Droni: i divieti di sorvolo per essere validi devono passare da ENAC, lo dice anche il regolamento europeo

Droni: i divieti di sorvolo per essere validi devono passare da ENAC, lo dice anche il regolamento europeo

"ENAC è l'unica Autorità di gestione e regolazione dello spazio aereo nazionale nonché regolatore ed attuatore del cielo unico europeo." Questa una delle affermazioni contenute nella lettera che ENAC nel 2019 aveva scritto all' ANCI dove spiegava che i Comuni non possono disporre dello spazio aereo a proprio piacimento. Il Comune che intende vietare il sorvolo ai droni deve prima inoltrare richiesta ad ENAC seguendo la procedura indicata dalla circolare ATM-03. Leggi anche: ENAC scrive ai Comuni dopo interessamento AOPA: "non potete vietare il volo ai droni".

Anche i Parchi Naturali devono inviare la richiesta ad ENAC per istituire divieti di sorvolo validi

Lo stesso concetto vale per Parchi Naturali e zone soggette a protezione faunistica. Secondo quanto ENAC spiega in questa pagina, il divieto di sorvolo stabilito dall'art.11h della famosa legge quadro sulle aree protette del 6 dicembre 1991 n.394 diventa effettivo soltanto quando il gestore della zona ne richiede l'istituzione, seguendo la procedura indicata dalla circolare ATM-03, e ne ottiene l'approvazione da ENAC con relativa pubblicazione su AIP Italia e/o sul sito d-flight. Pertanto, i divieti di sorvolo istituiti senza aver ottenuto l'approvazione da ENAC non sono validi ed in questi casi l'eventuale violazione non è sanzionabile. Naturalmente poter sorvolare non significa potersi avvicinare a specie protette per disturbarle, bisogna evitare di danneggiare flora e fauna ed è necessario rispettare i restanti punti del regolamento del Parco e della zona protetta. Anche nel caso in cui non ci sia un vero e proprio divieto di sorvolo validato da ENAC, l'Ente gestore potrebbe vietare l'ingresso a chi sta trasportando un drone, vietarne il pilotaggio dall'interno del parco, proibire il decollo e l'atterraggio.

Il regolamento europeo obbliga gli Stati membri a pubblicare le zone geografiche UAS (droni) in un formato unico e comune a decorrere dal 2022

Il regolamento di esecuzione europeo 2019/947, applicato anche in Italia a partire dal 31 dicembre 2020, istituisce la zona geografica UAS: una porzione di spazio aereo stabilita dall'autorità competente (in Italia ENAC) che agevola, limita o esclude le operazioni UAS al fine di far fronte ai rischi connessi alla sicurezza, alla riservatezza, alla protezione dei dati personali, alla sicurezza o all'ambiente derivanti dalle operazioni UAS. L'art.15 del citato regolamento disciplina le condizioni operative per le zone geografiche UAS e nel comma 3 dispone che quando gli Stati membri definiscono queste zone debbano provvedere a pubblicarle in un formato digitale unico a decorrere dal 1 gennaio 2022. 

Significa che anche secondo il regolamento europeo i divieti di sorvolo e le restrizioni al volo per gli UAS devono essere istituiti dallo Stato membro (in Italia da ENAC) e che a decorrere dal 1 gennaio 2022 tali divieti e restrizioni dovranno essere pubblicati in formato digitale unico e comune, quindi in Italia su d-flight. Inoltre, il regolamento 945/2019 dispone che i droni con marcatura di classe sopra i C0 devono essere dotati di un sistema di geo-consapevolezza che rimandi alle mappe ufficiali sulle zone geografiche UAS pubblicate dagli Stati membri. Lo standard del sistema GEO per i droni con marcatura (prEN 4709-003) è in via di ultimazione. (Leggi anche: Droni con marcatura di classe più vicini, gli standard in consultazione pubblica).

Attenzione alla privacy e a non incorrere nel reato interferenza illecita nella vita privata

Alla luce di quanto scritto sopra si può concludere che i divieti di sorvolo UAS che non sono stati approvati da ENAC, e che quindi non compaiono su AIP Italia e/o su d-flight, non sono validi. Tuttavia, restano validi eventuali divieti di decollo e atterraggio istituiti senza passare da ENAC nelle zone private, gestite in concessione etc. Inoltre, chiunque può vietare l'ingresso di persone con a seguito un drone nella sua proprietà, come è logico che sia. Quindi, eventuali cartelli che indicano il divieto di ingresso con un drone in determinati casi possono essere considerati legittimi così come quelli che vietano di fotografare etc. Ciò che non può essere vietato senza passare da ENAC è il sorvolo, l'uso dello spazio aereo.

In ogni caso, nel sorvolare una proprietà privata non soggetta a divieto di sorvolo valido è necessario porre molta attenzione per non rischiare di incorrere nel reato previsto dall' art.615 bis del codice penale: "Chiunque, mediante l'uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell'articolo 614, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo."

Disclaimer: questo articolo è stato redatto con la massima cura e precisione possibile, tuttavia è da intendere come un'interpretazione. Fare sempre riferimento e attenersi alle fonti normative vigenti.
 

COMMENTI

BLOGGER: 28
  1. Ci son voluti 3 anni ma alla fine abbiamo vinto. Soprattutto grazie al Regolamento Europeo, ENAC è stata costretta ad emettere un chiarimento e non poteva che essere quanto scritto, ovvero che dal 31 dicembre 2020 le restrizioni di volo sono solo quelle pubblicate in cartografia aeronautica ufficiale così come riconosciuta dalla normativa corrente.
    Un po' come l'abuso di restrizione dei Comuni (sul quale ENAC era però intervenuta tempo fa). Peccato che questo chiarimento sia arrivato solo ora, perché era di tutta evidenza che fosse così anche in passato, ma nei fatti così non era perché una Legge dello Stato è comunque superiore a una normativa di un Ente sottoposto. Almeno così si chiarisce che gli Enti Parco si devono dare da fare, come molti per altro hanno già fatto.

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    1. Ciao Simone, questa cosa comunque è stata detta più di una volta in passato dai dirigenti ENAC, verbalmente in occasione di alcuni eventi / interviste. Certo che adesso è inequivocabile e verificabile essendo stata scritta sul sito istituzionale in una pagina sempre accessibile.

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    2. Ciao Danilo. Se è (finalmente) assodato che solo Enac può vietare il sorvolo, penso sia il caso di ricordare che le modalità di sorvolo, a tutela della proprietà privata, sono definite dal codice della navigazione, all'art 823 (e per deduzione, dall'art 840 del codice civile). Se un sorvolo a bassissima quota andasse ad impattare sul godimento del bene immobiliare, cioè ne limitasse il possesso, o la destinazione d'uso, il proprietario ha il diritto legale a tutelarsi, a far interrompere l'azione, a far perseguire l'autore e ad essere risarcito. Ho il sospetto che se il parco non può più multare per il sorvolo del territorio in assenza di una restrizione Enac, potrà invece continaure a multare per il disturbo che (asserirà) è stato arrecato con il sorvolo. La questione della privacy, è in aggiunta.

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    3. Ciao Maurizio, certamente. Ci sono molti aspetti da considerare.

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  2. Grazie Danilo per questo articolo chiarificatore.
    Una cosa non mi è chiara: "Anche nel caso in cui non ci sia un vero e proprio divieto di sorvolo validato da ENAC, l'Ente gestore potrebbe vietare l'ingresso a chi sta trasportando un drone, vietarne il pilotaggio dall'interno del parco, proibire il decollo e l'atterraggio"
    Sembra un controsenso rispetto a quello che è stato detto in precedenza.
    Lo puoi chiarire?
    Grazie infinite.
    Fabio.

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    1. Ciao, il Parco come una qualsiasi proprietà privata può decidere a chi consentire l'ingresso e quali attività consentire. Non può vietare il sorvolo senza passare da ENAC ma può vietare l'ingresso a chi porta con se un drone, un attrezzo etc. Può vietare determinate attività all'interno della sua proprietà come accendere fuochi, scavare, tirare oggetti e anche pilotare droni, e vietare il decollo e l'atterraggio. In questi casi se non c'è divieto ENAC si può sorvolare il parco pilotando da fuori ma si deve rispettare il regolamento UAS che impone la conduzione a vista (VLOS) se non abilitati al BVLOS. Pilotare in VLOS signifca raggiungere distanze di qualche centinaio di metri rispetto al pilota quindi si sorvolerebbe solo parzialmente il Parco o la proprietà privata.

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    2. Adesso è tutto chiaro, grazie Danilo.

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    3. Quindi, scusate se la metto sul pratico, ma di fatto non è cambiato nulla! Ad esempio la regione Emilia Romagna recentemente ha emesso un divieto di utilizzo dei droni nel parco del delta del Po' (vigente da marzo a luglio) e questo divieto non è riportato su d-flight ma ecco le testuali parole di un vigile di Rosolina Mare: "il divieto della regione parla di 'utilizzo' dei droni, quindi io ti posso multare appena lo accendi".
      In conclusione NON è vero che basta controllare d-flight per sapere se è possibile volare... o no?
      Grazie per l'eventuale risposta.

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    4. Come detto nell'articolo, un conto è il sorvolo di una zona un altro è il pilotaggio di un drone dall'interno di una zona. Il sorvolo pilotando dall'ESTERNO è permesso se la zona non appare nelle AIP / D-Flight.

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    5. Allora forse (parere mio personale) sarebbe meglio spiegarlo prima e più chiaramente, magari già nel titolo degli articoli. Perché basta leggere un po' in giro sui social per capire che il 99% degli utenti ha capito che Enac stessa sta avvallando il volo nei parchi... ma non è così per nulla!

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  3. La maggioranza attendeva quel pronunciamento, e ora sta facendo festa...
    Puoi scriverlo un milione di volte, che tanto, una parte consistente dei dronisti preferirà capire a modo suo, o peggio, si lamenterà della "disinformazione".
    Prevedo un'estate con numerosi interventi delle polizie locali e guardiaparchi, e come conseguenza, che a breve, la maggiornaza dei parchi si rivolgerà ad Enac ed otterrà riserva di spazio aereo. Considerato il numero delle aree protette in Italia, alla fin fine sarà una svolta molto restrittiva per tutti quelli che usano il drone a scopo ludico, o per scopi professionali semplici, che non richiedono particolari competenze.
    Conosci il detto si stava meglio quando si stava peggio? A mio parere, in questo caso calza a pennello.

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    1. Certo che se riempi il web di titoli del tipo "cartelli illegali, lo dice anche Enac" stai dando un informazione corretta ma parziale...
      Ho visto parecchi canali sul tubo che dicono ai propri visitatori che stampando quella pagina si è a posto. E come dici tu questo alla fine ricadrà su tutti.

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    2. Trovo sia sbagliato che la categoria <250g consenta di volare senza la minima cognizione di come stiano le cose, e sarebbe stato meglio se nel syllabus per il patentino A1-A3 fossero state incluse spiegazioni circa la differenza tra un sorvolo a 12000m da parte di un aereo di linea, e quello del drone, a pochi metri da terra, con le conseguenti DIVERSE implicazioni riguardo la tutela dei diritti nelle proprietà.
      Sarebbe auspicabile volare mantenendo un basso profilo, evitando di disturbare il prossimo e guardandosi bene dal mettersi in mostra, ma sembra che siano molti quelli orientati a fare "outing". Se è vero che il 90% dei soggetti a cui fai riferimento è probabilmente costutuito da tanti "Fracchia", che senza lo scudo di tastiera e monitor metteranno la coda fra le gambe, resta il problema del restante 10%, numero più che sufficiente per suggerire ai parchi di chiedere (ed ottenere) il divieto di sorvolo ad ENAC.

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    3. Può essere si, però si potrebbe anche cercare di evitare la confusione con regole e informazioni più chiare, tanto più che non costerebbe molta fatica:

      1- su d-flight i parchi dovrebbero essere visibili subito, molti non sanno neppure che esista il layer apposito e inoltre l'indicazione di contattare l'ente dovrebbe essere più visibile e perentoria.

      2- le testate e gli influencer del settore dovrebbero smettere di inseguire il click su questi argomenti. E si, vale anche per l'articolo di questa pagina il cui titolo è fuorviante.


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    4. Direi che Danilo e Quadricottero siano inappuntabili, perchè si limitano a dare le notizie così come sono, intervenendo prontamente a chiarire i vari punti se qualcuno fa domande, o afferma cose inesatte.
      Quando si affrontano questioni con risvolti legali, specialmente in Italia, ci si inoltra in un terreno minato, per cui sarebbe temerario che una testata, od un influencer si arrogassero il diritto di andare oltre la notizia in sè, interpretandola. In un mondo ideale, dovrebbe essere ENAC a provvedere, spiegando come stanno le cose e come vanno affrontate in pratica. (qualcuno crede che le rotte degli aerei di linea che sorvolano l'Italia a 12000m di quota andranno zizagando tra il dedalo di parchi e riserve naturali?)
      Il "clickbait" esiste laddove si fanno deduzioni di comodo, arrivando a diffondere falsità, o permettendo che alcuni followers (o partecipanti alle discussioni, ad es su youtube, o FB) sollecitino ad atteggiamenti scorretti e sconvenienti.
      In Italia, le entità che possono legiferare, o emanare regolamenti, sono un'infinità. Stato, Regioni, Province, Comuni, Enti, etc. etc. e nessuna di queste, si è mai sentita in dovere di "armonizzarsi" con il sistema.
      Tradizionalmente (nessuno si lamenta di ciò), il cittadino di un Comune è soggetto ad alcune leggi che in un altro non esistono, oppure sono differenti, e lo stesso vale a livello Provinciale, Regionale e di Enti. Solo quando nasce un contenzioso ci si accorge che esistono conflitti fra le disposizioni, o incertezze da chiarire. Sono i tribunali a risolvere il problema, cioè il giudice, dove però, l'interpretazione, da uno all'altro giudice può cambiare, così che per la stessa questione puoi avere oggi torto e domani ragione, a seconda di come capita.

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    5. Tomita, grazie per le interessanti considerazioni ma il titolo non è fuorviante sintetizza i regolamenti attualmente in vigore.

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    6. Infatti ho scritto che formalmente è corretto ma, a mio parere, questa volta si poteva cogliere l'occasione per fornire un informazione più completa, cosa per la quale ritengo ottimo questo sito. Sia chiaro che si trattava solo di critica costruttiva. Già solo il fatto che tu abbia risposto è segno di attenzione nei confronti del tuo pubblico.
      Quindi grazie e buon lavoro.

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  4. Facciamo un attimo chiarezza.
    Un parco può scrivere "vietato pilotare un drone"? E in base a quale legge nazionale o internazionale pilotare un drone può arrecare danno? Per la presenza di segnali WiFi? Quindi vietato entrare in un parco con uno smartphone che abbia la modalità aereo disabilitata... È vero, ENAC si limita soltanto alla gestione dello spazio aereo e non del suolo, ma esistono anche le leggi nazionali che non possono essere scavalcate arbitrariamente. Nessuno può perquisire il mio zaino senza mandato, a meno che non pensi che io stia per compiere un atto terroristico, ma poi deve dimostrarlo e giustificarlo, altrimenti si becca una denuncia che finisce di pagare i danni alla terza generazione dopo di lui...
    Un parco può scrivere "vietato decollare e atterrare con un drone"? Si, ma se lo faccio sul prato: se decollo dallo zaino, dalla mano o se faccio sdraiare mia moglie e decollo dalla sua schiena, nessuno può impedirmelo. A meno che il parco non scriva anche "vietato sdraiarsi". Esattamente come l'occupazione di suolo pubblico si supera se poggio il monopiede sul mio piede invece che su terra.
    Vietato accendere un fuoco è ovvio e comprensibile perché, vietato volare è solo a protezione di specie animali che sappiamo essere disturbati dai droni, soprattutto durante il letargo e durante la riproduzione. È ora che i Parchi si diano da fare e non vivano soltanto di un divieto generico, ma si armino di competenza e buona volontà e istituiscano le ATM03B di loro interesse così almeno finalmente avremo una cartografia aeronautica chiara, non basata sullo schiribizzo di un direttore o sulla creatività di un guardiaparco...

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    1. Per consuetudine, gli enti legiferano e regolamentano come meglio credono, come se niente altro esistesse. Per tradizione, nessuno di quegli enti "osa" contraddirne un altro (a meno che sia proprio costretto a farlo). Anche a livello centrale ci si guarda bene da mettersi in conflitto con il potere locale (anche qui, salvo sia inevitabile). Alla luce di ciò, come si può pensare che per il problema con i droni possa cambiare la mentalità di quegli enti?
      A chi li usa non piace ammetterlo, ma i droni stanno sulle p.lle dei più, vuoi per la paranoia della privacy, o della protezione del territorio/fauna, vuoi per invidia e per il gusto di farti rimanere a terra. Da che parte pensi stiano le autorità e la politica, a cui infondo importa avere il consenso della maggioranza?
      Vogliamo scommettere che la stragrande maggioranza delle areee protette si adeguerà e che Enac apporrà divieto di sorvolo a quote inferiori a 120m?
      Sappiamo quante sono le aree protette, cioè quanta parte del territorio verrà probabilmente interdetta alla maggior parte dei droni? (http://www.gazzettaufficiale.it/do/gazzetta/downloadPdf?dataPubblicazioneGazzetta=20100531&numeroGazzetta=125&tipoSerie=SG&tipoSupplemento=SO&numeroSupplemento=115&estensione=pdf&edizione=0)

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    2. Se il regolamento del Parco proibisce di usare mezzi a motore, chi li usa è soggetto ad ammenda e quanto altro previsto (nulla conta che si abbia la patente e che il mezzo sia bollato ed assicurato).
      Se è vietato usare droni, chi li usa è soggetto ad ammenda e quanto altro previsto.
      Se è vietato introdurre armi, chi (eventualmente) venisse trovato in possesso di un'arma, è soggetto ad ammenda e quanto altro previsto.
      Se il regolamento di un ente prevede che per entrare nella sede degli uffici si passi attraverso un metal detector, o ti vuoti le tasche e ci passi attraverso, o te ne stai fuori. Se non accetti le condizioni, al sito internet non hai accesso, e così vale per una marea di servizi.
      In altre parole, ognuno ha la libertà di pensare come vuole, ma i divieti che possono essere apposti sono tali ed efficaci, anche se appaiono troppo "creativi", o "sghirbizzi" e se decidi di entrare in una proprietà, implicitamente li hai accettati. Pertanto:
      ...se non esistono divieti espliciti nel regolamento del parco, introduci, voli e sorvoli, partendo da dove credi e come meglio ritieni.
      ...se decolli da fuori il parco e lo sorvoli (nei limiti del volo a vista), e questo NON ha chiesto riserva di spazio aereo, al 99% ti salvi da multe e molto probabilmente la spunti in tribunale, anche se il regolamento del parco vieta i droni ed hai disturbato la fauna.
      Nella sostanza era già così, con il solo dubbio (ora chiarito da Enac) se la riserva di spazio aereo era automaticamente concessa dalla famosa legge 394 del 1991, o se quella disposizione dava unicamente diritto all'ente di richiederla ad Enac (che non potrà opporsi).

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    3. Grazie Maurizio, come hai detto avventurarsi nelle interpretazioni è rischioso perché si potrebbero influenzare persone poco avezze e bisogna essere responsabili se si ha un seguito sui social / web. Ringrazio anche a Simone per i suoi contributi sempre ricchi di spunti di riflessione.

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    4. La disposizione di ENAC fa decadere automaticamente qualsiasi Regolamento che abbia posto un divieto generico. Come ha scritto Danilo, i nuovi Regolamento Europei impongono una prassi affatto diversa da quella del passato. Non può esistere un Regolamento di un Ente in palese contrasto con una legge internazionale, quel Regolamento decadrebbe alla prima denuncia persino davanti a un giudice che si siede la prima volta sulla cadrega del tribunale.
      Non posso vietare l'uso di un drone se quel divieto non è giustificato da un motivo serio e valido. La Liguria pone il divieto di fotografare i nidi, ma non può vietare l'uso delle macchine fotografiche (cosa che si può fare in un luogo privato per ovvi motivi, e i parchi pubblici non possono farlo perché come dice la parola sono pubblici).
      Il divieto di motori a cui fai riferimento sono quelli endotermici a scoppio (lo dice anche la legge), non quelli elettrici, che infatti tanto per dire possono tranquillamente circolare quando c'è il blocco del traffico.
      Un Parco NON è una proprietà privata, è suolo pubblico protetto dato in gestione a un Ente, che però non ne è padrone e non può fare quello che gli pare, e per porre un divieto deve rispettare i limiti imposti dalle leggi nazionali e internazionali e dalla Costituzione.
      Quindi, da un parte attenzione a dire tana libera tutti perché così non è e bisogna evitare che persone amatoriali facciano danni. Dall'altra evitare il terrorismo psicologico perché con quella nota ENAC ha semplicemente voluto ribadire che non esiste alcun divieto generico, ma il divieto va istituito e reso visibile e comprensibile a ca. 400 milioni di persone che fanno parte dello spazio aereo EASA. A un polacco non puoi chiedere di conoscere il Regolamento del parco vattelapesca magari scritto solo in italiano e per di più gramamticalmente carente... Il Regolamento europeo vieta esplicitamente questa forma di divieti nell'uso dei droni. Questa non è interpretazione, è un fatto.

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    5. Ciao Simone. Sfortunatamente si parla di sorvolo e nulla più. Non è come scrivi, tanto è verò che nelle zone pedonali, solo per fare un esempio fra i tanti, il turista polacco non entra con l'auto (anche se è elettrica), perchè c'è un'ordinanza che pone quel divieto. Analogamente, nel parco pubblico, il comune può vietare qualsiasi attività, sghiribizzi delle giunta compresi (anche qui, basta un'ordinanza del sindaco, che può addirittura più della proprietà privata, regolata unicamente dal codice civile), e l'ente, pubblico e privato che sia, ha ampio margine di discrezionalità su cosa puoi fare e cosa no. Se hai dei riferimenti giuridici che parlino esplicitamente di volo, decollo, atterraggio, e che la 947 supera ordinanze e divieti locali, inclusi i diritti di proprietà, siamo ben felici di apprenderli e farli nostri, perchè al momento non ne siamo al corrente. Se invece sono solo opinioni, e deduzioni personali, possiamo sperare che diventino realtà, ma nel frattempo, laddove ci sono divieti potremo unicamente sorvolare, sempre che lo spazio non sia stato vietato da Enac.

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    6. Maurizio, è una causa persa. Ho provato a sollevare la questione in qualche gruppo FB ma nel migliore dei casi ti ignorano altrimenti ti insultano. E tra l'altro parlavo anche del divieto di volo presente in Trentino Alto Adige e regolarmente riportato nella sezione ENR 5.6.1 delle AIP... risultato nessuno lo va neanche a leggere, si limitano ad un "faccio quello che c'è scritto su d-flight" (e qui in effetti si apre la questione del perché non sia riportato ma è un altro discorso).
      Se ne fregano tutti salvo poi recriminare quando vengono maltrattati dall'opinione pubblica. Molto italiano come comportamento.
      Salute a tutti e grazie per l'interessante e civile discussione.

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    7. L'Ente Parco può vietare di fotografare i nidi degli uccelli, con qualsiasi mezzo effettuato. Non può vietare l'uso del drone, perché un drone vola, e se non può impedire il volo, non può impedire l'uso del drone. Semplice. Banalmente se attacco un drone a un'asta ma è vietato fotografare, sto comunque compiendo un illecito.
      Il Sindaco può impedirti di entrare in un Parco, ma se non c'è un divieto di volo, decollo da fuori e lo sorvolo, e il Sindaco non può dirmi nulla, come ENAC ha ricordato già nel 2019. Non sono deduzioni o illazioni, sono semplici conseguenze di Regolamenti nazionali e internazionali.
      Vorrei sottolineare che ENAC non abolisce la legge 394/1991, né dice che sui Parchi si può fare con i droni quel che si vuole: dice solo che un operatore non può essere sanzionato sulla base di un divieto generico, ma ne serve uno specifico inerente quell'area. Anche perché, banalmente, tutti i parchi che hanno richiesto una ATM03 non vietano il volo in tutta l'area parco, ma solo nella zona specifica soggetta a richiesta (lì dove magari nidificano specie protette, etc.).
      Questo detto, vorrei sempre ricordare che un parco esiste per proteggere qualcuno, non è casa tua, e come non vorresti che qualcuno si metta davanti la tua finestra con un drone, così non dovresti farlo a casa degli altri, perché a casa degli altri non sei libero di fare come ti pare. Se non c'è il divieto di volo, non esiste nemmeno l'obbligo di usarlo per forza...

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    8. "se non c'è un divieto di volo, decollo da fuori e lo sorvolo"

      Quel passo, ma solo quello (e sottolineo il "solo"), è ciò che effettivamente dovrebbe essere legalmente indiscutibile in caso di contenzioso. Ricorsi che costano più della eventuale sanzione comminata e che hanno senso (mio parere) solo se si può prevedere la richiesta di un risarcimento (es. avrei dovuto usare il drone per lavoro, ma sono stato "a torto" impedito ed in conseguenza di ciò ho subito un danno rilevante)

      Tutto il resto, che di volo e sorvolo può essere una conseguenza, ad esempio rumore e disturbo, oppure di impedimenti, o di limitazioni alla fruizione specifica del luogo "sorvolato", oppure riprese fotografiche che necessitano di autorizzazione, etc etc, con Enac non ha (e non avrà) nulla a che fare, perchè pertiene ad aspetti che sono diversamente regolamentati.

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  5. Sarebbe carino se ci fosse una multa importante anche per chi mette cartelli a caso

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Quadricottero News: Droni: i divieti di sorvolo per essere validi devono passare da ENAC, lo dice anche il regolamento europeo
Droni: i divieti di sorvolo per essere validi devono passare da ENAC, lo dice anche il regolamento europeo
Droni: i divieti di sorvolo per essere validi devono passare da ENAC, lo dice anche il regolamento europeo
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