27 maggio 2016

La targhetta di identificazione dei droni professionali sarà un semplice codice a barre. Obbligatoria dal 1° Luglio

L’ Ing. Cardi dell’ ENAC  al convegno STASA sui droni presso la Camera dei Deputati ha riferito che l’obbligo di identificazione dei droni ad uso professionale  in vigore dal 1 luglio potrà essere assolto applicando una targhetta costituita da un codice a barre che permetterà l’identificazione del drone soltanto quando sarà a terra e non in volo.  Di seguito il resoconto di un convegno molto interessante

targhetta elettronica droni

Argomenti di notevole interesse riguardanti i mezzi aerei a pilotaggio remoto quelli che si sono affrontati la settimana scorsa presso la Camera dei Deputai al convegno STASA, un evento a cui Quadricottero News ha dato il patrocinio gratuito.

Per l’occasione, l’ing. Alessandro Cardi, recentemente nominato special advisor del presidente ENAC, ha dichiarato che continuerà a seguire il settore dei SAPR  e chiarito che l’obbligo di identificazione dei droni che scatterà a partire dal 1 luglio potrà essere assolto tramite un codice a barre da applicare al SAPR.

In questo modo l’identificazione potrà avvenire soltanto a terra e non in volo. “ Si potrebbe ovviare con un transponder e con un TCAS rispetto ad altri droni, ma sono tecnologie che al momento non sono presenti “ ha precisato Cardi.  Una targhetta che potrebbe essere molto simile a quella che abbiamo riportato nella foto sopra soltanto a titolo di esempio e che riproponiamo sotto. Un QR Code in cui vi sono inseriti i dati dell’operatore ( leggibili anche con uno smartphone tramite app lettore qrcode ).

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Secondo il resoconto messo a disposizione dal Centro Studi Stasa che ringraziamo e riproponiamo in forma integrale, Cardi ha rassicurato che il Regolamento vigente è già orientato alla proposta europea e ha annunciato che a breve saranno messi in atto strumenti per semplificare l'iter delle dichiarazioni  e, in generale, tempi più rapidi per l'espletamento di tutte le procedure. Ha chiarito diversi dubbi dei presenti per quello che riguarda le operazioni, ma ha anche evidenziato alcune linee di tendenze che sono al momento percorse per rendere il sistema più sicuro.

È interessante sapere che oggi in Italia, vi sono un migliaio di operatori riconosciuti, con una media di due o più droni per impresa. Il giro di affari che si sviluppa da questa attività si aggira intorno ai 350 milioni di euro/annuo nel nostro Paese. Per la concessione di frequenze radio di controllo, non è completamente nelle facoltà dell’ENAC, ma dipende soprattutto dalle decisioni dell’ITU, ente dell’ONU che stabilisce lo spettro di frequenze assegnabili.

L’ENAC si trova a dover rispettare un frame normativo che origina all’estero, come i cinque punti della Dichiarazione di Riga e la Technical opinion di EASA (cornice regolamentare per armonizzare le normative nazionali) che stabiliscono le linee guida per gli operatori che devono operare in medio rischio (se sono coinvolte persone, altri mezzi aerei).

Ciò che emerge come il reale vulnus della regolamentazione ENAC è il sistema sanzionatorio. Le multe di per sé non sono esose, ma difficili da applicare. ( ndr: nei mesi scorsi si sono svolti incontri per redigere il nuovo formulario delle sanzioni )

Laddove si vada a normare il campo del volo ludico di droni si entra nel campo dei diritti soggettivi e quindi c’è necessità di variare la legislazione per poter intervenire con un Regolamento ENAC, che come si deduce dall’analisi delle fonti del diritto, hanno una validità inferiori alle leggi primarie.

L’Ing. Cardi ha sottolineato anche che molti spunti propositivi illustrati dai parlamentari e contenuti nei rispettivi DDL, sono già allo studio del Regolatore ENAC.

Non si capisce, analizzando la regolamentazione attuale, se ci sono limitazioni all’emissione di autorizzazioni per persone che hanno precedenti penali o che non siano in possesso delle piene facoltà mentali.

Si possono così anche comprendere l’inizio dei primi conflitti di traffico in Italia, che hanno visto venti near miss l’anno scorso, otto dall’inizio dell’anno ad oggi.

Precedentemente,

Il dott. Bruno Barra, Presidente STASA e coordinatore del Convegno

, ha sottolineando come il mercato dei droni sia in continua espansione. Proprio per la loro versatilità di impiego. In ambito civile, commerciale e militare. In agricoltura, in security, nel monitoraggio in ogni ambito ambientale, sociale, produttivo, operativo (fotogrammetria, fotografie, videoriprese, vigilanza, protezione civile, edilizia, archeologia, ecc.). La potenzialità d'impiego è praticamente illimitata ma le problematiche associate all'uso non sono state ancora risolte.

E’ necessario, ha argomentato Barra, affrontare le operazioni dei droni in un quadro politico a livello europeo che consenta il progressivo sviluppo del mercato commerciale pur salvaguardando la sicurezza intesa come safety e come security e la privacy dei cittadini.

La mancanza di norme armonizzate in tutta Europa e di tecnologie certificate costituisce l'ostacolo principale per aprire il mercato dei droni e per l’integrazione degli stessi nello spazio aereo non segregato.

L’industria interessata sta invitando ad accelerare la creazione di un quadro normativo che consenta l’utilizzo dei droni. E’ il momento giusto per un'azione normativa a livello europeo, con l'inserimento di norme di sicurezza, di privacy e provvedimenti risarcitori.

Il Centro Studi STASA, ha aggiunto Barra, ha promosso questa iniziativa incentrata non tanto sul solito convegno ma su un foro di dibattito aperto tra tutti i protagonisti dell’aviazione di terza generazione per uno scambio corale di punti di vista che potrà servire ad adottare le soluzioni più adatte ad incrementarne l’utilizzazione in un sistema regolato e sicuro.

Il numero degli imprenditori coinvolti e l'industria italiana interessata, ha concluso Barra, sono in progressivo aumento e diventa fondamentale un obiettivo: una cultura aeronautica specifica. Per progettisti, costruttori, formatori e operatori.

 

LIBRO “I DRONI NEL VOLO DI TERZA GENERAZIONE – Normativa, istruzioni per l’uso, problemi e futuro”

Durante il convegno l’Ing. Nicola Genco ha presentato il suo libro sostenendo che la UE stima in 1,5 Mld €/anno la potenzialità di business economico del nuovo settore dei droni civili, oltre ad investimenti di 100 Mld €/20 anni, necessari per lo studio di sistemi avanzati per il controllo del traffico ai fini del netto miglioramento della sicurezza, della puntualità dei voli e dell’ambiente. Questo, attraverso una completa integrazione del traffico di tutti gli aeromobili (compreso i droni) con separazioni automatiche ed atterraggi assistiti in qualunque condizione atmosferica, ridisegno di aeromobili e carburanti, rimedio degli errori umani che costituiscono la maggior parte della causa di incidente. In pratica, l’esigenza di ridisegnare l’aviazione di terza generazione, ha precisato Genco, fornisce ai paesi europei una opportunità di business che in questo periodo di crisi va colta subito. In Italia, tuttavia, il promettente settore dei droni civili sembra trattenuto da remore, paure e mille interrogativi. La normativa per operare esiste, ha aggiunto l’autore, ma il settore non si sviluppa come dovrebbe e la maggior parte dei voli è illegale. Molti operano senza autorizzazione perché non conoscono la normativa, altri perché non la accettano in quanto ritenuta difficile o onerosa. Persino le sanzioni sono sproporzionate e non vi è alcun modo per esercitare controlli efficaci.

Lo scopo del libro “I DRONI NEL VOLO DI TERZA GENERAZIONE – Normativa, istruzioni per l’uso, problemi e futuro” (info libro droni), ha concluso Genco, è quello di fare chiarezza, sollevando le persone interessate dall’onere di approfondire la intricata normativa nazionale ed internazionale, attraverso spiegazioni strutturate e tabelle di pronto impiego. Vengono delineati ruoli e responsabilità degli addetti ai lavori (piloti, operatori, centri addestramento, consulenti, scuole, committenti di lavoro aereo con droni).

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La presentazione del libro ha messo in rilievo molti aspetti che l’opinione pubblica non percepisce ancora, ma che necessitano di essere regolati in modo serio ed efficace. Il suo apprezzato spunto di riflessione ha dato il via al dibattito, che ha visto alternarsi le esposizioni dei relatori agli interventi dalla platea.

Proprio partendo dall’esigenza di regolamentare questo nuovo ambito, si è posto all’attenzione dell’audience, in primo luogo il dilemma di quale tipo di normativa possa essere più adeguata a regolare tale fenomeno in continua evoluzione. Ci troviamo, infatti, di fronte a problematiche che la bioetica ha affrontato da qualche decennio, cioè il fatto che la scienza e la tecnologia permettono di fare delle cose che la morale e la legge non riescono a contestualizzare in modo tempestivo. Il motivo risiede in un paradosso di fondo. La materia è complessa ed in continua evoluzione, interessa attivamente o passivamente una pluralità di soggetti, vi è un notevole distacco tra percezione sociale ed effettivo livello di pericolosità potenziale delle operazioni. La richiesta, che da più parti emerge, di sancire norme chiare per questo ambito si scontra con la natura dinamica dell’ambiente aeronautico. Infatti, quanto più una norma è chiara e precisa, tanto più diviene rapidamente obsoleta.

A livello normativo è indispensabile piuttosto pretendere chiarezza su altri aspetti, che riguardano le definizioni. Ad esempio, che differenza c’è tra un giocattolo che vola, un aeromodello e un drone? Perché si fa riferimento al peso, quando la pericolosità dipende dai Joule, cioè l’energia sviluppata?

Un oggetto da cinque chili può essere pesante o leggero in funzione di come lo usiamo. Basta pensare ad un esperimento mentale, come il lasciar cadere una damigiana da cinque chili dal quinto piano di un palazzo. Cosa potrebbe succedere all’ignaro passante che la riceve in testa?

Altro problema di definizione è quello di aeromobile. Sempre per tenere un parallelo tra bioetica e tecno-etica, l’inclusione dei droni all’interno del codice della navigazione equiparandoli ad aerei crea una strana situazione. Nel nostro ordinamento, l’embrione è considerato persona, ma poi è stata mantenuta allo stesso tempo la possibilità di abortire, lasciando il filosofo di fronte al quesito “se una cosa è persona e quindi intangibile, come mai dopo qualche mese lo si può sopprimere a piacimento?”. Senza entrare nel merito della liceità morale o meno dell’aborto, il problema si pone a livello di norme incongruenti presenti nello stesso ordinamento giuridico.

Qualcosa di simile avviene in aviazione, dove un drone molto piccolo rientra all’interno della categoria di aeromobile, un velivolo VDS (volo da diporto o sportivo) invece non è considerato giuridicamente aeromobile secondo l’art. 743 del codice della navigazione.

Tutto ciò ha degli effetti di tipo legale che non sono di secondo piano.

Infatti, le associazioni di costruttori ed utilizzatori di droni lamentano a proposito una non proporzionalità della pena, che a loro dire non è commisurata al tipo di illecito. Tuttavia, un avvocato del diavolo potrebbe obiettare che sebbene i medici operino a fin di bene, le conseguenze di loro atti sono giudicate in funzione del danno che provocano. Perché il medico, che svolge una attività ad alto contenuto di valore sociale, deve essere punito secondo legge e il pilota di drone no?

La contro-obiezione potrebbe argomentare che, come dicono gli inglesi, devil is in the detail, cioè è entrando nelle pieghe della normativa che si nota una certa discrasia delle norme. Un drone che precipita in un campo di grano, senza ferire nessuno e senza provocare danni, in linea teorica (poiché è considerato aeromobile) dovrebbe dare luogo ad un processo penale per disastro aviatorio e ogni tipo di condotta potenzialmente pericolosa si dovrebbe configurare come attentato alla sicurezza del volo.

La stessa cosa non avviene se precipita un ultraleggero (molto più grande e pesante di un drone) che vola secondo la normativa VDS.

Il tutto sembra originare da una troppo estesa analogia giuridica che accosta l’aereo alla nave (si applica il codice della navigazione) e il drone all’aereo. Quindi, per la proprietà transitiva, se l’aereo è simile alla nave e il drone simile all’aereo, di conseguenza il drone è simile alla nave. Questo sillogismo fallace ci fa intuire che una legislazione ad hoc è quanto mai necessaria.

Allo stesso modo, gli incidenti aeronautici che coinvolgono gli aeromobili dovrebbero essere investigati dall’Agenzia Nazionale Sicurezza Volo. Quindi droni sì, VDS no (questi ultimi sono lasciati all’indagine condotta dall’Aeroclub d’Italia). Difficoltà ulteriore, quella di determinare per quale motivo precipita un drone, che al momento non ha scatola nera, non è sotto controllo di controllori di volo, e che possiede una tecnologia molto variegata.

Affine alla problematica delle investigazioni aeronautiche è quella del reporting, cioè del rapporto compilato dagli operatori quando succedono eventi che avrebbero potuto creare dei pericoli per la navigazione o a cose e/o persone. Ebbene, gli esperti di sicurezza del volo sanno da molto tempo che a fronte di un incidente serio (accident) vi è una pletora di eventi che non sono diventati incidenti solo per caso. Tuttavia, la base dell’iceberg di questi near miss è molto ampia e non possiamo pensare di fare prevenzione basandoci soltanto sui casi che sono terminati in disastri palesi. Quindi, occorre che questa base di eventi - che per noi rappresentano una lezione gratuita - sia portata a conoscenza di tutti gli utenti del sistema. Nel mondo dei professionisti dell’aviazione è usanza riportare qualsiasi problema potenziale. Tutto ciò si basa sul presupposto che nessun pilota, nessun controllore vivrà abbastanza per fare tutti gli errori possibili. Occorre perciò basarsi sugli errori degli altri e per fare ciò occorre “scambiarsi le figurine”, vale a dire mettere gli altri al corrente dei propri errori affinché anche gli altri facciano lo stesso. Dall’analisi degli errori emerge la cultura della prevenzione che ha reso l’industria aeronautica la più sicura nel panorama dei trasporti.

Diverso invece è l’operatore di droni che non ha la cultura di base del riporto operativo, in primo luogo perché la comunità di utenti non è strutturata, in secondo luogo non vede l’attività volativa come primaria nella propria vita, ed infine perché generalmente vi è poca standardizzazione dei modelli di droni che rendono le informazioni non sempre utili ed applicabili nel proprio caso. A fronte di pochi tipi di aerei di linea o di aviazione generale, esistono una miriade di tipi di droni diversi, utilizzati con metodologie e finalità diverse.

Altro elemento che è emerso è come distinguere i vari livelli operativi, in termini di rischi, responsabilità, protezione del bene pubblico.

Ad esempio, è in via di definizione l’istituzione del transponder obbligatorio in modo che si possa ricostruire tipologia, classe di operazioni e appartenenza del drone.

Il problema in questo caso, non è quello di riuscire ad identificare un oggetto (anche dotandolo di codice a barre), ma di rendere effettiva ed efficace la sanzione. Una volta identificato un drone, come possiamo risalire al suo proprietario, o ancora meglio all’operatore che lo sta pilotando?

Tra l’altro, nella normativa ENAC è presente la dicitura VLOS (Visual Line of Sight) cioè comandare un drone tenendolo sempre in vista. Non si specifica però se l’operatore debba stare fermo o si possa muovere. Ciò darebbe un ulteriore livello di complessità al controllo dell’autorità, poiché si potrebbe pilotare un drone stando seduto in una macchina. L’autorità di pubblica sicurezza chiamata a vigilare, cosa potrebbe fare in questi casi? Può abbatterlo fisicamente, oppure intervenire attraverso la saturazione delle frequenze, o usando dei droni-caccia che possano catturarlo con una rete (tecnologia già presente in Francia)?

Più sensato sarebbe dotare il drone di un paracadute balistico in modo che se si perde involontariamente il controllo esso venga a terra in modo controllato e non pericoloso.

Un ulteriore livello di discussione si è aperto inoltre sul campo della privacy. La privacy come può essere protetta? Si possono abbattere droni sul proprio terreno[1]? Che tipo di contenzioso può emergere tra chi ha un drone abbattuto e chi invece vuole difendere la sua privacy (è legittima difesa?).

 

Su questi ultimi ed altri aspetti legali si è soffermato l’Avv. Fabrizio Bruni

il quale ha sostenuto che il settore è regolato da un sistema di norme assolutamente non esaustive, ancorché di recente formazione, in un quadro normativo/regolamentare attualmente in piena evoluzione. 

Gli aspetti giuridico/normativi inerenti l’uso dei c.d. dispositivi APR, come, ad esempio, i profili di responsabilità dell’operatore e/o del pilota APR, il rispetto della normativa sulla privacy, l’ambito assicurativo ed il sistema sanzionatorio sono in fase di sviluppo. Basti pensare alle coperture dei rischi che attualmente prevedono esclusivamente la tutela dei terzi e non quella dell’operatore.

In considerazione delle criticità insite del settore e della continua evoluzione della tecnologia, e connesse al suo sviluppo, l’Enac, in quanto Autorità deputata alla regolamentazione in materia ed all’attuazione delle normative comunitarie ed internazionali recepite in Italia, sempre nel rispetto delle norme domestiche di diritto civile e penale, dovrà implementare il quadro giuridico di riferimento, con necessità di soffermarsi, in particolare, sugli aspetti di “safety” e “security” che rappresentano certamente gli elementi di primario rilievo.

L’avvocato Bruni ha inoltre sottolineato il concetto di privacy by design e privacy by default, che permetterebbe di limitare il potenziale invasivo della tecnologia nella nostra vita.

Dal punto di vista della responsabilità civile, ad esempio, occorre stabilire in modo certo che tipo di assicurazione è prevista per i droni, se essa sia obbligatoria, facoltativa, soggetta ad una valutazione del rischio che a sua volta dipende dal fatto di svolgere operazioni in un ambito incerto. Infatti, se stiamo volando con un aereo di linea, possiamo stabilire con una ragionevole certezza il livello di rischio, poiché ci muoviamo all’interno di un ambiente altamente controllato (certificazioni, manutenzioni, controlli dell’ente regolatore, regolazione del traffico aereo affidato a dei professionisti, addestramento e controllo strutturato dei piloti, e così via). Tutti ciò può farci misurare in un certo senso quale l’aspettativa di rischio in un sistema. Nel caso dei droni, ci muoviamo in ambiente sempre diversi, con un’eterogeneità dei mezzi volanti, alcuni auto-prodotti, altri comprati all’estero, pilotati per via remota da persone che non devono sostenere né addestramenti ricorrenti né esami valutativi. Tra l’altro lo spazio aereo non è controllato, risente di interferenze non sempre quantificabili (in un aeroporto ci sono bollettini meteo che rispondono a dei criteri di classificazione, mentre in una pizza del paese possono esserci perturbazioni varie come riscaldamenti di caldaie, correnti di aria sviluppatesi negli anfratti dei palazzi, oltre a uccelli, fili elettrici e così via)

Anche il fatto di far dipendere dal peso la normativa appare un criterio insufficiente, poiché come ricordato ciò che conta è l’energia sviluppata e non il peso da fermo. Un oggetto che cade da cento metri, anche se pesa poco, una volta che arriva a terra sviluppa l’energia di un’automobile in corsa con tutte le conseguenze del caso.

Gli interventi dell’ on. Basilio Catanoso e dell’ on. Paolo Nicolò Romano

Sono intervenuti successivamente l’On.le Francesco Catanoso Genoese detto Basilio e l’On.le Paolo Nicolò Romano porgendo un saluto ai presenti ed illustrando le rispettive proposte di legge relative alla regolamentazione, costruzione e circolazione dei mezzi aerei a pilotaggio remoto ( vedi la proposta di legge CATANOSO e la proposta di legge  ROMANO ).

Entrambi hanno sottolineato l’esigenza che venga costituito un sistema di registrazione e di identificazione dei droni, ad esclusione di quelli giocattolo, nonché una regolamentazione maggiormente ancorata all’impiego operativo del drone che non al suo peso.

In particolare l’On.le Catanoso Genoese ha sottolineato che la sua proposta legislativa intende bilanciare esigenze dell’industria, protezione dei cittadini, prevenzione contro attacchi terroristici e sviluppo economico derivante dall’utilizzo di queste tecnologie.

L’On.le Paolo Nicolò Romano ha manifestato, al di là delle proposte specifiche, un atteggiamento positivo, fatto di studio del problema, ideazione di proposte e chiarezza degli obiettivi. Alcuni punti fondamentali toccati dalla sua relazione fanno ben sperare che vi possa essere un buon bilanciamento tra tutte le esigenze degli stakeholders coinvolti.

L’INTERVENTO DI PAOLO MARRAS – ASSORPAS

A temperare l’intervento dell’autorità aeronautica è servito il discorso dell’ Ing. Marras, che rappresenta l’associazionismo degli operatori riconosciuti a livello di attività commerciale, Assorpass.

Il punto di vista dell’industria è sostanzialmente diverso da quello dell’Autorità, perché si basa su tempi e necessità che hanno passi diversi. È stato istituito ad esempio, l’Osservatorio sul regolamento ENAC da parte di questa associazione di costruttori di piccoli droni, che rileva come il mercato dei droni sia in contrazione. Un dato molto discordanti riguarda il giro di affari, che l’ISTAT stima in 350 milioni, mentre in realtà è un decimo.

Altro dato preoccupante è che ENAC ha una lista di 1300 operatori, ma risultano solo ottocento polizze contratte per operatori di droni. Ci sono moltissimi abusivi che lavorano con droni e sono la maggioranza. In questo, concordano le opinioni di industria e autorità nazionale poiché il dato sembra coerente considerata la difficoltà di enforcement su chi viola le norme e quando le associazioni riconosciute denunciano operazioni abusive, le autorità di pubblica sicurezza non sanno che fare perché non hanno competenze.

Un aspetto molto critico portato all’attenzione da parte dell’industria è la lentezza burocratica. Oggi, ci vogliono sei-sette settimane, per ottenere le autorizzazioni per operare su uno spazio aereo, indipendentemente dal fatto che sia volo critico o meno.

Ha seguito poi la relazione dell’Ing. Michele Nava che (unitamente all’Ing.Francesco De Angelis)

ha sottolineato che il problema cruciale è tuttavia l’individuazione del corretto trade-off tra le esigenze dell’accessibilità, in termini di tecnologia usata, e quella di poter sempre garantire in primis la sicurezza e in secondo luogo la qualità dei dati raccolti.

Questo trade-off non implica una soluzione singola, ma indirizza semmai verso soluzioni diversificate in relazione alla scala delle ricognizioni da svolgere, al loro specifico contesto e agli obiettivi di ogni ricerca ponendo attenzione agli aspetti connessi alla field deployability, cioè all’effettiva utilizzabilità sul campo dei micro droni negli scenari di interesse nonché alla capacità operativa dei droni di produrre dati sostanzialmente utili alla ricerca.

Ha concluso il ciclo delle relazioni il dott. Damiano Taurino

che incentrato la sua relazione sulle opportunità e gli ostacoli posti dall'attuale normativa (e sue possibili evoluzioni) visti dal settore della ricerca, con particolare riferimento alle PMI innovative.

Il convegno è poi proseguito con interventi dalla platea che hanno di volta in volta evidenziato come vi sia un’alta probabilità di usi illeciti di questi mezzi, di spingere molto sulla formazione delle persone chiamate ad operare i droni, di divulgare una corretta cultura della sicurezza già a livello della formazione di base.

Gen Rossi

Tra gli interventi che hanno riscosso più interesse vi è stato quello del Sottosegretario di Stato alla Difesa Gen. On. Domenico Rossi, che ha evidenziato come ormai in campo militare vi sia quasi una necessità imprescindibile di utilizzare i droni, per operazioni di pattugliamento, di rescue, di attacco verso postazioni nemiche difficilmente attaccabili. La sua disponibilità a cogliere qualsiasi tipo di suggerimento e di informazione circa lo sviluppo della tecnologia allo stato attuale fa intuire un interesse delle istituzioni verso questo fenomeno.

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In conclusione, il convegno è servito non tanto a dare risposte, quanto ad evidenziare correttamente quali tipo di problematiche si nascondono dietro l’utilizzo spesso superficiale di questa nuova tecnologia.

In particolare evidenza è apparsa la necessità di stabilire un raccordo tra esigenze tecniche regolatorie, esigenze di mercato, esigenze di formazione di una coscienza della popolazione, esigenze di controllo della Polizia, esigenze di garantire sicurezza dati e privacy ai cittadini, attraverso una commissione interministeriale supportata da esperti

Solo impostando correttamente il problema si può sperare di fornire le giuste risposte che i cittadini, gli operatori, gli imprenditori, le associazioni, i professionisti, gli studiosi e il regolatore si aspettano.


[1] Vi sono stati dei casi negli USA dove sono stati citati in giudizio delle persone che avevano abbattuto con un fucile il drone che volava nella propria tenuta. La giurisprudenza in materia non è ancora chiara.

Articolo basato sul resoconto del Centro Studi Stasa

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ZERO Dobby pocket selfie drone da 199g con GPS, video 4K, immagini stabilizzate. Caratteristiche e prezzo

Grande colpo della ZEROTECH nel campo dei micro droni che in America sono esenti dalla registrazione (< 250g ) e in Italia se riconosciuti ENAC ( < 300g ) possono volare praticamente ovunque fatto salvo il rispetto della normativa.

dobby

La Zerotech con la collaborazione della Tencent ha annunciato Dobby, un mini drone dalle funzioni paragonabili al Phantom 4 ma dalle dimensioni tascabili grazie a bracci ed eliche ripiegabili e dal peso di soli 199 grammi compresa la batteria. Dobby si comanda tramite smartphone e può volare automaticamente in esterno grazie al GPS ma anche negli ambienti interni utilizzando i sensori di posizionamento ( camera verticale e ultrasuoni ) .

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E’ basato su un processore Snapdragon 801 Quad core 2.3Ghz abbinato ad una GPU Adreno 330. La notevole potenza computazionale permette a Dobby di avere le più avanzate funzionalità come il riconoscimento facciale, la possibilità di essere comandato a voce per alcune funzioni così come con dei gesti. Naturalmente, ha anche le funzioni di follow me e di target follow tramite la funzione SNAP già presente sui fratelli più grandi della famiglia Xplorer.

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Dobby funziona con una batteria a 2s da 970 mAh che gli garantisce 9 minuti di funzionamento. Si gestisce tramite smartphone e relativa app disponibile per Android e iOS su cui si ricevono le immagini in streaming realtime in wifi ( sia 2.4 che 5.8 Ghz ) con definizione massima a 640x480 – 30fps e con latenza massima di 160 ms. La portata è di 100 metri.

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A bordo c’è una telecamera da 13 Mpx che può registrare a 4K 30 fps oppure a 1080p 30fps. In modalità 1080p le immagini sono stabilizzate elettronicamente con un sistema che viene chiamato Three axis electronic anti shake-featured gimbal. Tuttavia non è ancora chiaro se la stabilizzazione elettronica è completa come avviene sul bebop oppure se è parziale limitandosi ad un semplice antishake. Il FOV è di 75° e la camera si può orientare verso il basso fino a 90° e verso l’alto fino a 22.5°. La massima risoluzione delle foto è di 4208 × 3120. All’interno ha 16 GB per memorizzare foto e filmati aerei.

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Dobby è già stato inserito in vari store cinesi tra cui quello di BANGGOOD dove il prezzo è stato fissato in circa 320€. Dovrebbe essere disponibile a partire dal mese di giugno, in pratica tra pochi giorni

VIDEO: ZERO DOBBY POCKET SELFIE DRONE

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26 maggio 2016

Droni: Enac spiega come calcolare buffer ed eventuale cavo per le operazioni critiche con mitigazioni

A pochi giorni dalla scadenza del 1 giugno che comporta la decadenza di tutte le scuole di volo con la relativa linea guida sui nuovi centri addestramento e qualificazione pilota che non è ancora uscita, se non sotto forma di bozza che non ha nessun valore, ENAC si preoccupa di pubblicare un documento dove rispiega come calcolare l’area di buffer nelle operazioni critiche con mitigazioni e mostra come dimensionare un eventuale cavo di vincolo.

enca cavo vincolo operazioni critiche con mitigazioni

Il documento appena pubblicato da ENAC titolato “ Calcolo Area di Buffer e Dimensionamento del Cavo di Vincolo “  in sostanza spiega nuovamente come calcolare l’area di buffer, spiega la zona franca, cioè l’intera area delle operazioni in cui non vi devono essere persone, se non indispensabili alle operazioni, e altro. Sono le cosiddette ex operazioni critiche in scenari misti.

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Tuttavia, quando l’area di buffer calcolata con le formule indicate non è sufficientemente ampia per garantire la non fuoriuscita del drone dalla zona franca, anche in caso di azionamento del terminatore per via dell’inerzia e della traiettoria balistica, queste operazioni possono essere condotte utilizzando un cavo di vincolo dimensionato considerando le peggiori condizioni di volo possibile. La spiegazione su come dimensionare il cavo è la vera novità contenuta all’interno di questa sorta di linea guida. 

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Vengono riportarti diversi tipi di cavo costituiti da materiali diversi ( Dyneema, Polietilene, Poliestere, Nylon )  e si spiega che il cavo dovrà essere ancorato a terra con opportuni sistemi, come basamenti, sistemi di aggancio come anelli e moschettoni che se possibile devono ammortizzare l’eventuale strappo (ad es. catena molto pesante appoggiata per terra).

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Nel caso in cui venga utilizzato un cavo di vincolo, si dovrà assicurare un’area di buffer minima di 5m, per la dispersione eventuale dei detriti.

IL DOCUMENTO E’ SCARICABILE IN PDF DA QUESTO LINK

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25 maggio 2016

XIAOMI MI DRONE, caratteristiche e prezzi ( Video )

XIAOMI presenta il Mi Drone, quadricottero compatto capace di girare a 4K con gimbal a 3 assi e radiocomando con portata di 3km,  dotato di GPS e con un prezzo incredibile. Di conseguenza, la DJI abbasserà i prezzi del Phantom 4?

xiaomi mi drone

Il tanto atteso drone della XIAOMI, colosso cinese della telefonia fondato nel 2010, è finalmente arrivato. Presentato in diretta streaming lo XIAOMI Mi Drone è un quadricottero compatto dal design schiacciato, quasi a sogliola, facile da trasportare all’interno di uno zainetto.

xiaomi mi drone 2

Disponibile in versione con cam a 1080P oppure con cam a 4K, il MI Drone si comanda tramite radiocomando fornito di doppia antenna che ha una portata di 3km e che può ospitare uno smartphone su cui gira un’apposita app che prevede anche il geofencing con le no fly zone. 

Presente naturalmente un GPS interno con le funzioni di follow me , ritorno a casa automatico e a quanto pare volo a waypoint.  Una batteria da 5100 mAh assicura un’autonomia di volo di 27 minuti.

http://en.miui.com/data/attachment/forum/201605/25/201542uiteie5es5rdi5st.jpg

La camera montata su gimbal direct drive a 3 assi per la stabilizzazione delle immagini è basata su un sensore Sony da 12 Mpx e sul processore di immagine Ambarella. E’ in grado di registrare a 4K e a 1080P a 60 fps.

Incredibili prezzi, 456$ per la versione a 4K e 380$ per la versione a 1080P. Ambedue lo ricordiamo, vendute con tutto il necessario per spiccare il volo. ( Daremo ulteriori caratteristiche tecniche non appena saranno rese note )

A questo punto la palla passa alla DJI visto che molte delle caratteristiche dello XIAOMI Mi drone si avvicinano a quelle del Phantom 4, a parte l’evitamento degli ostacoli, il sensore per il mantenimento della posizione in ambienti interni e le funzioni di tracking tramite immagine ( ActiveTrack e TapFly ).

Seppur con queste differenze / mancanze, Il prezzo dello XIAOMI Mi Drone  è molto molto allettante, meno di un terzo di quello del Phantom 4. La DJI risponderà abbassando i prezzi? Lo sapremo nei prossimi giorni

VIDEO XIAOMI MI DRONE 

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DJI abbassa drasticamente i prezzi dell’ Inspire 1 drone

dji abbassa prezzi inspire

Grande sorpresa oggi per chi ha avuto occasione di visitare lo store ufficiale dalla DJI, i prezzi dell’ Inspire 1 sono scesi drasticamente. Preludio della prossima uscita dell’ Inspire 2 o semplice manovra di marketing per contrastare la concorrenza?

dji abbassa i prezzi inspire 1

Non conosciamo la risposta a questa domanda tuttavia sappiamo che con questa nuova offerta l’ Inspire 1 V2.0 riceve ben 1100€ di sconto ( -32% ) passando da 3399€ a 2299€. Buon risparmio anche sulle altre versioni, l’ Inspire 1 PRO passa da 4999€ a 4399€ ( –12% ) mentre l’inspire 1 RAW passa da 6999€ a 6199€ ( –11% )

Per conoscere tutti gli sconti sull’ Inspire 1: STORE UFFICIALE DJI

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In orbita i satelliti 13 e 14 di Galileo lanciati ieri con un razzo Soyuz

Due nuovi satelliti si sono aggiunti alla costellazione di GALILEO con l’obiettivo di avviare i primi servizi di posizionamento satellitare entro fine anno a beneficio anche dei droni

galileo lancio satelliti 13 e 14

E’ andato a buon fine il lancio del vettore Soyuz avvenuto ieri dalla base di Kourou, nella Guyana francese, con a bordo due satelliti della costellazione GALILEO, il sistema europeo di navigazione satellitare il cui avvio è molto atteso anche dagli utilizzatori dei droni, mezzi che come è noto si basano moltissimo sui sistemi di posizionamento satellitare. ( leggi anche: GALILEO è quasi pronto per aiutare i DRONI a volare )

Dopo un viaggio di 3 ore e 48 minuti i satelliti 13 e 14 sono stati posizionati in orbita a 23522 km dalla Terra e nei prossimi giorni verranno posizionati nell’orbita operativa finale a cui seguirà una fase di test per poi unirsi alla costellazione già operativa ma non ancora attiva.

Sarà il prossimo lancio, previsto entro fine anno con un razzo Arianne che metterà in orbita ben 4 satelliti portando la costellazione Galileo a 18 satelliti, che permetterà l’avvio dei primi servizi di posizionamento agli utenti, i quali beneficeranno dell’interoperabilità tra sistemi GNSS diversi dove i satelliti GALILEO si sommeranno a quelli del GPS  e del GLONASS

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Droni: la DJI consolida la sua presenza in Europa ( Video )

Per la prima volta in lingua italiana e in via ufficiale la DJI si presenta al pubblico spiegando la sua storia, il presente con il consolidamento della sede Europea e la sua mission per i prossimi anni

dji europa

Fondata nel 2005 da Frank Wang, la DJI nel corso degli anni ha conquistato la leadership mondiale ( 70% nel 2015 ) dei droni consumer e pro-sumer grazie alla capacità di innovare basata sulla ricerca e lo sviluppo,  con allunghi nel mercato professionale italiano con mezzi modificati da aziende terze per consentire lo svolgimento di lavoro aereo da parte degli operatori riconosciuti / autorizzati ENAC.

Nata a Shenzen dove ha la sede centrale, la DJI oggi ha uffici e filiali in tutto il mondo: America, Europa, Cina e Giappone. E proprio la sede europea è stata oggetto di un forte consolidamento, basti pensare che a Novembre del 2015 contava 3 dipendenti mentre per la fine del 2016 si prevedono 60 impiegati suddivisi tra gli uffici di Francoforte, in Germania, e quelli di Amsterdam, in Olanda

“ Avere un ufficio in Europa significa dare la possibilità agli appassionati e ai clienti DJI di avere un supporto sempre presente. Oltre ad un centro di comunicazione abbiamo un centro di supporto e assistenza tecnica, un dipartimento di marketing, uno relativo alle vendite e uno per il business developement “ ha detto Viviana Laperchia, PR Specialist DJI per l’Europa, in occasione della sua partecipazione al Roma Drone Expo&Show dove ha parlato a tutto tondo della DJI e degli obiettivi prefissati per i prossimi anni. Il suo intervento integrale nel video seguente

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24 maggio 2016

Droni da 300g usati anche dalla TV. Domani a “Chi l’ha Visto?” il caso Mariangela Mancini

Le agevolazioni operative previste dalla normativa per i droni che non superano i 300g di peso riconosciuti ENAC sono molto apprezzate da chi fa drone journalism. Le immagini aeree stabilizzate elettronicamente del DXDrone X300B domani a “ Chi l’ha Visto?

drone chi l'ha visto

Droni da 300grammi sempre più protagonisti del drone journalism,  anche televisivo e d’inchiesta. Domani a “Chi l’ha Visto?” celebre trasmissione di RAI3  verrà trasmessa la vicenda del caso di Mariangela Mancini, la donna scomparsa da Borgorose (Rieti) il 12 maggio scorso e ritrovata morta il giorno dopo in un bosco nella frazione di Spedino.

Durante il servizio verrà trasmessa la ricostruzione con le immagini aeree riprese da un mini drone da 300g in regola con le normative ENAC. Si tratta di un esemplare del DXDrone X300B condotto da Marco Monti ( IMAGO-LE riconoscimento Enac 6573 ) Videomaker del programma che utilizza questo mini aeromobile a pilotaggio remoto soprattutto per  ricostruire le storie e per meglio raccontare attraverso le immagini dall’alto le vicende che vengono trattate nella trasmissione

I vantaggi nell’utilizzare un mini drone da 300grammi sono evidenti data la possibilità di impiego in tutti gli scenari operativi e le facilitazioni previste per il pilota che non deve ottenere attestati e neppure sottoporsi alla visita medica aeronautica.

Se riconosciuto ENAC, infatti, un mezzo come l’ X300B trasforma le operazioni critiche in non critiche e può volare anche in città  senza problemi anche sorvolando persone purchè non siano assembrate e vengano rispettate le regole di circolazione aeronautiche.

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Nuova Xiaomi Yi 4K Action Camera, ecco come funziona la stabilizzazione elettronica delle immagini ( Video )

La stabilizzazione elettronica delle immagini in grado di pensionare i gimbal sui droni sarà una delle partite che si giocheranno nei prossimi mesi. La Xiaomi ha impiegato il nuovo Ambarella A9SE sulla Yi 4K Action Camera dotandola della capacità di stabilizzazione elettronica EIS

stabilizzazione elettronica immagine xiaomi

In attesa di vedere il drone XIAOMI che sarà presentato domani, arriva un video di confronto tra la nuovissima  Xiaomi Action Cam Yi 4K e la GoPro Hero 4 Black. In particolare viene mostrata la resa della stabilizzazione elettronica delle immagini

La nuova Xiaomi Yi 4K è basata su un sensore Sony IMX377 da 12 megapixel con un obiettivo da 160° di FOV in grado di registrare video a 4K a30fps, spingendosi fino a 120fps a 1080p e a 240fps a 720p. Dispone sul retro di un display LCD touch screen e della connessione WI-FI a 2.4 e  5.8 Ghz. Viene venduta in pre-order a circa 230€ su diversi store cinesi come ad esempio Banggood

EIS Xiaomi

La verà novità della Xiaomi Yi 4K che la pone in diretta concorrenza con la GoPro Hero 4 Black Edition è il fatto che è basata sul processore di immagine Ambarella A9SE75. Si tratta di una versione aggiornata dell’ ormai vecchio A9 presente all’interno della GoPro 4. L’ A9SE75 è l’entry level di quelli che la Ambarella chiama Flying Camera SoC espressamente pensati per essere il cuore delle cam destinate ai droni. Tutti sono caratterizzati dalla capacità di stabilizzare elettronicamente le immagini. ( leggi anche: GoPro Hero 5 e la stabilizzazione elettronica della immagini )

EIS Xiaomi 2

Nel video seguente è possibile vedere come funziona la stabilizzazione delle immagini sulla Xiaomi Yi 4K tramite un confronto con la GoPro Hero 4 Black che notoriamente non ha sistemi di stabilizzazione. La Xiaomi sfrutta i segnali di una imu interna a 6 assi per stabilizzare il video.

A causa dell’obiettivo, che non è grandangolare spinto come quello montato sul Bebop Parrot, la stabilizzazione della Xiaomi non smorza completamente tutti i movimenti ma soltanto quelli ad ampiezza ridotta. Tuttavia il risultato a noi sembra buono, in attesa di vedere cosa farà la GoPro con la Hero 5 che dovrebbe uscire dopo l’estate ma soprattutto con il drone Karma previsto per fine anno

VIDEO CONFRONTO TRA XIAOMI Yi 4K e GoPro Hero 4 Black

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23 maggio 2016

La PARROT si prepara all’ FPV Drone Racing e annuncia nuovi droni per la seconda metà dell’anno

Gli investimenti fatti per riorganizzare il gruppo mettendo i droni al centro del core business hanno intaccato i ricavi conseguiti dalla Parrot nel primo trimestre del 2016. Annunciati nuovi droni per la seconda metà dell’anno e l’acquisizione del 20% della Nano Racing SAS

Parrot Fpv drone racing

In occasione della pubblicazione dei risultati del primo trimestre del 2016 la Parrot ha annunciato alcune novità. Partiamo dai risultati economici conseguiti. I ricavi dei primi tre mesi dell’anno non sono stati entusiasmanti, cifre molto inferiori rispetto a quelle dei trimestri del 2015 principalmente a causa degli investimenti fatti  per riorganizzare profondamente la società francese ponendo i droni consumer e professionali al centro del proprio core business

parrot risultati primo trimestre 2016

“ Naturalmente, questi risultati non riflettono la nostre ambizioni di crescita per il 2016. Tuttavia, essi sono spiegati dall’implementazione della nuova organizzazione commerciale e dalle azioni intraprese per la profonda ristrutturazione del gruppo. Ciò ha comportato una ottimizzazione delle nostre metodologie e un’ampia campagna di reclutamento personale in Francia e all’estero per supportare la nostra capacità di innovare e di sviluppare. Questa fase è essenziale per affermarci in una posizione da leader nel mercato dei droni civili “ ha detto Henry Seydoux CEO e fondatore Parrot annunciando anche nuovi droni per la seconda metà del 2016

Inoltre, la Parrot ha reso noto di aver acquistato il 20% della società francese NANO RACING SAS lasciando intendere un prossimo ingresso nel mondo dell’ FPV Drone Racing.

mini drone brushed fpv drone racing

La NANO RACING in occasione del World Drone Prix di DUBAI aveva portato il BEBOP R1 ( nella prima foto in alto ) in dotazione ad un pilota francese. In realtà l’ R1 non aveva nulla del Bebop2 a parte l’aspetto esterno, tuttavia la Nano Racing nel corso degli ultimi mesi ha sviluppato dei mini racers basati sui mini droni con motori brushed già commercializzati dalla Parrot

In virtù di queste novità, è molto probabile che a breve sui circuiti di volo di tutto il mondo vi potranno essere mini racers made in Parrot per l’ FPV Drone Racing realizzati in collaborazione con la Nano Racing.

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Anche Overfly.me tra gli operatori riconosciuti ENAC con un drone sotto i 300 grammi

I droni da 300 grammi rappresentano strumenti di lavoro necessari, ma non sufficienti per un mercato fortemente competitivo come sembra profilarsi quello del lavoro aereo a mezzo droni. Afferma Raffaello Schiavon, che ha appena ottenuto il riconoscimento in questa particolare categoria di APR

over_300 grammi

Il business dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto di peso non superiore ai 300 grammi sembrerebbe, oggi, essere accostato meno frequentemente alla parola "crisi" rispetto a quello dei fratelli maggiori, cioè dei droni di peso compreso tra i 300gr ed i 25 kg di peso.

Non considerando i mezzi "sotto i due Kg" con intrinseche caratteristiche di inoffensività (si attendono da ENAC specifiche indicazioni a riguardo..), chi voglia oggi "buttarsi" nel mondo del lavoro aereo svolto a mezzo di sistemi APR vede negli "under 300" un'opportunità concreta, semplificata in termini procedurali, ed economicamente avvicinabile.

Ma cosa si può effettivamente fare con questi mezzi?

Oggi si parla di video in full HD, di foto in alta risoluzione e, in specializzazioni più di nicchia, di performance utili per attività aerofotogrammetriche. 

Ci domandiamo... gli operatori professionali con flotte già attive, composte da uno o più mezzi "pesanti", vireranno commercialmente in favore di questi leggeri mezzi inoffensivi, che trasformano "operazioni critiche" in "operazioni non critiche"? 

Vista la velocità con cui  l'evoluzione tecnologica miniaturizza gli apparati, dobbiamo aspettarci un mercato del lavoro aereo monopolizzato dalla categoria 300gr?

A medio termine, il lavoro aereo a mezzo SAPR sarà dominato da questi piccoli droni?

raffaello schiavon

Ne parliamo con Raffaello Schiavon di Overfly.me, operatore SAPR che ha recentemente ottenuto riconoscimento ENAC per l'OVF299, un quadrirotore "under 300" progettato per missioni in scenari tali da inquadrare le operatività aeree come "critiche", nella logica e nel rispetto del regolamento ENAC in vigore.

"Non credo che i mezzi sotto i 300 grammi rappresenteranno lo strumento di lavoro principale per i professionisti del mondo SAPR, cioè coloro che fanno del proprio core business l'esercizio del volo per attività specializzate."

Così esordisce il manager padovano, che con la sua startup innovativa opera direttamente impiegando attualmente 3 mezzi, in un progetto di sviluppo che vedrà l'azienda arricchire il proprio "piccolo hangar" con un quarto mezzo, un'ala fissa inoffensivo, entro il 2016.

"Esistono limiti fisici che questi droni non potranno superare nel breve. Le fotocamere, ad esempio. La maggior parte dei mezzi sotto i 300 grammi monta sensori di misura ridottissima, parametro per certi versi più rilevante della densità di pixels. Per intenderci.. il più evoluto dei telefonini scatta foto eccezionali.. ma i fotografi professionisti impugnano fotocamere che pesano oltre 1kg per lavorare. Un motivo ci sarà..

Tuttavia, credo che i mezzi sotto i 300 grammi,  impiegati negli scenari per cui sono stati progettati e con le giuste aspettative,saranno mezzi quasi indispensabili per gli operatori SAPR professionali. Strumenti di lavoro necessari, ma non sufficienti per un mercato fortemente competitivo come sembra profilarsi quello del lavoro aereo a mezzo droni.”

Non sono state fornite immagini o informazioni sul mezzo da 300 grammi di Overfly.me, l'OVF299, che quindi non sembrerebbe essere destinato ad una futura commercializzazione.

Maggiori info disponibili nel sito www.overfly.me.

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21 maggio 2016

Un giro al Roma Drone Expo&Show 2016, ecco cosa c’era ( Video )

Una settimana fa in queste ore si stava svolgendo il Roma Drone Expo&Show 2016, lo storico appuntamento italiano dedicato ai droni ad uso professionale. Abbiamo fatto un giro nei panni di un visitatore con la telecamera in mano, ecco cosa ha visto

un giro al roma drone expo&show 2016 3

Questa edizione del Roma Drone Expo&Show è stata caratterizzata dal maltempo e da un netto ridimensionamento degli espositori presenti rispetto alle precedenti edizioni. Sono mancati alcuni grandi nomi ma soprattutto tante piccole e medie aziende che nel 2014 e nel 2015 presentavano soluzioni su payload, nuovi mezzi e accessori correlati.

Quest’anno alcuni espositori che proponevano prodotti in linea con le ultime tendenze del mercato professionale hanno ottenuto un buon riscontro dalla partecipazione alla fiera romana intercettando molti dei visitatori presenti nei pochi momenti di condizioni meteo accettabili, mentre altre realtà non si sono dichiarate soddisfatte al termine della kermesse di  tre giorni per diverse motivazioni. Praticamente assenti i brand stranieri ad eccezione della DJI, per la prima volta presente in via ufficiale ad un evento Roma Drone tramite DJI Europe

il pubblico ha potuto assistere a dimostrazioni in volo  con mezzi di Italdron e FlyTop sia ad ala fissa che multirotore, compresi i droni con le insegne della Polizia di Stato e quello dell’ Esercito Italiano. Notevole anche il primo volo outdoor svolto legalmente in FPV di un mini racer.

un giro al roma drone expo&show 2016 _2

Numerose e di ottimo livello le conferenze. Dopo l’incontro dell’inaugurazione in cui ci si chiedeva dove sta andando l’ Italia dei droni con anche la divulgazione di una lettera aperta alle istituzioni, un buon riscontro sia a livello di qualità dei contenuti che di interesse lo hanno ricevuto le conferenze organizzate durante i tre giorni, come la nostra conferenza sui droni da 300grammi,  quella della Laser Navigation su flotte di droni e volo automatico, i sistemi aerostatici unmaned dell’associazione dirigibili Archimede, Droni e fattore umano per volare in sicurezza del gen. Landi di Volare Sicuri, la DJI New Pilot Experience che ha visto la partecipazione della DJI Europe,  la conferenza sull’ FPV Drone Racing e le altre in programma

VIDEO: UN GIRO AL ROMA DRONE EXPO&SHOW 2016

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20 maggio 2016

Inizia dall'Appia Antica, Regina Viarum, il Forum TECHNOLOGY for ALL 2016

Il Forum TECHNOLOGY for ALL è il primo evento che dedica ampio spazio alle tecnologie consolidate per la documentazione dei processi di conoscenza, misura, memorizzazione digitale e monitoraggio per la corretta gestione del Patrimonio Culturale, del Territorio e delle Città in cui si parlerà anche dei droni come strumenti per rilievi e monitoraggi

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La terza edizione del Forum TECHNOLOGY for ALL si svolgerà a Roma dal 4 al 6 ottobre 2016. Una maratona tecnologica di tre giorni, suddivisa in una prima parte sul campo per vedere all’opera strumenti e tecnologie, e una seconda parte dedicata alla presentazione critica dei risultati ottenuti e al confronto tra esperti, enti, aziende ed utenti. A questi momenti si alterneranno incontri dedicati alla formazione ed approfondimenti tecnici su temi importanti per lo sviluppo di tecnologie e progetti.

L'evento inizierà il 4 ottobre con una giornata in campo presso l'Appia Antica al centro di Roma. Grazie alla disponibilità della Sovrintendenza Capitolina e alla collaborazione con l'associazione nazionale Italia Nostra, da sempre impegnata nella salvaguardia del patrimonio storico-paesaggistico della via Appia Antica, gli utenti del Forum TECHNOLOGY for ALL 2016 potranno vedere all'opera le tecnologie più innovative per il territorio e i Beni Culturali in uno dei contesti più prestigiosi e unici del mondo antico il Complesso residenziale dell’imperatore Massenzio. Le attività operative proseguiranno lungo l’asse dell’antica strada consolare e le aree limitrofe urbanizzate.

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Seguiranno due giornate di Conferenza presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma durante le quali Amministrazioni, Enti, Aziende ed utenti finali, dibatteranno con gli esperti delle tecnologie l'applicabilità e la sostenibilità delle soluzioni proposte nella complessità dello scenario della realtà italiana: un patrimonio imponente da tutelare e valorizzare che insiste su un territorio fragile, conciliando la necessità della progettazione di nuovi e più efficaci servizi ai cittadini delle moderne smart city.

Durante il Forum TECHNOLOGY for ALL si affronteranno i temi della difesa del Territorio e del Patrimonio Culturale da rischi naturali, da attività antropiche e attacchi terroristici, un pericolo quest'ultimo purtroppo di grande attualità e di cui saranno raccontate le esperienze nel travagliato scenario medio-orientale di esperti italiani ed internazionali. Testimonianze dirette illustreranno alcuni dei temi più caldi.

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Si parlerà inoltre di tecnologie innovative per la conservazione e la digitalizzazione di archivi e biblioteche, dell'uso di big data per il turismo, dell'Internet of Things, droni, laser scanner e georadar per il rilievo e il monitoraggio e di sistemi di posizionamento per una georeferenziazione di alto livello.

Verrà dato inoltre ampio spazio ai temi della sicurezza urbana e del patrimonio nelle smart city.

La precedente edizione del Forum TECHNOLOGY for ALL ha visto la partecipazione di 1500 iscritti e 70 relatori. Il workshop in campo si è tenuto presso i Mercati di Traiano ai Fori Imperiali, dove sono stati effettuati, per scopi di conservazione e studio, rilievi e monitoraggi a piccola e grande scala di reperti archeologici e del Grande Emiciclo dei Mercati.

Ulteriori informazioni su www.technologyforall.it

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I Droni “atterrano” al Rotary Club

Al Rotary Club,  nato nel 1905 e definito come gruppo di amici appartenenti a diverse professioni e chiamati ad impegnarsi a favore del prossimo, non potevano mancare i droni  sempre più strumenti ad uso professionale ma anche ad uso umanitaro. 

drone rotary club

Dopo l’iniziativa DroRotary, un progetto ideato dal Rotary Club Caserta Terra di Lavoro che consiste nella realizzazione di un drone salvavita per il trasporto di dispositivi medico-sanitari nei luoghi di difficile accesso per i mezzi tradizionali, martedi scorso al Rotary Club di Brescia sud-ovest Maclodio stato organizzato un incontro formativo per presentare il mondo dei droni e per illustrare le applicazioni del presente e quelle che potranno essere svolte in futuro.

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All’incontro del Rotary Club di  Brescia sud-ovest Maclodio era presente come Relatore, il Dott. Andrea Mochi responsabile e Pilota della DR.ONE Aerial Service ( Spaziodrone.it ) azienda bresciana riconosciuta ENAC sui mezzi aerei a pilotaggio remoto.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di risolvere dubbi e curiosità, creando una serata a metà tra il tecnico ed il divulgativo,  descrivendo alcuni lavori effettuati, esponendo le potenziali applicazioni dei droni civili odierni con video esemplificativi su  aerofotogrammetria, ispezioni aeree dettagliate con zoom, 3d mapping e promozione aziendale indoor/outdoor.

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Si è parlato anche di aspetti legati alla sicurezza (safety), del regolamento Enac in vigore, degli spazi aerei relativi alla provincia di Brescia e dintorni. Si è proseguito sintetizzando le differenze tra droni utilizzati a scopo ludico (aeromodelli) e droni utilizzati a scopo professionale (aeromobili), descrivendone le peculiarità e le cause che ne variano la natura.  in conclusione si è parlato del futuro prossimo ed Eurocae, in merito alle potenzialità dei voli urbani, secondo quanto previsto dal Regolamento Enac.

In aula erano presenti un drone ad ala fissa, un multirotore quadricottero ed un esacottero con Ground Control Station. Sono stati descritti i pro e contro dell’utilizzo dei droni in parallelo agli aeromobili tradizionali e gli scenari futuri di interconnessione tra i due mondi, fino ad oggi lontani.

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Droni in Parlamento: in arrivo la proposta di legge dell’ on. Paolo Romano M5S

La politica si è decisamente accorta che i droni esistono. Dopo il DDL  Catanoso, appena assegnato alla Camera di cui abbiamo parlato ieri, anche il Movimento 5 Stelle ha preparato una proposta di legge per regolamentare questi mezzi. Ecco cosa prevede

droni parlamento

È su LEX all’interno di Rousseau, il sistema operativo del Movimento 5 Stelle,  la proposta di legge “Disposizioni in materia di impiego di Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto”  preparata dall’ on. Paolo Romano nata per rispondere alle numerose sollecitazioni che gli sono pervenute dal mondo dei cosiddetti droni. In particolare, dalle tantissime piccole e medie imprese del settore dei droni civili che per colpa di una eccessiva burocrazia e di un quadro sanzionatorio assurdo sono costretti ad operare al minimo delle loro potenzialità oppure ad agire nel totale abusivismo. La proposta rimarrà in discussione per 60gg sul portale per ricevere commenti, critiche e integrazioni.

Identificazione certa del mezzo tramite una targhetta e/o segnale radio, un sistema di geofencing obbligatorio, bande di frequenze dedicate, confermata la formazione per i piloti, predisposizione da parte di ENAC di una cartografia gratuita per informare sugli spazi aerei in cui si può volare e dove non si può, rimodulazione delle sanzioni che ora sono spropositate. Sono questi i punti principali della proposta di legge, ancora in bozza, del Movimento 5 Stelle

VIDEO: L’ On. PAOLO ROMANO SPIEGA LA SUA PROPOSTA DI LEGGE SUI DRONI

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