L'anno scorso la Sampdoria ne ha sperimentato l'utilizzo durante gli allenamenti per trasmettere le immagini, riprese dall'alto, in diretta sul canale Samp TV. Come avevamo preventivato non se ne è saputo più nulla anche se in seguito sono stati  fatti ulteriori esperimenti da parte di altre squadre di calcio Italiane. Sempre l'anno scorso, In Inghilterra, Sky Sports UK li ha utilizzati per riprendere le partite di rugby ma in questo caso i droni stavano ben all'esterno dall'impianto sportivo.

Quest'anno la squadra di calcio del Benfica ha trovato il modo di far parlare di se, facendo volare all'interno di uno stadio un drone multirotore per consegnare le t-shirt ai tifosi. Per quamto riguarda la sicurezza dell'operazione preferiamo non commentare presumendo che al Benfica sappiano cosa stanno facendo.
[Via | sofoot.com ]

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Firmware regolatori, BLHeli anche per gli ESC Atmel


BLHeli, firmware famoso per la programmazione dei regolatori ( ESC ) con microprocessore Silabs è ora disponibile anche per gli ESC basati su microprocessore Atmel su cui fino ad oggi regnava incontrastato il firmware SimonK. In unica suite software è quindi possibile programmare le due grandi famiglie di regolatori con la stessa versione di firmware.

Ricordiamo che la necessità di riprogrammare un esc dedicato ai multirotori è dovuta ad una migliore risposta del sistema esc- motore alle variazioni di velocità con una conseguente maggiore stabilità del drone.
Gli esc basati su Atmel al momento supportati da BLHeli sono visibili in questo PDF, sono presenti i Blueseries, HK UBEC, Multistar, Supersimple in vari tagli di corrente.
Per la suite BLHeli: http://www.helifreak.com/blog.php?b=2162
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08 aprile 2014

Il futuro regolamento Europeo per i Droni Civili


Oggi la Commissione europea ha proposto di adottare nuove norme più rigorose per disciplinare l’uso dei droni civili (aeromobili a pilotaggio remoto, APR). Le nuove norme riguarderanno settori come la sicurezza, la riservatezza, la protezione dei dati, l’assicurazione e la responsabilità. L’obiettivo è consentire all’industria europea di diventare un leader mondiale sul mercato di questa nuova tecnologia emergente, garantendo nel contempo l’adozione di tutte le tutele necessarie.

I droni per l’uso civile sono sempre più usati in Europa, in paesi come la Svezia, la Francia e il Regno Unito, in settori diversi, ma nell’ambito di un quadro regolamentare frammentato. Si applicano le norme nazionali di base in materia di sicurezza ma queste norme variano da uno Stato membro all’altro e un certo numero di questioni di sicurezza fondamentali non è affrontato in modo coerente.

Il Vicepresidente della Commissione Siim Kallas, responsabile per i Trasporti, ha dichiarato: “I droni per l’uso civile possono rilevare i danni subiti dalle infrastrutture stradali e dai ponti ferroviari, monitorare le catastrofi naturali come le inondazioni e irrorare le colture con un’estrema precisione. Esistono di tutte le forme e dimensioni. In futuro potrebbero addirittura recapitarvi i libri dalla vostra libreria online preferita. Ma molte persone, me compreso, esprimono la loro preoccupazione riguardo alla sicurezza e alle questioni di riservatezza di questi apparecchi.

La tecnologia dei droni per l’uso civile sta giungendo alla maturità ed esiste un significativo potenziale di crescita e di occupazione. Secondo alcune stime, nei prossimi 10 anni potrebbe rappresentare il 10% del mercato dell’aviazione, pari a 15 miliardi di euro l’anno. Il Vicepresidente ha aggiunto “Se c’è un momento giusto per farlo e farlo a livello europeo, è ora, proprio perché questi apparecchi, quasi per definizione, valicano i confini e l’industria si trova nella fase iniziale. Abbiamo l’occasione di adottare un unico insieme di norme omnibus, come per gli aeromobili di maggiori dimensioni.”

L’ambito d’applicazione delle nuove norme

Norme rigorose a livello UE per le autorizzazioni di sicurezza  
La sicurezza è la principale priorità politica europea nel settore dell’aviazione. Le norme europee saranno basate sul principio che i droni per l’uso civile debbano garantire un livello di sicurezza equivalente a quello dell’aviazione munita di equipaggio. L’EASA, l’Agenzia europea di sicurezza aerea, inizierà a elaborare norme specifiche a livello europeo per gli aeromobili pilotati a distanza.

Controlli rigorosi sulla riservatezza e la protezione dei dati 
I dati raccolti dai sistemi aerei pilotati a distanza devono rispettare le norme vigenti in materia di protezione dei dati e le autorità preposte devono controllare la raccolta e l’elaborazione dei dati personali. La Commissione valuterà come garantire che le norme in materia di protezione dei dati siano pienamente applicabili a questo tipo di apparecchi ed eventualmente proporrà modifiche oppure orientamenti specifici.

Controlli severi per garantire la sicurezza
I droni per l’uso civile possono essere oggetto di azioni potenzialmente illecite e di minacce per la sicurezza, come gli altri aeromobili. L’EASA inizierà a sviluppare le necessarie prescrizioni di sicurezza, nella fattispecie quelle intese a tutelare i flussi di informazioni, e successivamente proporrà obblighi giuridici specifici destinati a tutte le parti (per esempio, ai gestori del traffico aereo, agli operatori e ai fornitori di servizi di telecomunicazione) che le autorità nazionali applicheranno.

Un quadro di riferimento chiaro per la responsabilità e l’assicurazione  
L’attuale sistema di responsabilità nei confronti di terzi è stato stabilito principalmente in termini di aeromobile con equipaggio, in cui la massa (a partire da 500 kg) determina l’importo minimo dell’assicurazione. La Commissione valuterà la necessità di modificare le norme in vigore per tener conto delle specificità dei sistemi aerei pilotati a distanza.

Accelerare la R&S e sostenere la nuova industria 
La Commissione intende fornire un impulso al lavoro di R&S, in particolare ai fondi unionali di R&S gestiti dall’impresa comune SESAR (Cielo unico europeo) affinché i tempi necessari per l’inserimento di questi apparecchi nello spazio aereo europeo siano abbreviati al massimo. Le PMI e le start-up del settore riceveranno un sostegno all’industria per sviluppare le opportune tecnologie (programmi Orizzonte 2020 e COSME).

Prossime tappe
Nel 2014 la Commissione effettuerà una valutazione (d’impatto) approfondita per esaminare le problematiche e definire le migliori prassi in merito, cui può far seguito una proposta legislativa che sarà sottoposta all’approvazione degli Stati membri e del Parlamento europeo. L’EASA può inoltre iniziare immediatamente a sviluppare le norme di sicurezza necessarie. Fra le altre misure si possono annoverare le azioni nell’ambito dei programmi UE esistenti, come SESAR, Orizzonte 2020 o COSME. Tutto questo lavoro mira a realizzare l’obiettivo dichiarato dal Consiglio europeo di dicembre 2013, ossia garantire una progressiva integrazione degli RPAS nello spazio aereo a partire dal 2016.

Per ulteriori informazioni:

[ VIA | Europa.eu ]


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