28 giugno 2016

Tecnologia DJI nel Flyability Elios, il drone immune alle collisioni

flyability elios drone

La capacità dei droni multirotori di decollare ed atterrare verticalmente ( VTOL ) li rende adatti a  svolgere miriadi di applicazioni tra cui quelle delle video ispezioni e le esplorazioni di strutture e manufatti.

La società svizzera Flyability ha portato all’estremo questo concetto creando Elios, un drone quadricottero inglobato in una particolare sfera rotante che gli dona l’immunità dai contatti contro pareti, pavimenti, soffitti e qualsiasi altro ostacolo, rendendolo pressoché innocuo perfino per le persone eventualmente colpite.

Grazie alla facoltà di aggirare gli ostacoli volando e alla protezione dagli urti, Elios è l’ideale per accedere in luoghi dove altre tipologie di mezzi non riescono ad operare. Dispone di una telecamera girostabilizzata, pesa 700 grammi ed ha un’autonomia di volo di 10 minuti.

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Uno degli aspetti critici nel funzionamento di Elios è l’efficacia del segnale radio di controllo e del ritorno video, visti gli ambienti difficili in cui spesso si trova ad operare come interni di grandi tubazioni, caldaie di centrali termiche etc.

Ed è su questa problematica che è intervenuta la DJI collaborando con Flyability per integrare nell’ Elios il Lightbridge 2, il famoso trasmettitore che equipaggia anche il Phantom 4 ( in versione semplificata ) e che invia dati e video in un unico segnale digitale.

VIDEO: IL DRONE FLYABILITY ELIOS IN AZIONE

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27 giugno 2016

Da Venerdi obbligatoria la registrazione dei Droni. Sarà ENAV a gestirla

Tra pochi giorni sarà attivo il portale ENAV per la registrazione dei droni professionali tramite QR Code che poi sarà sostituto da un chip elettronico nella seconda metà dell’anno. Probabile obbligo di registrazione anche per i droni ad uso amatoriale a partire dal 2017

targhetta elettronica droni

Sarà l’ ENAV ( Ente Nazionale per l’ Assistenza al Volo ) a gestire la registrazione dei droni, un obbligo che per i mezzi ad uso professionale scatterà a partire dal 1° Luglio. L’ ENAV, nell’ottica di gestire in prima persona anche il controllo dello spazio aereo occupato dai droni, tra pochi giorni renderà disponibile il portale per la registrazione.

In questa prima fase la registrazione avverrà iscrivendosi online e ottenendo un QR Code da applicare sul drone come avevamo anticipato. ( leggi anche: La targhetta di identificazione dei droni professionali sarà un semplice codice a barre. Obbligatoria dal 1° Luglio )

Nella seconda metà dell’anno sarà avviata la sperimentazione per sostituire il QR Code con un chip elettronico che permetterà un’ identificazione più efficace e una migliore gestione del traffico aereo sotto i 150 metri di altezza gettando le basi per consentire le operazioni in BLOS, ovvero quelle operazioni condotte fuori dalla linea di vista del pilota.

Dal 1 luglio con l’attivazione del portale e per alcuni mesi, probabilmente fino alla fine dell’anno, la registrazione di un drone ad uso professionale sarà gratuita per poi diventare a pagamento.

Dal 2017 è molto probabile che anche i droni ad uso ricreativo, da divertimento, saranno obbligati alla registrazione. Sono le risultanze scaturite dall’incontro avvenuto oggi tra ENAC, ENAV e le  Associazioni di categoria sui mezzi aerei a pilotaggio remoto

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Droni: terminato l’incontro tra ENAC, ENAV e le Associazioni. Ecco cosa si sono detti

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Si è svolto oggi a Roma presso la sede dell’ ENAC l’incontro tra l’ Ente Nazionale di Aviazione Civile, ENAV e le associazioni di categoria sui mezzi aerei a pilotaggio remoto. Pubblichiamo di seguito il resoconto di quanto si è discusso gentilmente fornitoci da ASSORPAS, l’associazione italiana per i Light Rpas

Presso la Sala del Consiglio della sede ENAC di via Castro Pretorio a Roma, si è svolto stamattina un incontro tra rappresentanti di ENAC, ENAV e delle Associazioni di categoria del comparto APR.Per ENAC erano presenti gli Ingegneri Cardi,  Santaniello, Durso e Lorenzini. ENAV era rappresentata dall’Ing. Baldoni (Responsabile ENAV della funzione coinvolta nella definizione del portale per i droni).

Per le associazioni sono invece intervenuti P. Marras e C. Intotaro (ASSORPAS), C. Canella (AIDRONI), R. Navoni e A. Marcone (FIAPR). Era inoltre presente  il Dott. Carini della Polizia di Stato.

L’incontro, convocato dall’Ing. Cardi verteva sul seguente Ordine del Giorno:

  • ENAV, attività di registrazione ed identificazione degli APR
  • operare in BVLOS ed altro.

Le comunicazioni di ENAC

La riunione è stata aperta dall’intervento dell’Ing. Cardi che, nella sua veste di Special Advisor della Presidenza ENAC, sta seguendo vari progetti tra cui il cosiddetto Progetto Droni. Si tratta di un progetto centrato sulla ricerca di un corretto equilibrio delle norme che regolano il comparto APR che fa particolare attenzione a tre componenti essenziali:

  • Gestione dello Spazio aereo,
  • Rapporto con le forze di polizia (enforcement),
  • Sviluppo capacità di sistema per sperimentazione e R&D APR e servizi connessi (si pensi all’infrastruttura di Grottaglie).

Cardi dopo aver chiarito che i primi due argomenti (spazio aereo ed enforcement) sono di fatto riconducibili al primo punto dell’OdG è quindi passato ad una sintetica disamina dei limiti imposti dalle regole vigenti alle operazioni commerciali. Sotto questo profilo il tema più caldo è il passaggio dall’attuale regime di VLOS a quello di BLOS, che rappresenta uno degli snodi più critici per lo sviluppo del comparto. A questo scopo andranno definiti i requisiti dei SAPR da impiegare in BLOS, quelli delle operazioni, gli eventuali fattori abilitanti e i CONOPS per lo spazio aereo. Su tutti questi aspetti ENAC ha chiesto alle Associazioni l’apertura di un dialogo “fattivo” di natura sia tecnica che operativa.

Va notato che il passaggio al BLOS sarà comunque subordinato all’attivazione del sistema di identificazione degli APR tramite chip.
L’Ing. Cardi ha rilevato che le regole dell’aria vigenti consentono agli APR di operare sotto i 500 piedi (Very Low Level Operations) e cioè in un contesto in cui, teoricamente, non ci dovrebbero essere interferenze con altri mezzi. Tuttavia la presenza di numerose eccezioni (polizia, emergenze, ecc.) genera traffico aereo anche in questo intervallo di quote.

Si pone quindi il problema del controllo di questa porzione dello spazio aereo (e della natura dei servizi di controllo), tema che la stessa EASA ha appena iniziato ad affrontare interrogandosi sulla possibilità di un controllo comune, gestito da un interlocutore unico (come già si sta facendo in Polonia). La gestione del traffico aereo sotto i 500 piedi è uno dei fattori abilitanti per operare in BLOS e su questo punto ENAC sta lavorando ad un accordo quadro con ENAV.

Il primo dei requisiti individuati è la possibilità di identificare l’APR in volo e garantire le condizioni di safety minime ad una corretta gestione delle interazioni tra aeromobili. Lo stesso requisito risponde anche alle esigenze di enforcement (security) e a quanto richiamato nella dichiarazione di Riga.

La call dell’anno scorso sulle tecnologie da impiegare a questo scopo ha prodotto interessanti risultati e ha aiutato l’Ente a fare delle scelte ma, in termini di gestione, il rapporto con ENAV appare imprescindibile.

In risposta alle richieste di ENAC, ENAV ha quindi sviluppato un portale per gestire le attività di registrazione e identificazione degli APR. Limitatamente alle sole attività di registrazione, il portale sarà aperto al pubblico il primo luglio.

Le domande delle Associazioni e il successivo dibattito

A conclusione della presentazione dell’Ing. Cardi, si è passati alle domande delle Associazioni.

FIAPR ha chiesto se le registrazioni saranno limitate ai soli SAPR o se saranno estese a tutti i MAPR. La risposta di ENAC parte dalla grande preoccupazione espressa dalle Forze dell’Ordine in tavoli tecnici di altissimo livello, accompagnata dalla richiesta di registrare tutti gli operatori (professionali e non). È possibile che un provvedimento in questa direzione sia emesso già ad inizio 2017. Resta inoltre aperto il tema degli operatori privati che agiscono per conto di Enti dello Stato, argomento finora affrontato in alcuni tavoli tecnici, ma senza giungere ad una soluzione definita.

ASSORPAS ha sollecitato un riscontro sulle date di entrata in vigore dell’obbligo di registrazione. ENAC ha risposto che sebbene il portale sarà in funzione già tra pochi giorni, in un periodo iniziale è prevista una certa “flessibilità” da parte dell’Ente e delle FF.OO. Viene inoltre reso noto che per i primi mesi (presumibilmente fino a tutto il 2016) le registrazioni saranno gratuite. Successivamente i costi ricalcheranno quelli delle attuali tariffe ENAC. Le associazioni invitano pertanto tutti i propri associati ad adempiere nel giro di qualche settimana alla pratica di registrazione dei propri APR.

Si è quindi aperto il dibattito sul BLOS. FIAPR ha chiesto che siano messe a disposizione delle aziende delle aree per la sperimentazione. ENAC dal canto suo ha sollecitato un riscontro su EUROCAE, osservando che  ad oggi nessuno è EUROCAE compliant. ASSORPAS ha ribattuto che nessuna azienda farà investimenti in questa direzione visto che nel futuro si convergerà su regole europee che potrebbero non richiedere la soddisfazione degli standard EUROCAE. In risposta a questa osservazione ENAC ha manifestato l’intenzione di interrogare EASA sul concetto di “safety features” per gli scenari critici. Scontata, ma doverosa la replica finale di ASSORPAS sul più classico degli scenari critici - le aree urbane - territorio di conquista degli abusivi.

L’intervento di ENAV

La parte finale della riunione è stata prevalentemente occupata dall’intervento dell’Ing. Baldoni che ha illustrato le caratteristiche del portale ENAV. Baldoni ha prima di tutto messo in evidenza il grande interesse di ENAV nel gestire in prima persona il controllo dello spazio aereo occupato dagli APR.

Sotto il profilo operativo, ENAV si concentrerà prima di tutto del processo di registrazione. Per tutti i mezzi registrati nel portale sarà rilasciato un QR code che dovrà essere applicato sull’aeromobile. Successivamente (con ogni probabilità da settembre prossimo) sarà avviata una sperimentazione con chip di identificazione che ENAV ritiene la vera risposta alle esigenze del Regolamento MAPR.

Gli operatori interessati potranno candidarsi a partecipare alla sperimentazione. È stato quindi illustrato in linee generali il portale battezzato D-Flight - Enabling Autonomous flight che, oltre a consentire la registrazione dei mezzi per attività commerciali, fornirà anche una serie di informazioni per chi usa MAPR a fini ricreativi. Il portale presenterà in maniera chiara il flusso del processo di registrazione che si articolerà attraverso i seguenti passaggi:

  • Iscriviti (iscrizione al portale e creazione di un profilo D-Flight),
  • Associa (associazione del proprio profilo ad un operatore riconosciuto da ENAC),
  • Verifica (verifica delle informazioni inserite),
  • Registra (registrazione dei mezzi),
  • Marca (ottenimento dei QR code con cui contrassegnare i mezzi).

Baldoni ha concluso informando i presenti che si sta anche lavorando alla pubblicazione sul portale di eventuali restrizioni al volo (a carattere temporaneo e non).

A conclusione della riunione, ASSORPAS ha posto all’attenzione dell’ENAC la prossima scadenza prevista nell’Art.37 Comma 2 del Reg.V2 Em.1 nel quale è prevista la decandenza al 1 Luglio 2016 delle autorizzazioni per l’impiego di SAPR rilasciate dall’ENAC agli operatori e le dichiarazioni rese in base all’Edizione 1 del Regolamento, chiedendone un allineamento ufficiale con le altre scadenze previste.

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Con l’ app Drone Watcher scopri i droni che volano intorno a te

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Scoprire se ci sono droni che volano vicino alla propria casa o a qualunque luogo in cui ci si trovi utilizzando uno smartphone o un tablet. E’ quanto promette Drone Watcher, un’app gratuita per dispositivi Android sviluppata dalla DeTect, azienda specializzata in sistemi di drone detection e di difesa con quartier generale in Florida.

L’ App Drone Watcher promette di rilevare il 95% dei droni consumer e prosumer in commercio che volano nel raggio di qualche centinaio di metri di distanza  indicando il tipo di drone rilevato, il suo ID e memorizzando la posizione gps.

DroneWatcher funziona come promette? L’abbiamo provata e abbiamo scoperto che Drone Watcher individua soltanto quei droni che utilizzano una connessione wi-fi come segnale di comando / controllo / ritorno video. Nelle nostre prove, l’app ha rilevato correttamente un Bebop della Parrot ma non è riuscita a rilevare un Detect X380 acceso a pochi metri di distanza, probabilmente perchè il radiocomando dell’ X380 non è wi-fi ma di tipo r/c standard in FHSS sebbene funzionante a 2.4 Ghz

Drone Watcher riesce a rilevare anche il DJI Phantom 2 Vision e Vision + e il Phantom 3 Standard ma non rileva il Phantom 3 Pro e Adv e neppure il Phantom 4 perchè utilizzano un protocollo di comunicazione proprietario, non wi-fi.

La DeTect afferma che per soluzioni di rilevamento più complete e necessario utilizzare dispositivi come il DroneWatcherRF e il radar Harrier DSR.

Drone Watcher si può scaricare gratuitamente su google play e necessita di Android 4.4 o versioni successive. Noi l’abbiamo trovata ancora piuttosto acerba e soggetta a crash saltuari.

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23 giugno 2016

Euforia in USA per il nuovo regolamento sui Droni. KESPRY riceve 16M$ di finanziamento

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Il regolamento che disciplina in America il lavoro aereo con i droni di peso inferiore ai 25 kg pubblicato l’altro ieri dalla FAA  entrerà in vigore tra circa due mesi ma già arrivano le dimostrazioni che se si consente il lavoro aereo dove serve senza troppa burocrazia e paletti arriva anche lo sviluppo economico.

KESPRY è un’ azienda americana che ha sviluppato un drone con avanzate funzionalità per i rilevamenti aerei fortemente integrate che permettono di ottenere in tempi ridotti modelli digitali in 3D,  elaborazioni per calcolare aree e volumi di materiali stoccati, lo stato di un sito e molto altro.

Quasi in contemporanea all’annuncio della FAA sul nuovo regolamento, Kespry ha ricevuto 16 milioni di dollari di finanziamento da due venture capitalist che credono nel business del rilevamento a mezzo droni.

Il regolamento FAA in effetti consente di svolgere lavoro aereo anche nelle città dando fiducia e responsabilizzando operatore e pilota al fine di mantenere le operazioni a basso rischio  ( leggi anche: La FAA emana le regole per il lavoro aereo con i droni )

In sostanza, è quasi come se in Italia l’ ENAC consentisse le operazioni critiche in città ex scenari misti ( quelle che non prevedono la presenza di persone estranee alle operazioni ) agli operatori riconosciuti per le operazioni non critiche.

E proprio ampliare le possibilità operative agli operatori non critici, responsabilizzandoli, dovrebbe essere uno degli argomenti da richiedere a gran voce ad ENAC al fine di snellire le procedure ed agevolare il settore italiano dei piccoli mezzi aerei a pilotaggio remoto anche in considerazione del fatto che ad oggi non si sono verificati incidenti mortali causati da nessun esemplare delle centinaia di migliaia di piccoli droni che circolano nel mondo, a testimonianza della loro bassa pericolosità a livello di mortalità

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Voyager 4, il nuovo drone Walkera con camera 4K e zoom 16x

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La Walkera ha annunciato il prossimo arrivo del nuovo Voyager, un quadricottero con carrello retrattile che si inspira vagamente all’ DJI Inspire. Questa nuova versione del Voyager, la quarta, è caratterizzata dalla presenza dell’autopilota PX4. La Walkera è una delle aziende che contribuiscono al progetto open source dronecode dedicato allo sviluppo del firmware per i droni, pertanto il Voyager 4 beneficerà di tutte le funzioni di volo avanzate ereditate dal codice APM.

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Sarà possibile scegliere di portare in volo una delle due telecamere stabilizzate su tre assi disponibili: 4K a 30 fps oppure quella a 1080P-60 con zoom ottico 16x che permetterà applicazioni interessanti di sorveglianza e monitoraggio in quanto sul mercato sono ancora rari i droni che imbarcano telecamere zoomabili da remoto

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Altra funzionalità interessante è la trasmissione in streaming live, di quanto viene ripreso, in volo sui social con la possibilità di rilanciare il segnale in wi-fi e/o su reti 4G. Il Voyager sarà abbinato ad un radiocomando DEVO F18 che come fa intuire il nome è a 18 canali. Non meno interessante la possibilità di far volare contemporanemanete 6 Voyager con il rilancio in diretta delle riprese aeree.

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Il Walkera Voyager 4 dovrebbe essere disponibile a partire da luglio ad un prezzo non ancora specificato. Probabilmente sarà collocato ad un prezzo inferiore a quello del DJI Inspire 1, drone a cui tenta di fare concorrenza

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22 giugno 2016

Droni: Skyrobotic al Farnborough International Air Show di Londra dall’11 al 17 luglio

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Skyrobotic, azienda leader nella produzione di droni sotto i 25 chilogrammi interamente Made in Italy, sarà presente anche quest’anno alla più importante manifestazione fieristica internazionale del settore aerospaziale. La società, dopo aver preso parte nel 2015 al Salone di Parigi-Le Bourget, presenterà le principali novità tecnologiche e le potenziali applicazioni della sua piattaforma SF-6 al Farnborough International Air Show (UK), uno dei due appuntamenti espositivi più importanti del settore.

Il team di Skyrobotic sarà presente dall’11 al 17 luglio all’interno dello spazio del Polo Aerospaziale dell’Umbria, costituitosi nel 2008 per iniziativa di Confindustria Umbria, nella Hall 4 stand C120. Nei giorni dell’evento, come accaduto anche in occasione della fiera di Parigi, visite di importanti clienti internazionali e delle autorità civili e militari italiane (lo scorso anno visitarono lo stand, tra gli altri, il ministro della Difesa Pinotti e il presidente di Aiad Crosetto). Skyrobotic, reduce dalla positiva conclusione  dell’aumento di capitale da 250.000 Euro, presenterà direttamente ai maggiori players del settore le proprie competenze industriali.

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La FAA emana le regole per il lavoro aereo con i droni

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Tra circa due mesi in America saranno finalmente in vigore regole precise ed univoche per svolgere lavoro aereo con i droni sotto i 25 kg di peso e il “patentino” per il pilota costerà 150 dollari.  E’ la conseguenza delle regole appena approvate dalla FAA sui piccoli droni civili dopo aver valutato i commenti e le osservazioni di vari stakeholders tra cui associazioni di categoria, associazioni di piloti di linea, produttori di droni come la DJI e player commerciali come Amazon

Il Part 107 Rule, cosi si chiama il regolamento FAA sui droni, prevede che il pilota di un drone che non supera i 25kg di peso per svolgere lavoro aereo debba seguire un corso di addestramento iniziale per ottenere la licenza di pilotaggio  e debba frequentare ogni 24 mesi un corso di aggiornamento al fine di mantenerla valida.

Le operazioni devono essere condotte a vista ( VLOS ) ad un’altezza massima di 120 metri. Il VLOS è anche il fattore che determina la massima distanza orizzontale del volo. Il pilota può essere coadiuvato da un osservatore con l’importante novità che il drone può essere pilotato da una persona senza attestati a patto che vicino ci sia un pilota certificato. Per quanto riguarda la visita medica, non è richiesta quella aeronautica, il pilota deve accertarsi di essere  in condizioni psicofisiche adeguate

A differenza dell’ Italia che discrimina tra operazioni non critiche e critiche, e in questo caso richiede autorizzazioni aggiuntive,  in USA con la stessa licenza le operazioni potranno svolgersi anche in città demandando al pilota la responsabilità di giudicare il rischio delle operazioni e di attuare eventuali mitigazioni.

Il regolamento USA impone il divieto di sorvolo delle persone non direttamente coinvolte ma consente le operazioni se le suddette persone sono ospitate in strutture di protezione o all’interno di veicoli o, nel caso di operazioni in città, anche dentro le abitazioni. Per quanto riguarda lo spazio aereo, i voli si possono effettuare liberamente negli spazi G mentre devono essere concordate con i controllori di volo negli altri spazi. Il drone utilizzato non dovrà essere certificato ma dovrà essere registrato con marche identificative.

Il regolamento completo si può leggere a questo LINK. In conclusione a noi sembra una normativa simile per alcuni aspetti a quella italiana ma che responsabilizza di più l’operatore nell’identificare le criticità delle operazioni consentendogli di svolgere lavoro aereo anche in città con maggior semplicità e meno burocrazia. Sono fattori significativi che fanno la differenza e agevolano lo sviluppo.

Da questo regolamento la FAA ha escluso volutamente le regole per i micro droni fino a 2kg di peso che saranno normati a parte. ( Fino ad allora i < 2kg dovranno seguire questo regolamento ) L’obiettivo è quello di semplificare ulteriormente la normativa per i mezzi più leggeri consentendo il sorvolo delle persone e le operazioni in vicinanza stretta ( leggi anche: ARC FAA: via libera in città ai droni come il Phantom anche in vicinanza stretta di persone )

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21 giugno 2016

Droni per fotogrammetria e telerilevamento. Conclusa la prima giornata del corso di Palermo

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Si è conclusa con un ottimo riscontro la prima giornata del corso dedicato alle prassi operative e ai casi di studio inerenti all’utilizzo dei droni per la fotogrammetria e il telerilevamento ottico in ambito territoriale organizzato da ASSORPAS assieme ad AIT e DICAM ( Università di Palermo ) presso la sede del Consorzio ARCA dell’Università di Palermo

Questa mattina sono intervenuti Antonio D’Argenio e Carlo Intotaro, entrambi di ASSORPAS, per illustrare lo stato dell’arte dei SAPR, il quadro normativo nazionale di riferimento e le procedure operative per ottenere i permessi di volo

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Dopo la pausa caffè, Mauro Lo Brutto dell’ Università di Palermo assieme a Marco Piras del Politecnico di Torino  e a Fabio Menna di FBK Trento hanno affrontato l’argomento della fotogrammetria a mezzo droni. La progettazione e la redazione dei piani di volo, velivoli e sensori.

Questo pomeriggio è stato il telerilevamento effettuato con i droni l’argomento principale, seguito dalla presentazione di alcune soluzioni della MicroGeo, FlyTop e 3DTarget

Domani mattina si affronteranno i casi di studio per applicazioni fotogrammetriche  e per il processamento delle immagini multi e iper-spettrali rilevate dai SAPR. Non mancheranno le considerazioni di appropriatezza tecnica e di convenienza economica nel comparto agronomico dei sistemi che utilizzano i droni

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20 giugno 2016

Seminario sui Droni al Master in Gestione dell’Aviazione Civile di Roma

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Nell’ambito del Master in Gestione dell’Aviazione Civile, organizzato congiuntamente dalla Università di Roma Sapienza e da ENAC, con il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, nei giorni 20 e 21 giugno 2016, interverranno sul tema dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto i seguenti oratori:

Lunedi 20/06/2016 Ore 14,30 – 18,30

  • Ing. Alessandro Cardi Special Advisor ENAC
  • Dott. Luciano Castro Presidente RomaDrone
  • Avv. Donatello Gianni Managing Director U-AVITALIA

Martedi 21/06/2016 Ore 14,30 – 18,30

  • Ing. Enea Guccini Già Direttore Centrale ENAC
  • Ing. Marco Silanos Direzione Regolazione Personale e Operazioni di Volo ENAC
  • Ing. Simone Menicucci Skyrobotic

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Gli incontri si svolgeranno presso l’ISA (Istituto Superiore Antincendi), in Via del Commercio 13, Roma, Palazzina C, Aula 3, 3°piano.

Per contatti e ulteriori info: 

Direttore: Prof. Fausto Gamma
Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale - Via Eudossiana n.18, 00184 Roma  tel. 06 44585 216 - fax 06 44585 555 - e-mail: fausto.gamma@uniroma1.it

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Flyboard Air, dopo i droni un nuovo grattacapo per le authority aeronautiche

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Non sono ancora riuscite a normare decentemente i droni che una nuova tegola sta per abbattersi sulle Authority aeronautiche di tutto il mondo che per decenni  sono state relativamente tranquille nella stabilità dello spazio aereo frequentato dagli aeromobili “standard”.

Oggi, con lo sviluppo della tecnologia e dei sensori inerziali sempre più piccoli e a basso costo che hanno fatto nascere e proliferare i cosiddetti droni, le regole dello spazio aereo sono improvvisamente diventate vecchie e inadeguate alla luce delle continue nuove invenzioni volanti e le normative saranno sempre più sotto pressione.

Stiamo andando verso una nuova era di mobilità aerea personale, una rivoluzione forse paragonabile a quella dell’invenzione del motore a scoppio e dei mezzi motorizzati. E’ così, mentre si sta cercando di normare con tantissime difficoltà le ormai centinaia di migliaia di piccoli droni che volano nei cieli di tutto il mondo, c’è già chi guarda oltre e sperimenta con successo nuove piattaforme aeree.

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Si tratta di Franky Zapata che dopo 4 anni di lavoro ha realizzato Flyboard Air una specie di incrocio tra drone ( usa gli stessi sensori per la determinazione dell’assetto ) e un hoverboard, capace di portare in volo una persona per 10 minuti ad una velocità massima di 150 km/h e ad un altezza massima di 3000 metri.

Non è elettrico, la persona a bordo deve indossare uno zaino che contiene il combustibile ( magari anche un paracadute di emergenza ). Può volare in autonomia o essere controllato con i piedi e/o con un joystick.

Franky Zapata dice che il Flyboard Air è ancora un prototipo e non lo si vedrà in commercio nel 2016. Per ora lo usa lui per fare dimostrazioni spettacolari tra cui recentemente a Montecarlo durante il GP di Formula 1 e nei giorni scorsi a Cavalaire. Nonostante sia ancora un prototipo, il controllo in volo sembra già molto preciso e sicuro. Nei prossimi anni alzando gli occhi al cielo ne vedremo sicuramente delle belle

VIDEO: FLYBOARD AIR A MONTECARLO E A CAVALAIRE

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17 giugno 2016

In edicola il nuovo numero di Droni Magazine all’insegna del “Safety first”

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E’ in edicola da oggi il numero di giugno - luglio di Droni Magazine, la rivista bimestrale su droni e aeromobili a pilotaggio remoto realizzata da Sprea S.p.A. Continua la collaborazione con Quadricottero News che prevede la pubblicazione, in un’apposita sezione del magazine, di una selezione delle notizie più interessanti apparse sul nostro sito.

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Questo numero è all’insegna della sicurezza e a questo proposito riportiamo l’ editoriale a cura della redazione di Droni Magazine

“Sicurezza prima di tutto! Oppure, sicurezza al primo posto! Traducete come volete l’unione dei termini “safety” e “first”, non ci interessa la forma corretta della traduzione in lingua italica (non siamo a scuola d’inglese) bensì l’applicazione del concetto “sicurezza” ogni benedetta volta che il nostro drone si stacca da terra. Anzi, le regole scritte e non scritte che normano il “volare sicuri” devono entrarci per bene in testa ancor prima di far alzare in cielo l’amato multirotore!

Sì, è vero, sappiamo di essere logorroici su questo tema e forse per alcuni persino fastidiosi. Ma sull’argomento sicurezza non molleremo mai di un centimetro! D’altronde, se per guidare l’automobile ci allacciamo la cintura di sicurezza, se per divertirci inmoto ci infiliamo il casco, se per veleggiare in mezzo al mare ci dotiamo di equipaggiamenti e dispositivi specifici per la nostra incolumità e quella altrui... Perché mai non dovremmo rispettare le regole e prendere tutte le precauzioni del caso, se stiamo pilotando una macchina volante?

La legge parla chiaro, e noi sulle pagine di questa rivista abbiamo riportato più volte le norme scritte che regolano la sicurezza in volo attraverso approfondimenti specifici e servizi dedicati. Poi, come in tutti i casi nei quali si pilota un “mezzo”, esistono norme non scritte che regolano il buon senso di ognuno di noi. Nel nostro settore la formazione professionale (per farla breve, il corso per diventare pilota riconosciuto) non offre solo la competenza ma crea anche la giusta coscienza per far volare i nostri Apr sempre nella massima sicurezza, per noi e per tutti quelli che ci stanno vicino.

La cattiva informazione e la vendita dei droni senza controllo in puro “stato brado” hanno fatto passare questi velivoli come giocattoli adatti a tutti. Ma, come sapete bene, non è affatto così. Dobbiamo ripeterlo? Assolutamente sì! Un drone non è e non sarà mai un giocattolo, se colpisce una persona o un bene può fare danni molto gravi e chi pilota deve essere competente. Quindi, noi siamo qui anche per questo, per sostenere continuamente il concetto di sicurezza, attraverso un editoriale come questo ma soprattutto all’interno dei nostri servizi.

E proprio in questo numero torniamo sul tema con un lungo approfondimento nel quale siamo andati fin nel più piccolo dettaglio per spiegare come allestire una vera e propria area operativa per droni, seguendo le regole e mettendo al primo posto la sicurezza.

Esistono norme stabilite da ENAC su come operare sul campo e come farsi riconoscere dai non addetti ai lavori. Per esempio, l’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile obbliga il pilota a utilizzare un gilet di segnalazione mentre sta operando con il drone. Ma come abbiamo detto prima esistono anche altre regole non scritte oppure future leggi che presto entreranno in vigore, perché questo settore avanza alla velocità della luce.

Per questo nel servizio su come allestire un’area operativa siamo andati “oltre”, presentando tante altre attrezzature che si possono utilizzare, non ancora obbligatorie in Italia (per ora), ma che fanno sicuramente parte di quel bagaglio di buon senso che ogni operatore deve sempre portarsi dietro quando è ai comandi della sua macchina volante”.

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16 giugno 2016

Anche FIAPR al Kappa Drone Festival di Torino

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Sabato 25 e domenica 26 Giugno, dalle ore 9.30, i droni “atterrano” a Torino, ospiti della prima edizione del Kappa Drone Festival. La manifestazione organizzata dalla torinese Planner, in sinergia con il Kappa Futur Festival, per due giorni accenderà i riflettori sul mondo dei droni aerei civili e dei loro molteplici campi di applicazione.

L’evento, a INGRESSO GRATUITO, è allestito nel nuovo spazio verde del Parco Dora di Torino, nell’area ex Vitali (C. Svizzera ang. Via Borgaro). Tre le aree a disposizione dei visitatori:

  • Area EXPO: gli stand ospitano produttori, rivenditori, scuole di volo e operatori professionali del settore.
  • Area CONFERENZE: ospita i dibattiti e i workshop di approfondimento. Si parlerà, tra l’altro, della nuova normativa ENAC, delle prospettive commerciali del settore, e delle future gare di Drone Racing FPV (programma completo su www.kappadronefestival.it)
  • Area FLY: un’area volo di 600 mq, interamente protetta, per assistere alle dimostrazioni dei sistemi di volo e alle evoluzioni dei droni da gara. Per i principianti sono previste prove gratuite di pilotaggio, affiancati da istruttori abilitati ENAC.

In ambito professionale l’utilizzo di droni multirotore ha modificato drasticamente i tipi e i tempi di lavorazione in diversi settori, dal mondo agricolo a quello dell’edilizia, dalla fotogrammetria alle riprese aeree, solo per citarne alcuni. Ogni giorno nascono nuovi progetti, creando anche nuove opportunità di lavoro. Il Kappa Drone Festival sarà l’occasione per conoscere i nuovi prodotti del mercato e i servizi più innovativi proposti nei diversi campi di impiego.

In ambito sportivo, le gare di Drone Racing FPV (First Person View, il pilotaggio con visori), sono state riconosciute sport aeronautico e sta prendendo piede in tutto il mondo l’organizzazione di gare davvero emozionanti e adrenaliniche.

Nel pomeriggio del sabato e della domenica il Kappa Drone Festival darà la possibilità di assistere alle evoluzioni di alcuni dei migliori piloti italiani tra cui il torinese Giuseppe Rinaldi, unico pilota italiano presente al World Drone Prix di Dubai.

Sabato 25, dalle ore 19.00, AperiDRONE, il suggestivo aperitivo a bordo pista, con possibilità di sorseggiare un drink assistendo alle evoluzioni all’interno dello spazio volo.

Partner della manifestazione la YUNEEC Electric Aviation, leader mondiale nella produzione di sistemi multi rotore, e fornitrice dello Yuneec Typhoon H, drone messo in palio ad estrazione tra tutti coloro che aderiranno al concorso WIN A DRONE, consegnando la cartolina di partecipazione allo stand Planner.

L’evento è patrocinato dal Comune di Torino e da FIAPR (Federazione Italia Aeromobili a Pilotaggio Remoto) che sarà presente alla manifestazione all’interno del suo programma di informazione e promozione del settore degli APR.

Informazioni e programma dettagliato della due giorni sul sito www.kappadronefestival.it

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Autodesk punta sul 3DR SOLO per i rilevamenti aerei con il drone

autodesk 3dr solo

Dopo averla introdotta alcuni mesi fa, Autodesk prosegue lo sviluppo della Forge Platform annunciando un aggiornamento che introduce nuove funzionalità. L’ Autodesk Forge Platform è una suite software che trasforma il drone della 3DR SOLO in uno strumento versatile e user friendly per una varietà di applicazioni mirate ai rilevamenti fotogrammetrici e alla costruzione di modelli digitali 3D.

Usufruendo della compatibilità tra software Autodesk, si può ad esempio utilizzare Autocad per l’elaborazione della nuvola di punti, trasformare una serie di foto scattate con il drone e geotaggate, in dati 3D, stampare il modello con una printer 3D, generare modelli compatibili alla visualizzazione sul web e molto altro.

Per ulteriori informazioni: Autodesk Announces New Developer Offerings and Investments to Fuel Forge Platform

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15 giugno 2016

Droni, Galileo e Fotovoltaico. Un’azienda italiana all’European Space Solutions 2016

La quarta edizione dell’ European Space Solutions che si è svolta ad inizio giugno in Olanda ha visto la partecipazione di una sola azienda italiana, nell’ambito degli RPAS, che ha presentato il progetto H2020 cofinanziato dalla Comunità Europea riguardante i Droni applicati alle ispezioni dei campi fotovoltaici i quali beneficeranno della prossima attivazione del sistema GNSS Galileo

easypv droni galileo pannelli fotovoltaici

Il mercato degli impianti fotovoltaici, nonostante il periodo di crisi economica in atto nella zona europea, è esponenzialmente cresciuto nell’ultima decade e si appresta a diventare una sorgente primaria di generazione di energia; si registra una potenza installata nell’area europea di circa 200 GW con trend ancora crescente e si stimano circa 400 GW installati nel 2018 (cit. EPIA, “Report on Global Market Outlook for Photovoltaics 2014-2018”).

Articolo a cura di:  A. Mennella e M. Nisi [ Consorzio EasyPV ]

E’ quindi evidente come, soprattutto in questi tempi di attenzione al risparmio energetico, l’aspetto manutentivo stia divenendo di fondamentale importanza poiché un calo di produzione non monitorato (dovuto a moduli difettosi) comporterebbe una perdita sostanziale delle revenue economiche. Ciò è tanto più importante se si considera anche che lo studio delle anomalie sugli impianti è abbastanza recente, anche se giusto follow-on dei primi anni del boom delle installazioni, periodo in cui si sapeva molto meno sui possibili problemi legati al calo della produzione attesa…

Risultato: molte installazioni non stanno mantenendo le promesse su cui sono stati costruiti i business plan: si tratta di discostamenti significativi se si considera che la potential induction degradation può ridurre la potenza di un impianto anche del 30%. L’invecchiamento degli impianti fotovoltaici si manifesta nel malfunzionamento di alcune celle fotovoltaiche su alcuni moduli (non determinabili con ispezioni ad occhio nudo) che, comportandosi da carichi elettrici, inficiano il funzionamento dell’intera stringa di pannelli, degradandone le prestazioni e quindi il rendimento.

Ad oggi la soluzione operativa di riferimento consiste in ispezioni termografiche che tuttavia, richiedendo l’intervento di operatori che manualmente perlustrino l’intero impianto senza indicazioni preliminari, comportano un considerevole impiego di tempo – quindi di costi – e soprattutto non sono esenti da problemi di safety per il personale coinvolto (si pensi a moduli installati su tetti o in aree in genere di difficile accesso).

L’impiego degli RPAS con camera termica contribuisce in modo significativo al miglioramento della velocità di intervento ed esecuzione soprattutto per impianti di grandi dimensioni dove non è sempre semplice individuare con certezza il modulo difettoso senza confonderlo con quello limitrofo per assenza di punti chiari di riferimento. Dalla figura 1 si evince quanto sia praticamente impossibile riconoscere pannelli affetti da hotspot esclusivamente nello spettro del visibile.

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Allo stato dell’arte i pochi manutentori che si affidano alla tecnologia RPAS nello scenario nazionale effettuano queste analisi manualmente effettuando il volo sotto il diretto controllo del pilota-in-comando e di un osservatore dedicato ad ispezionare in tempo reale il video termico acquisito. Al fine di riconoscere correttamente i moduli difettosi sono necessari più voli a quote differenti, aspettando la giusta irradiazione solare ed altre condizioni al contorno soprattutto su grandi impianti; per non parlare poi delle numerose ore di backoffice richieste per analizzare i rilievi ed indicare sulla planimetria dell’impianto i moduli da
sostituire…

Inoltre, in un’ottica di ingegneria di processo ed automazione, le nostre esperienze attuali stanno tuttavia indicando che le prestazioni ottenibili con il solo sistema GPS non sono comunque sufficienti a soddisfare i requisiti operativi: identificare un modulo significa lavorare con accuratezze deci/centimetriche. Stiamo quindi considerando e introducendo meccanismi di augmentation i quali saranno ottimizzati con il sistema EGNOS e con l’avvento operativo del sistema di positioning Galileo (l’equivalente europeo del GPS).

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A partire dalle nostre esperienze operative su campo, in linea con lo stato dell’arte di cui sopra, vogliamo però fare un passo avanti. Ora, se avessimo 1) un tool in grado di determinare con risoluzione decimetrica la posizione del pannello difettoso, individuato mediante un software di riconoscimento e classificazione automatica delle immagini/anomalie termiche, 2) un centro servizi in grado di ricevere la mappa aggiornata dei moduli difettosi di ogni impianto e 3) tanti piloti RPAS sparsi in Europa pronti a mettere a disposizione i loro APR per andare a caccia di hotspot riusciremo a creare valore?

Noi siamo fermamente convinti di SI…e proprio per questo motivo, in questo emergente scenario operativo applicato al mondo dell’energia, abbiamo raggruppato alcune piccole e medie imprese sulla base delle singole esperienze verticali per formare il consorzio internazionale EasyPV. Esso prevede 1) Sistematica S.p.A, SW house con mission nel dominio energetico e GNSS, quale capofila, 2) Università di Aalborg (DANIMARCA) in rappresentanza del mondo accademico, 3) TopView s.r.l. con verticale esperienza su aspetti manufatturieri ed applicativi di RPAS, 4) ENTEC S.p.A. quale azienda competente in aspetti manutentivi fotovoltaici, 5) DeepBlue con profonda esperienza in aspetti operativi RPAS e 6) Alpha Consultants Ltd (INGHILTERRA) quale market analyst. Intendiamo così creare valore e mettere a disposizione diverse competenze a partire dai sistemi di localizzazione di precisione alla manutenzione PV, passando ovviamente per i sistemi RPAS, senza trascurare gli aspetti normativi, di ricerca e di analisi di mercato.

Gli aspetti di accuratezza nella localizzazione sono fra i più “challenging” di tutto il progetto e talvolta non è così semplice trovare l’applicazione giusta per sistemi diversi dall’ormai popolare GPS; basti pensare che un’applicazione interessante per EGNOS è stato un tagliaerba (BIGMOW - http://www.gsa.europa.eu/news/harnessing-satellite-navigation-cut-grass ) completamente autonomo in grado di tagliare il prato dei campi di calcio e delineare senza ausili esterni le linee del fuorigioco… gli appassionati di calcio sanno quanto un centimetro può fare la differenza…

Il nostro caso di applicazione, contraddistinto da un business plan molto promettente – è infatti facile per un proprietario di un impianto fotovoltaico capire il beneficio di tale sistema in termini di energia maggiormente prodotta - è in vero tecnicamente molto simile al precedente: un pannello fotovoltaico può avere dimensioni di 120 x 60 cm, ed è quindi necessario scendere almeno al di sotto dei 30 cm per individuare univocamente il pannello al NADIR dell’APR o ricostruirne la sua posizione dalla conoscenza della FOV della camera, dal suo assetto e dalla quota.

Sarà quindi realizzato un tool combinando l’emergente tecnologia RPAS con la risoluzione promessa dalla costellazione Europea Galileo, ad oggi in fase di deployment. Tuttavia, in attesa del pieno dispiegamento della costellazione, si possono sfruttare tecniche di augmentation già esistenti (RTK, PPP, SBAS, reti EDAS/EUREF) che, pur non permettendo di avvicinarsi alle risoluzioni attese, rappresentano comunque un buon trade-off momentaneo: si pensi infatti ai ricevitori multi-costellazione attualmente disponibili sul
mercato (Septentrio, U-blox, Javad, etc…) sempre più miniaturizzati, economici, leggeri ed in grado di poter essere ospitati su un payload dedicato per tali missioni.

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L’automazione dei processi è possibile attraverso un algoritmo di computer vision il quale processa l’immagine termica nel campo di vista e la geo-referenzia attraverso tecniche GNSS (Global Navigation Satellite System) ad alta accuratezza. In questo modo è possibile identificare univocamente il modulo da sostituire; infine il manutentore, solo in un secondo momento, può recarsi sul luogo per effettuare la sostituzione del modulo guasto.

Interviste preliminari con gli “Stakeholder” della filiera  del  fotovoltaico - con particolare riferimento ai manutentori, proprietari ed intermediatori finanziari e proiezioni prudenti del mercato fotovoltaico in Europa e di market share – hanno incoraggiato il consorzio EasyPV ad investire nell’idea.

Il modello di business si basa sul concetto di affiliazione al consorzio che eroga formazione dedicata alle nuove figure professionali di manutentori di impianti operanti direttamente sul territorio; ciò al fine di avere una distribuzione capillare del servizio, abbattendo i costi di trasferta. Sulla base del modello proposto la nuova figura professionale guadagna sulla base dei MW ispezionati ogni anno.

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L’aspetto normativo è fondamentale per il successo del consorzio, alla pari di quello tecnologico. Il regolamento RPAS è in continua evoluzione e nell’ambito di un progetto Europeo, proiettato all’interno degli stati membri è necessario allinearsi alla roadmap RPAS europea. La nostra esperienza ci insegna che ad oggi non è così difficile ottenere le autorizzazioni necessarie per volare in zona non critica in Italia ed i grossi impianti oggetto di queste survey sono ubicati con buona probabilità in campagna, lontani da case e persone.

Con l’adozione di questo algoritmo automatizzato, che fonde computer vision con GNSS ad alta accuratezza, il consorzio è convinto di poter fornire un importante contributo nel miglioramento dell’efficienza degli impianti fotovoltaici, necessità tra l’altro evidenziata dalla commissione europea come una delle priorità (punto 3) all’interno del programma europa2020 (http://ec.europa.eu/europe2020/europe-2020-in-a-nutshell/)
che si pone gli obiettivi di arrivare al 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili con un parallelo aumento del 20% dell'efficienza energetica.

Siamo anche fermamente convinti che il valore creato da questa iniziativa possa creare nuove figure professionali di piloti RPAS specializzati in operazioni di manutenzione su campi fotovoltaici. Infine easyPV potrà creare nuove opportunità per la costellazione europea Galileo che, ancora “affamata” di applicazioni ed idee diverse dal semplice “tomtom”, potrà giocare un ruolo da sicura protagonista.

 

ALBERTO MENNELLA

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Laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni e laurea in Scienze Nautiche conspecializzazione in Navigazione Radio Elettronica, entrambe conseguite presso la“Università degli Studi di Napoli Parthenope"; cofondatore di TopView srl, startup innovativa operante nel settore dei sistemi a pilotaggio remoto. Ha lavorato con il ruolo di System Engineer per oltre 10 anni in diverse aziende operanti nel settore aerospaziale come Thales Alenia Space Italia su tematiche legate alla Navigazione ed alle Comunicazioni integrate all’interno di programmi europei e nazionali come SENECA (Satellite Navigation services for Civil Aviation - ASI/ENAV) ed in aziende operanti nella ricerca industriale e nello sviluppo software (CRIAI, ITS). Ad Aprile 2013 ha progettato e realizzato una piattaforma di validazione basata su un sistema multirotore (RPAS) con capacità di volo autonome, finalizzata al test ed alla validazione di un algoritmo di Geo Encryption denominato “GREAT” (GNSS Regenerative Encryption Algorithm and Technique), che fonde aspetti di navigazione e di sicurezza informatica, del quale risulta co-autore. Nel dicembre 2009, all'interno del programma GAPACOM (MIUR) è stato premiato con il "Thales Innovation Awards" per l’algoritmo GREAT insieme a tutto il gruppo di ricerca. La sua area d’interesse è focalizzata sui sistemi aeromobili a pilotaggio remoto con particolare riferimento alla radionavigazione (GNSS) ed alle comunicazioni integrate, in tutti gli aspetti sia tecnici che normativi. In quest'area è membro di ASSORPAS e della community DIYDRONES dal 2009, motivato da vera passione per l’aerospazio, nonché per l’aeromodellismo che pratica come hobby da 20 anni.

MARCO NISI

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Laureato in Ingegneria Aerospaziale presso la facoltà “La Sapienza”, consegue un master in “Sistemi avanzati di Comunicazione e Navigazione satellitare” col massimo dei voti in “Tor Vergata”.
System engineer, SW engineer e project technical manager presso Sistematica S.p.A., con 10 anni di esperienza in progetti nazionali ed europei in ambito GNSS (Galileo, EGNOS, GPS) sia per aspetti di System Design che nei domini applicativi e di servizio (Aeronautics e Security). Ha svolto numerose ricerche in ambito UAS: all’interno del progetto SENECA (Satellite Navigation services for Civil Aviation), finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e supervisionato da ENAV, ha analizzato come responsabile tecnico per Thales Alenia Space la tematica per l’inserimento degli UAV all’interno del traffico dell’aviazione generale ed i relativi impatti in ambito ATM. È co-autore dell’algoritmo GREAT (GNSS Regenerative Encryption Algorithm and Technique) attraverso il quale aspetti di navigazione vengono fusi ad aspetti di sicurezza informatica per permettere comunicazioni sicure in particolari aree geografiche. Tale ricerca è stata premiata con il premio "Thales Innovation Awards 2009” ed è stata completata all’interno del progetto GAPACOM (Galileo Advanced Payload Addressing COmmunication Mission), progetto co-finanziato da MIUR, realizzato da Thales Alenia Space Italia con il
supporto di Sistematica S.p.A. e TopView s.r.l. e con la partecipazione delle Università La Sapienza di Roma, consorzio CNIT, Luiss e CNA: un payload con algoritmo GREAT è stato installato su un esarotore e nel settembre 2013 è stato validato in volo con successo presso il campo di volo WACO (ROMA).

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